• Google+
  • Commenta
7 gennaio 2013

Crediti formativi Università del Sannio: Conferenza su il mito dei gladiatori tra diritto e archeologia

Project Thesis a Unisannio

Università del Sannio – Mercoledì 9 gennaio 2013, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Sannio (sede di via Nicola Calandra) alle ore 11.00 si terrà nell’ambito del corso di “Istituzioni e storia del diritto romano (14 Crediti formativi)” una conferenza su “Il mito dei gladiatori tra diritto e archeologia”.

Crediti formativi Unisannio

Crediti formativi Unisannio

Relatrici saranno LUCIANA JACOBELLI (Università del Molise) che illustrerà la condizione gladiatoria attraverso le immagini restituite dagli scavi archeologici e FRANCESCA REDUZZI (Università di Napoli Federico II) che si concentrerà sui profili giuridici dell’istituzione (La condizione giuridica dei gladiatori dal ludus all’arena). Modererà l’incontro AGLAIA MCCLINTOCK (Università del Sannio).

La partecipazione consentirà il conseguimento dei crediti formativi per “altre attività” previste nei piani di studio delle Lauree Specialistica e Magistrale in Giurisprudenza.

La condizione giuridica dei gladiatori era varia. Alcuni divenivano gladiatori per condanna per gravissimi crimini commessi, mentre altri erano uomini liberi che vendevano i loro servigi agli impresari (lanisti) attraverso contratti con interessanti specificità.

In alcuni casi i gladiatori erano oggetti di locazione mista a vendita (si è parlato di leasing dei gladiatori): qualora il combattente fosse morto durante i giochi le parti convenivano che esso dovesse considerarsi (e pagarsi) come venduto, qualora fosse sopravvissuto e ancora ‘utilizzabile’, come locato.

I giochi gladiatori nati probabilmente in un contesto funerario per onorare i morti ben presto divennero parte della vita pubblica di Roma. Essi costituivano una parte rilevante delle esibizioni che avevano luogo nell’anfiteatro. «Il circo è un microcosmo, una replica frammentaria e artificiale ma fedele dello spettacolo del mondo.

Il tramite fra la natura e il circo è il potere: allestendo giochi e trionfi, esso offre un pubblico agli spettacoli della natura che si svolgerebbero altrimenti nella solitudine dei deserti e delle foreste, ne replica la ferocia primordiale al centro stesso del mondo civile» (Vegetti).

L’anfiteatro era il luogo dove i sudditi partecipavano a uno spettacolo di morte non solo di animali ma anche di uomini, e specialmente assistevano alla morte di condannati per gravi reati, considerati ormai come meri corpi.

Sia la letteratura antica che i resti archeologici testimoniano della grande passione che le donne romane nutrivano per i gladiatori. In particolare il ritrovamento a Pompei nel dormitorio dei gladiatori del cadavere di una donna e dei suoi gioielli ha rinfocolato le leggende riguardanti gli incontri amorosi notturni che vi avvenivano.

Nel Museo de Sannio è conservato un reperto speciale, l’iscrizione funebre (laudatio) fatta dalla donna di un gladiatore al suo compagno che apre uno spaccato inedito su una parte della società romana non ancora adeguatamente studiata.

Luciana Jacobelli, archeologa, insegna Metodologia della ricerca archeologica presso l’Università del Molise e ha insegnato Antichità pompeiane all’Università Milano Bicocca. Ha seguito campagne di scavi archeologici in Italia e all’estero.

Tra le sue pubblicazioni molte sono dedicate a Pompei: Le pitture erotiche delle Terme Suburbane di Pompei (1995), Gladiatori a Pompei (2003), Pompei, la costruzione di un mito (2008). Insieme a Eva Cantarella ha pubblicato Un giorno a Pompei (1999) e Pompei e i volti dell’amore (1999), Vivere, nascere, morire a Pompei (2012).

 Francesca Reduzzi insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto romano presso l’Università di Napoli Federico II. Ha insegnato Esegesi delle fonti del diritto romano presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Camerino e Diritto romano presso la Facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli. Dal 1981 è membro del GIREA (Groupe International de Recherches sur l’esclavage Antique).

Il suo interesse scientifico è rivolto da un lato allo studio delle forme non convenzionali di dipendenza nel diritto antico, dall’altro al rapporto tra prodigia, diritto pontificale e senato.

Aglaia McClintock è ricercatrice presso l’Università del Sannio dove insegna Istituzioni e Storia del diritto romano. Suoi temi di ricerca privilegiati sono il diritto criminale romano e la condizione giuridica delle donne in Roma antica. Ha di recente pubblicato una monografia sulla condizione giuridica dei condannati a morte in epoca imperiale: Servi della pena. Condannati a morte nella Roma imperiale (2010).

Google+
© Riproduzione Riservata