• Google+
  • Commenta
26 febbraio 2013

Gioco d’azzardo. Dipendenza gioco d’azzardo: Sintomi, Conseguenze e Soluzioni Ludopatia

Gioco d'azzardo

Dipendenza da Gioco d’azzardo: Video Machine e Giovani. La discesa all’inferno, di norma, inizia sempre con delle vincite consistenti.

Gioco d'azzardo

Gioco d’azzardo

La gioia ed il senso di ricchezza generati dalla prima vittoria non hanno prezzo. Sono infiniti.

Il suono prodotto dalle monetine che sgorgano dalle macchinette è unico, eterno, indimenticabile.

E’ un adagio sublime, incantevole, quasi mistico. Una melodia capace di indurre il vincitore in un mondo soffice come il velluto.

Un mondo in cui ciò che conta è vincere altro denaro, dimenticarsi dei problemi esistenziali e schiacciare dei bottoni per sentirsi, almeno un’altra volta nella vita, vittoriosi.

Al di là dell’illusorio ed estemporaneo senso d’onnipotenza e del metallico inno alla gioia in re minore, il giocatore d’azzardo, animato da un indubbio senso d’avarizia, ben presto, scopre quanto sia difficile riecheggiare i teneri fasti di un tempo, scegliendo, quindi, di sedersi sullo sgabello, stavolta, al fin di recuperare le somme perdute. E’ così che si entra, definitivamente, nel circolo vizioso della dipendenza da gioco d’azzardo.

La verità è che l’Italia pullula di bar e sale giochi che ospitano al loro interno machine ideate per speculare sulla disperazione delle persone. Giochi d’azzardo del tutto legali ma vietati ai minorenni e pertanto, monitorati costantemente dalle forze dell’ordine.

Dipendenza da gioco d’azzardo: ricerca, sintomi e cura

Tuttavia, negli ultimi tempi, il dramma del gioco d’azzardo e della dipendenza da gioco d’azzardo,  sta irrompendo come un fiume in piena, tracimando gli argini della legalità e travolgendo, senza alcuna pietà, anche i giovani studenti. Sono molti, forse troppi, i giovani studenti caduti nella dipendenza da gioco d’azzardo, mandando cosi sul lastrico le loro famiglie.

Secondo uno studio condotto dall’Associazione “Libera” di Don Ciotti, in Italia l’industria del gioco d’azzardo fattura circa 86 miliardi di euro annui, 10 dei quali afferenti al mondo della criminalità organizzata. Stando ai dati relativi al dossier pubblicato da “Libera”, nel Bel Paese esistono 800.000 persone dipendenti dal gioco d’azzardo, ognuna delle quali, nel tentativo di farsi baciare dalla Dea Bendata, spende circa 1270 euro all’anno (la media tiene conto di tutta la popolazione, neonati compresi). Secondo il dossier, quindi, l’Italia è al primo posto della classifica europea dei paesi in cui si gioca con maggiore frequenza ed al terzo posto a livello globale. A render ancor più sconcertante il tutto è, senza ombra di dubbio, un altro dato tutt’altro che positivo: le statistiche relative al gioco d’azzardo, infatti, dimostrano che nel nostro paese vi sono 2 milioni di persone che rischiano la dipendenza da gioco d’azzardo.

“Generazione Cloud, Essere genitori ai tempi di smartphone e tablet”

Spinti dal desiderio di comprendere al meglio il connubio tra giovani e gioco d’azzardo e al contempo, di analizzare le nuove forme di dipendenza da gioco d’azzardo, abbiamo deciso di contattare la Dott.ssa Serena Valorzi,  Psicologa, Psicoterapeuta, Esperta in prevenzione, formazione e trattamento delle New Addictions e coautrice dell’interessantissimo libro “Generazione Cloud, Essere genitori ai tempi di smartphone e tablet”.

Dott.ssa Valorzi, potrebbe parlarci dell’inquietante e deleterio connubio?  Secondo Lei, le dipendenze riflettono un disagio interiore? Perché un giovane decide di lasciarsi attrarre dalle mille luci delle machine?

“La mia esperienza clinica nel settore delle nuove dipendenze, iniziata nel 2001, mi concede ogni giorno l’opportunità di constatare che alla base del fenomeno relativo al gioco d’azzardo problematico e patologico, in realtà, vi siano quasi sempre difficoltà nella gestione emotiva e nella dimensione relazionale. Giovani ed adulti, infatti, sviluppano simili forme di dipendenze a causa di un quadro emotivo preesistente a dir poco travagliato in cui le emozioni stesse possono essere così intense da diventare dolorose o così poco presenti da suscitare il vuoto, un senso di noia profonda, di non senso dell’esistenza. Queste persone possono, avvicinandosi anche casualmente al gioco d’azzardo, avere l’impressione di aver trovato soluzione al loro malessere e tentare, anche inconsapevolmente, di utilizzare il comportamento di gioco al fine di limitare, attutire oppure aumentare l’intensità delle loro emozioni.

E’ tipica la sensazione di giocare e non pensare a nulla, di dimenticare ciò che ti fa star male, quasi ipnotizzati dalla machine,  oppure di sentirsi “finalmente vivi”, mentre fuori dal gioco aumentano progressivamente le sensazioni di angoscia e vergogna e di colpa che spingeranno nuovamente a ricercare il gioco quale anestetico. Ad incrementare la precarietà emotiva dei “giocatori d’azzardo”, ci sono spesso difficoltà che toccano la sfera familiare, sentimentale. La perdita di persone care, la mancanza di conforto e l’abbandono del partner, ma anche una bocciatura o preoccupazioni sul lavoro, ad esempio, tendono a generare emozioni talmente intense da indurre, giovani e adulti, ad avvicinarsi ulteriormente alle machine al fin di epurarsi dalle negatività della vita. E i giovani, magari già abituati a rivolgersi ai videogiochi da piccoli, subiscono in particolare il fascino e le proprietà anestetiche del gioco tentando, in tal modo, di annichilire la loro emotività.

A partire da questo stesso presupposto, al di là del gioco d’azzardo, esistono altri comportamenti che possono portare ad altre forme di dipendenza tutt’altro che banali. Si pensi ad internet, Facebook, chat e videogiochi on line. Anche in tal caso, il fulcro nevralgico della dimensione patologica è rappresentato dal desiderio di stare meglio, di soffocare le emozioni negative, attraverso comportamenti che siano in grado di fungere da anestetico ed, al contempo, di generare emozioni piacevoli. E’ bene chiarire che le persone che si avvicinano a tali forme di dipendenza, di norma, pur essendo dotate di buona intelligenza, tendono a sentirsi inadeguate, o profondamente sole, nonostante possano anche avere un buon numero di conoscenti, ed a ricercare adrenalina e nuove e piacevoli emozioni che possano dare loro l’illusione di renderli protagonisti indiscussi dalla propria esistenza, mentre la loro vita reale si “desertifica” ulteriormente.

Inoltre, machine, chat, internet e videogiochi, simboleggiano contegni socialmente accettati ed anche per tale ragione, i giovani spesso cadono nel tranello: cercando emozioni piacevoli che possano soffocare le negatività della loro esistenza non sapendo che, in un certo senso, il meccanismo che genera le dipendenze da comportamento è molto simile a ciò che avviene con alcool e droghe.

Sebbene la dipendenza da machine e da gioco d’azzardo rappresentino delle vere e proprie piaghe sociali, non credo comunque sia opportuno biasimare esclusivamente coloro i quali propongono e commercializzano tali tendenze, anche se poi ognuno dovrà fare i conti con la propria coscienza,  ma ritengo che molto dipenda anche dalla cultura sociale e familiare che si riesce a trasmettere ai giovani. La prevenzione e le campagne di sensibilizzazione rappresentano fondamentali strumenti di tutela da non sottovalutare, e le famiglie hanno un ruolo centrale: educare i propri figli trasmettendo loro dei valori sani senza dimenticarsi di dare sostegno e conforto emotivo è, senza ombra di dubbio, la migliore arma contro il gioco d’azzardo patologico, così come star loro vicino, quando sono più piccoli e si avvicinano al mondo di internet è fondamentale al fine che sappiano utilizzare questi strumenti in modo sano, con consapevolezza e senso critico che possano anche proteggere la loro identità digitale. In quest’ottica, nel libro “Generazione Cloud, essere genitori ai tempi di smartphone e tablet” scritto con Michele Facci e Mauro Berti, ho cercato di rappresentare in modo semplice ma articolato quali sono le radici emotive e relazionali della dipendenza e quali correttivi si possano apporre al fine che i giovani possano sviluppare buone capacità di gestione emotiva che li assicurino di rimanere “liberi”.

Qual è la Sua opinione scientifica in merito alle nuove forme di Dipendenza da Gioco d’azzardo relative al mondo giovanile?

“Le nuove dipendenze o New Addictions concernono alcune tipologie comportamentali socialmente accettate e capaci di stimolare, divertire e gratificare le persone. Internet, shopping, cellulare, lavoro, gioco d’azzardo, sesso e relazioni affettive fanno parte della nostra storia quotidiana e vanno considerati come elementi che ci possono accompagnare piacevolmente. Ma se non stiamo bene e non riusciamo a gestirli, possono sfuggirci di mano, diventare enormi, non permetterci di vedere altro, trasformarsi rapidamente in droghe.

In aumento, in particolare nel mondo giovanile sono le Net Addictions, quelle che si esprimono su internet: parliamo di dipendenza da cyber-intimità, da videogiochi e gioco d’azzardo online, di shopping compulsivo espletato su e-bay, e di dipendenze relazionali attraverso chat e social network. Da non sottovalutare sarebbe anche la dipendenza da lavoro: molte persone, infatti, tendono ad utilizzare morbosamente il proprio lavoro al fine di fuggire da relazioni spiacevoli, in cui non ci si sente all’altezza (in particolare quando si hanno difficoltà nelle relazioni affettive intime). Molti padri dei miei pazienti hanno presumibilmente avuto difficoltà di questo genere e questo ha inciso profondamente sul loro sviluppo emotivo.

Poi c’è la dipendenza affettiva, una patologia relativa a chi è terrorizzato dalla possibilità di essere abbandonato/a dalle persone care e dal partner.

Dipendenza da gioco d'azzardo

Dipendenza da gioco d’azzardo

Una forma di dipendenza che, spesso, colpisce anche giovani ragazzine, le quali, pur di non perdere il proprio ragazzo e di restar da sole, accettano anche di produrre foto o video erotici con il cellulare, richiesti come pegno d’amore, non pensando che le stesse foto ed i video erotici, di fatto, potrebbero poi essere postate in internet “sporcando” la loro identità digitale per sempre (si perde il controllo e la proprietà di un dato inserito in rete che diventa potenzialmente incancellabile, ed ai colloqui di lavoro non si considera più solamente il curriculum ma anche ciò che la rete dice del candidato) o diventare materiale interessante per eventuali cyber-bulli”.

Scarica >> Regolamento Gioco d’azzardo

Vademecum per giocare in modo responsabile

Google+
© Riproduzione Riservata