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20 febbraio 2013

Inaugurazione anno accademico LUMSA

Alla presenza di autorità civili e religiose si è ripetuto nel pomeriggio di ieri il tradizionale appuntamento dell’apertura ufficiale dell’anno accademico della LUMSA, università non statale di Roma.

La cerimonia di inaugurazione anno accademico LUMSA è stata introdotta alla Lumsa dal saluto del presidente del Cda dell’Ateneo, il card. Attilio Nicora, che ha condiviso una riflessione su Fides e Humanitas osservando come “la fede incontrandosi con la ragione le apre degli orizzonti che essa da sola non sarebbe capace di raggiungere” e rendendo merito all’insegnamento del Papa che “ci dispone ad accettare la volontà di coniugare sul piano scientifico, accademico e didattico, fede e ragione, in una luce di valori positivi”.

Anche il successivo intervento del rettore della LUMSA, il prof. Giuseppe Dalla Torre ha rivolto un riconoscente pensiero a Benedetto XVI, pontefice di grande spessore anche come studioso. Nel suo discorso il rettore ha poi sottolineato con convinzione la necessità di recuperare un ruolo rilevante per l’Università in Italia. Gli Atenei nazionali sono per natura luoghi di produzione di sapere utile alla collettività, che operano secondo un’autonomia che progressivamente è andata scemando alla luce di recenti interventi normativi.  “Le Università – ha continuato Dalla Torre – vanno considerate nuovamente luogo fondamentale di ricerca”, constatando come l’esiguità gli interventi pubblici a finanziamento della ricerca non siano sufficienti a tutelare tutti i settori del sapere, alcuni dei quali rischiano di scomparire. Un successivo pensiero Dalla Torre lo ha rivolto ai giovani studiosi che, se hanno talento, devono tornare a essere sostenuti, impedendone la fuga verso Paesi più attenti a coltivare la ricerca. Il rettore ha proseguito il suo intervento sostenendo che “l’Università deve tornare ad avere un ruolo visibile e positivo agli occhi dell’opinione pubblica. Oggi come oggi i quotidiani e immani sforzi che gli Atenei producono per l’elevazione culturale sembrano passare sotto silenzio, anche all’orecchio della politica. Il Paese invece ne dovrebbe andare orgoglioso”.  Dalla Torre ha terminato il suo intervento con una relazione sulle attività della LUMSA, Ateneo tra i pochi in Italia a non risentire del calo delle immatricolazioni.

Ospite d’onore dell’evento inaugurazione anno accademico LUMSA è stato l’on. Michele Vietti, Vicepresidente del CSM. Il suo intervento è stato improntato all’importanza della cultura e dell’Università nel mondo di oggi. Secondo Vietti l’Università è chiamata a “un rinnovato impegno per fare uscire la società dalla crisi, operando attivamente sui rapporti sociali e sui modelli culturali’’. Per sua natura “L’Università è un laboratorio vivo di cultura viva che capace di dare una chiave interpretativa di ciò che cambia e di ciò che resta” – ha continuato Vietti che ha riconosciuto nella LUMSA, ateneo cattolico, un polo culturale capace di “adempiere pienamente alla funzione pubblica e sociale a cui chiamano i tempi che stiamo vivendo”.

L’esortazione di Vietti è a superare questi tempi intrisi di forte individualismo “elaborando soluzioni generali, inspirate alla persona umana. Devono tornare al centro dell’attenzione comune principi come quello di solidarietà, di sussidiarietà, di bene comune”. Vietti ha concluso il suo intervento ribadendo come “una rinnovata visione culturale genera inevitabilmente una rinnovata visione politica, e una cultura viva e vitale non può che avere a cuore il presente e il futuro del nostro Paese. Il domani dipende soprattutto da noi, da come usiamo adesso la nostra libertà. I giovani devono essere i nuovi protagonisti, sennò ciò che è vecchio si ricicla spacciandosi per nuovo”.

Durante la cerimonia inaugurazione anno accademico LUMSA è stato proiettato Cenere d’uomo, un corto girato ad Auschwitz e nel quartiere ebraico di Roma. Il lavoro è stato realizzato grazie alla produttiva collaborazione fra attori professionisti e studenti-attori dell’Ateneo coordinati da Fioretta Mari.  Il video è stato ispirato dalle pietre d’inciampo, iniziativa dell’artista tedesco Gunther Demnig in memoria dei deportati nei campi di sterminio nazisti ed è nato come attività didattica nel quadro dei seminari sulla Shoah, organizzati dal prof. Gennaro Colangelo.

Ha concluso la serata inaugurazione anno accademico LUMSA un’apprezzata prolusione tenuta dal prof. Rocco Pezzimenti, Straordinario di Storia delle dottrine politiche che ha sviluppato storicamente il tema assai attuale della felicità come problema politico, concludendo, in accordo al pensiero di Rosmini, che il diritto fondamentale dell’uomo è l’appagamento, la piena realizzazione del sé che passa attraverso la propria conoscenza e quella della realtà che sta attorno a noi e che non può prescindere dall’intelligenza. L’ultimo pensiero della riflessione del prof. Pezzimenti è rivolto ai colleghi docenti: “Credo che le sfide per i professori di oggi sia quella di insegnare il vero senso dell’appagamento ai propri studenti, in modo tali che essi possano propagarlo in tutta la società”.

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