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13 febbraio 2013

VoIP Università di Trento: il VoIP porterà un risparmio da 110 mila euro

Trento – VoIP Università di Trento – Piccola “rivoluzione” nei servizi di comunicazione all‘Università di Trento.

Con oggi viene infatti ultimato il passaggio dei sistemi di telefonia tradizionali dell’Ateneo alla modalità “full VoIP”: un’infrastruttura di nuova generazione che sfrutta le potenzialità di internet per aumentare e personalizzare i servizi di telefonia. Il passaggio, avviato nel luglio del 2010 con la sede del Polo “Fabio Ferrari” di Povo, è durato circa due anni e mezzo e si è concluso oggi con il completamento della sede del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale.

L’aggiornamento VoIP Università di Trento ha riguardato tutte le 25 sedi dell’Ateneo (e le sedi di Euricse, Cosbi, Graphitec e Uni.Sport), per un totale di circa 2.500 utenze. Il passaggio a questa nuova architettura nelle telecomunicazioni permetterà all’Ateneo un risparmio di circa 110 mila euro all’anno. Soltanto per mantenere attivi i 14 centralini tradizionali l’Ateneo spendeva, infatti, ogni anno oltre 80mila euro. Molto più economica è invece la manutenzione del nuovo sistema che costerà solo 5mila euro all’anno.

Questa nuova modalità di comunicazione vocale permette di chiamare gratis da un telefono VoIP all’altro all’interno dell’Ateneo. La connessione VoIP Università di Trento diretta (senza costi di traffico) si estende anche ad alcune pubbliche amministrazioni locali (grazie ad un accordo con Trentino Network), verso alcuni atenei (Ferrara, Verona, Milano) che, come il nostro Ateneo, hanno scelto una soluzione avanzata e flessibile. Inoltre è stata realizzato un collegamento gratuito con la piattaforma Skype.

La modalità VoIP, inoltre, permette di integrare il telefono con moltissime applicazioni e dispositivi digitali che parlano il comune linguaggio di Internet. Ad esempio, tramite l’apparecchio è possibile consultare l’elenco telefonico interno, disponibile e aggiornato costantemente sul portale di Ateneo.

Oppure gestire autonomamente via web alcuni servizi che riguardano la propria casella vocale, come impostare delle abilitazioni o delle deviazioni di chiamata, inserire il vivavoce o la segreteria telefonica, inviare fax virtuali o dialogare in teleconferenza.

«Anche la gestione sarà più semplice – spiega Andrea Mongera, responsabile della Direzione Sistemi Informativi, Servizi e Tecnologie informatiche dell’Ateneo. Dopo lo sforzo iniziale, l’impiego di personale per la gestione dei telefoni sarà ridotto e la Direzione si potrà concentrare sullo sviluppo di nuovi servizi».

Il servizio di telefonia full Voip è stato infatti realizzato e installato in-house, vale a dire utilizzando competenze interne alla Direzione Sistemi informativi, Servizi e Tecnologie informatiche dell’Ateneo. Il gruppo di lavoro – coordinato da Andrea Avi e composto da Pasquale Gurzi, Matteo Degasperi, Marco Nesler, Massimiliano Fiorazzo, Maurizio Battisti, Angelo Giacomozzi e Stefano Zanelli – ha potuto contare anche sulla supervisione tecnica del delegato del rettore per l’Informatica, il professor Renato Lo Cigno del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione. Una testimonianza dell’integrazione che sempre più di frequente avviene all’interno dell’Ateneo tra il mondo della ricerca e i servizi al pubblico.

Il nuovo sistema VoIP Università di Trento è stato progettato e realizzato utilizzando interamente software open source, evitando così alti costi di licenza. Si basa infatti su un’unica infrastruttura di rete che fa convergere la rete telefonica su quella dati e permette un alto livello di personalizzazione da parte del personale dell’università e degli stessi utenti finali.

«La telefonia su reti IP è in effetti una realtà da alcuni anni – spiega Renato Lo Cigno – tuttavia la progettazione e realizzazione di un sistema integrato e avanzato come quello della nostra Università è una sfida complessa. Lo testimonia il fatto che la maggior parte delle università Italiane non ha ancora compiuto la transizione, o, come molte amministrazioni pubbliche, prevede la transizione delegando progetto e realizzazione a ‘vendor’ esterni come Cisco, Alcatel o Ericsson, rinunciando così a una parte consistente dei vantaggi economici».

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