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5 marzo 2013

Festa della donna all’UniPi – – Festa della donna: Pisa festeggia con Madeleine Gobeil Noël

Università degli Studi di PISA – Otto marzo in Ateneo – Festa della donna all’UniPi: incontro con Madeleine Gobeil Noël, giornalista, studiosa e amica di Simone de Beauvoir

UniPi

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L’evento UniPi – festa della donna 2013 in ateneo si svolge a partire dalle 10 nell’Aula Magna di Palazzo Matteucci in piazza Torricellia Pisa

Un testimonial d’eccezione per l’8 marzo dell’Università di Pisa.

Madeleine Gobeil Noël, giornalista, studiosa e carissima amica di Simone de Beauvoir sarà la protagonista dell’incontro “Sguardi incrociati sul femminile: da Simone de Beauvoir a oggi” che si svolge nell’Aula Magna di Palazzo Matteucci in piazza Torricelli.

L’evento festa della donna a UniPi si inaugura alle 10 con i saluti del rettore dell’Università di Pisa Massimo Augello, a seguire quindi il dibattito coordinato dalla professoressa Antonietta Sanna con la testimonianza di Madeleine Gobeil Noël e gli interventi di Sandra Teroni dell’Università di Cagliari e di Maria Antonella Galanti prorettore dell’Ateneo pisano. Nel corso della mattinata saranno inoltre proiettati dei frammenti del film intervista “Portrait croisé: Sartre-Beauvoir” realizzato da Madeleine Gobeil Noël nel 1967, insieme al regista Claude Lanzmann.

La festa della donna a UniPi per Maria Antonella Galanti

“E’ difficile immaginare oggi lo scandalo che suscitò nel 1949 la pubblicazione de ‘Il secondo sesso’ di Simone de Beauvoir – ha spiegato Maria Antonella Galanti introducendo le tematiche dell’incontro – A distanza di più di sessanta anni da quel testo che ha rappresentato il punto di partenza della riflessione femminista della seconda metà del XX secolo, è necessario interrogarsi di nuovo sulle questioni che riguardano la differenza di genere e i modelli relazionali emergenti”.

“Nonostante le molte conquiste in termini di indipendenza da parte di noi donne – ha concluso la professoressa Galanti – veniamo ancora molestate, stuprate, uccise per la gelosia possessiva di un uomo, per risarcire il suo orgoglio ferito da un rifiuto e da un semplice sottrarsi o dall’avergli preferito un altro. Senza dimenticare  la violenza del considerarci corpi da consumare, bambine che più avanti negli anni paralizzeranno i loro volti con il lifting o il botulino rendendoli inespressivi e grotteschi come maschere mortuarie”.

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