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11 dicembre 2012

Shakespeare, Ovidio e la musica barocca alla Sapienza

Shakespeare

La Sapienza ha sempre offerto ai propri interlocutori, studenti e non solo, un’ampia gamma di eventi di grande rilievo che spazzano tutto il panorama culturale, italiano e internazionale, ergendosi, in tal modo, come un baluardo del sapere, proprio come il nome di cui si fregia suggerisce.

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Questa sera, Martedì 11 Dicembre 2012, presso l’Aula Magna della Sapienza , alle 20.30, si terrà il concerto “Il mito e la magia”, a cura della IUC – Istituzione Universitaria Concerti. Il concerto in questione metterà in scena dei brani ispirati al Sogno di una notte di mezz’estate di Shakespeare e al Pigmalione di Ovidio.

Per rappresentare il testo di Shakespeare verrà suonata la suite da The Fairy Queen di  Henry Purcell, mentre il mito di Ovidio prenderà vita grazie alle note del balletto Pygmalion di Jean-Philppe Rameau. Entrambe le musiche saranno eseguite dall’ European Union Baroque Orchestra diretta da Paul Agnew e dai cantanti Elodie Fonnard, Rachel Redmond, Reinoud van Mechelen e Yannis François.

Per l’occasione abbiamo chiesto maggiori dettagli e qualche curiosità direttamente alla IUC, che ci ha gentilmente concesso un piccolo spazio e risposto per mezzo del suo ufficio stampa Mauro Mariani:

Ci descriva l’evento portandoci il punto di vista di un appassionato, così da far appassionare anche noi profani e, magari, rivelandoci qualche piccola curiosità.

L’ultima “novità” della musica classica? I compositori barocchi! Sono stati i giovani a riscoprirli, riconoscendo qualcosa di vicino alla loro sensibilità nella forza ritmica, nei colori e nell’inesauribile fantasia della loro musica. Infatti, quando c’è un concerto di musica barocca, l’età media del pubblico si abbassa immediatamente; ma la conoscenza della musica barocca da parte di un ascoltatore medio italiano non va oltre Bach e Vivaldi ( scusate la solita lamentazione sull’arretratezza italiana). Eppure il barocco è stato incredibilmente ricco di musicisti di genio, spesso diversissimi tra loro, così come erano estremamente diversificati gli ambienti per cui scrivevano e gli ideali estetici che li ispiravano.

Il primo motivo per non perdere il concerto di martedì 11 dicembre nell’Aula Magna della Sapienza è proprio la possibilità di ascoltare due autori raramente eseguiti in Italia, sebbene siano i più grandi musicisti barocchi d’Inghilterra e Francia: Henry Purcell e Jean-Philippe Rameau.

Il secondo motivo è che sono in programma musiche che hanno sorprendenti relazioni con alcuni grandi capolavori della letteratura, del teatro e del cinema. Infatti, The Fairy Queen (La regina delle fate) di Henry Purcell fu scritta nel 1692 per essere eseguita tra un atto e l’altro di una rappresentazione del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare al Dorset Garden Theatre di Londra. Fu uno spettacolo del costo di oltre 3000 sterline, una cifra enorme, che venne ricordato per tantissimo tempo per il suo splendore e il suo fasto. Ma la musica scomparve: per motivi tuttora inspiegabili, la partitura venne infatti sottratta e nascosta e fu ritrovata soltanto nel Novecento. I testi musicati da Purcell non sono però quelli autentici di Shakespeare ma furono scritti da un autore anonimo, che si riagganciò molto liberamente alla vicenda shakespeariana, pur conservandone le atmosfere magiche per introdurci in un mondo onirico e meraviglioso, in cui la fantasia di Purcell può sbizzarrirsi in invenzioni sorprendenti e affascinanti.

L’altro lavoro in programma è Pygmalion di Jean-Philippe Rameau, che riprende il mito greco di quel re di Cipro che, disprezzando le donne reali, scolpisce una statua d’avorio ad immagine del suo ideale femminile, finendo per innamorarsene; per favorire quest’impossibile amore interviene allora Venere, che dà vita alla statua. Questo mito è narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, da cui nel 1748 lo riprese il compositore francese. Dopo di lui si ispirarono alla stessa vicenda altri musicisti, come Luigi Cherubini e Gaetano Donizetti, e anche scrittori, come George Bernard Shaw. A rimanere affascinato più di tutti da quest’improbabile storia è stato il cinema, che naturalmente l’ha riletta in chiave moderna: le pellicole ispirate a Pigmalione sono moltissime, la più celebre è My Fair Lady con Audrey Hepburn e Rex Harrison, la più recente Ruby Sparks (sugli schermi proprio in questi giorni) che però trasforma lo scultore in scrittore e la statua nella protagonista di un romanzo.

Il terzo motivo per non perdere questo concerto è che suona la European Union Baroque Orchestra (EUBO), un’orchestra di giovani, che è stata fondata nel 1985 ma che tutti gli anni si rinnova completamente. Infatti, cento giovani musicisti provenienti da tutti i paesi dell’Unione Europea sono scelti ogni anno per prendere parte alle selezioni, da cui escono i venticinque strumentisti, dell’età media di 24 anni, che trascorrono sei mesi nell’EUBO, prima studiando e poi compiendo tournées attraverso tutta l’Europa, insieme ai maggiori specialisti della musica barocca. Questo progetto ha dato e continua a dare ottimi frutti e oggi non vi è famoso ensemble di musica barocca che non annoveri tra i suoi musicisti almeno un ex componente dell’EUBO. Quest’orchestra dunque è una valida esperienza di formazione e anche un prezioso serbatoio di giovani musicisti, cui attingono i migliori ensemble europei per mantenere alto il loro standard esecutivo.

Nel ringraziare la UIC e Mauro Mariani per il bel contributo, non ci resta che augurare a tutti una splendida serata

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