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Spread nella Sanità – Conferenza UCBM spread nella sanità italiana

Redazione Controcampus 16 Febbraio 2013

UCBM, conferenza su spread della prevenzione nella sanità italiana Siamo ultimi in Europa per investimenti in prevenzione, che pure per ogni miliardo stanziato ne fruttano tre di minori spese in cura e riabilitazione.

Numeri e previsioni sono stati illustrati nell’incontro su Spread nella Sanità – “Prevenzione: un investimento in salute e sostenibilità”, promosso il 15 febbraio a Roma dall’Università Campus Bio-Medico di Roma e dal Fasi, il Fondo sanitario integrativo dei dirigenti d’azienda.  Il rapporto Ocse-Ue “Health at a Glance: Europe 2012” indica che c’è un altro spread nel quale il nostro Paese arranca, ed è proprio quello degli investimenti in attività di prevenzione sanitaria, per la quale l’Italia spende appena lo 0,5% della spesa sanitaria complessiva, contro una media Ue del 2,9, sopra la quale si collocano Paesi come Germania (3,2), Svezia (3,6), Olanda (4,8) e Romania (6,2).

Spread nella Sanità – Eppure un recente studio del “The European House-Ambrosetti” stima che investire un euro in prevenzione può fruttarne tre nell’arco di un decennio. Questo implica che se l’Italia si allineasse alla media europea degli investimenti per la prevenzione, si potrebbero ottenere risparmi da qui a 10 anni pari a circa 8 miliardi di euro. “Ogni anno di aumento della vita libera da disabilità (Healthy Life Year) consente un risparmio dei costi di finanziamento della spesa sanitaria di circa 2 miliardi di euro. I benefici cumulati per investimenti sistematici e capillari in prevenzione primaria e secondaria potrebbero valere fino al 10% della spesa per SSN in una ragionevole arco di tempo”, ha commentato Gianluca Oricchio, Direttore Generale del Policlinico del Campus.

Che l’investimento in prevenzione sia una delle carte vincenti per garantire quella sostenibilità del nostro Ssn tanto evocata in campagna elettorale, lo dimostrano del resto anche numerosi studi di settore.  Le principali malattie croniche, come quelle cardiovascolari, il diabete, l’obesità, la malattia ostruttiva polmonare e alcuni tumori sono responsabili del 70% delle disabilità e dell’85% dei decessi nel mondo. Il costo diretto e indiretto (perdita giornate di lavoro) delle sole malattie cardiovascolari è stimato essere in Europa di 200 miliardi l’anno. Recenti studi (raccolti dalla Fondazione Lorenzini) dimostrano che solo dieta e attività fisica possono ridurre del 33% il rischio cardiovascolare. Percentuale che sale al 50% eliminando il fumo.

Anche le vaccinazioni hanno il loro peso. La campagna contro il papilloma virus in Italia ha prodotto la riduzione delle patologie correlate, come condimellosi o tumori dell’utero ma anche qui in alcune Regioni si è rimasti ben lontani da una copertura vaccinale ottimale per il prevalere del concetto di costo su quello di investimento. Anche se uno studio pubblicato dal Sole24Ore Sanità dimostrerebbe che una strategia vaccinale multi-coorte è in grado di generare risparmi per 132 milioni di euro.

Ogni anno l’Italia spende per l’influenza quasi tre miliardi tra spese Ssn, dell’Inps e di calo della produttività aziendale. Ebbene il Ceis Tor Vergata di Roma ha stimato una riduzione dei costi di oltre un miliardo e mezzo estendendo la vaccinazione a tutta la popolazione in età lavorativa.

Ma prevenire può significare anche promuovere l’uso corretto dei farmaci. Una simulazione della Società  di Arteriosclerosi mostra che un uso corretto delle statine – tra le terapie seguite con meno costanza e quindi con meno efficacia dai pazienti – può fruttare risparmi per 2,9 miliardi di minori costi di ospedalizzazione per complicanze cardiovascolari. Per non parlare degli effetti di un uso più appropriato degli antibiotici, oggi usati spesso indiscriminatamente anche quando inefficaci (come negli eventi virali) e causa di resistenze batteriche sempre più diffuse e preoccupanti.

Ma l’investimento in prevenzione è sempre efficace? “Affinché lo sia le campagne preventive devono avere continuità ed essere mirate ai target di popolazione a rischio quando si fa prevenzione secondaria su singole patologie”, spiega il Professor Giovanni Capelli, Ordinario di Igiene dell’Università “Cassino e Lazio Meridionale”“Gli screening di massa indiscriminati –prosegue- servono solo a creare più liste d’attesa per accertamenti diagnostici. Nella prevenzione secondaria, che serve ad individuare prima possibile la patologia per rendere più efficace la terapia, devo gettare la rete dove la corrente mi fa pensare che ci sia più pesce”, spiega con una metafora il Professore. Che sottolinea però anche l’importanza della prevenzione primaria, come quella sui corretti stili di vita o sulla salubrità dell’ambiente, “queste si indirizzate alla popolazione generale e che spetta alla politica con la P maiuscola promuovere”.

In campagna elettorale più di una forza politica ha dichiarato di voler puntare con più decisione sulla prevenzione ma intanto qualcosa si sta muovendo nel mondo della sanità integrativa. A fare da apripista è stato il Fasi,  Il Fondo di assistenza dei dirigenti d’azienda che conta su una rete di 1.890 strutture convenzionate. La nostra azione – ricorda il Presidente del Fasi, Stefano Cuzzilla – è no profit e orientata al principio di mutualità. Non vi è selezione del rischio e, accogliendo un patto intergenerazionale che vede garantita pari assistenza ai dirigenti attivi e a quelli in pensione, siamo in grado di mutuare gli interventi con la giusta flessibilità. Ancorati a questo valore solidaristico, guardiamo anche all’anziano come a una risorsa per la società, mettendo in discussione quella cattiva progettazione sanitaria che tende a qualificarlo come problema, se non addirittura come concausa del rischio di insostenibilità del Sistema sanitario nazionale. Sotto questo profilo, la natura di Fondo contrattuale ci consente, anche nel campo della prevenzione, di programmare l’azione di assistenza a seconda delle caratteristiche del momento storico in cui operiamo e delle esigenze della nostra popolazione”.

“Con il Progetto prevenzione abbiamo voluto investire per garantire in futuro maggiore sostenibilità finanziaria al Fondo e da subito più salute ai nostri iscritti”, afferma il Direttore del Fasi, Vincenzo Emiliani. Che tiene a sottolineare come il progetto avviato nel 2011 “sia assolutamente innovativo nel mondo della sanità integrativa, con oneri a totale carico del Fasi”“Le campagne di screening per le diagnosi precoci sono state realizzate all’interno di tre pacchetti. Il primo rivolto alle donne di età eguale o superiore a 45 anni, per la prevenzione del cancro dell’utero, del colon retto e del seno. Il secondo pacchetto è rivolto agli uomini di età uguale o superiore a 45 anni per la prevenzione del cancro alla prostata. Il terzo riguarda gli iscritti di entrambi i sessi di età uguale o superiore a 30 anni per la prevenzione di maculopatie e glaucoma. A questi dall’8 marzo scorso si sono aggiunti i pacchetti di prevenzione del cancro alla tiroide e della cervice uterina, mentre un progetto ad hoc è previsto anche per l’odontoiatria”.

“Anche il Campus ha deciso da tempo di puntare sia sulla prevenzione secondaria, sia sugli stili di vita e sul benessere esistenziale (well being)”, spiega il direttore del Policlinico Oricchio“Innovativo per un Policlinico Universitario – sottolinea Oricchio – è il lancio del programma VALE, un programma di prevenzione primaria e secondaria personalizzato, pluriennale e integrato, dove attorno alla regia di un medico internista ruotano professionisti dell’alimentazione, della preparazione atletica, medici specialisti ed esperti di wellbeing councel.”

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto