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27 marzo 2013

Inaugurazione anno accademico Università di Enna Kore

UKE – Università Kore di ENNA – Inaugurazione anno accademico Università di Enna Kore

Enna, 26 marzo 2013 – “Guardo con orrore all’Italia dei prossimi trenta o quaranta anni, un’Italia nella quale ad invecchiare saranno i giovani di oggi, quelli inoccupati o disoccupati, che attendono un lavoro per versare i loro contributi assicurativi per la pensione, i quali diventeranno anziani in un Paese paurosamente povero, privo di mezzi per vivere e farli sopravvivere”.

Così il Rettore della Libera Università di Enna Kore, Giovanni Puglisi, in uno dei passaggi più accorati della relazione esposta in occasione dell’inaugurazione dell’Inaugurazione anno accademico Università di Enna Kore

Un po’ un “fuori onda”, in deroga alla prassi e al galateo istituzionali: è così che Puglisi, tra l’altro anche Rettore dell’Università IULM di Milano e vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, ha voluto definire il suo intervento, nel corso del quale ha lanciato un vero e proprio grido d’allarme rispetto allo scollamento ormai insanabile tra le Università italiane e la vita politica del Paese.

“L’Università italiana, statale e non statale in particolare, non sembra più appartenere a questo Paese, preoccupato principalmente – ha tuonato Puglisi – di controllarne i conti, piuttosto che di misurarne la capacità e le performance scientifiche e formative. Il fascismo privò l’Università della sua libertà di insegnamento; il post-fascismo dei nostri giorni sta privando l’Università, la scuola, la ricerca, in una parola la cultura, del diritto di sopravvivenza, affidandola ad una eutanasia guidata tragicamente irreversibile”.

Accuse precise, forse ancor di più quelle relative alla situazione delle Università siciliane, “dove il sistema autonomistico ‘speciale’ – ha affermato il Rettore – ha finito con il diventare da privilegio costituzionale castigo quotidiano, consegnando la nostra Sicilia al suo più triste primato: non c’è, infatti, regione al mondo in cui la mafia ha decapitato tutte – dico tutte – le istituzioni”.

“Le Università in Sicilia – ha denunciato Puglisi – sono quasi figlie di nessuno: lo Stato centrale le considera alla stregua delle altre. A sua volta, la Regione Siciliana, affogata dalle difficoltà finanziarie e dalle pressioni sociali ed economiche della crisi gravissima che attraversa tutta l’economia isolana, non mi sembra le abbia messe al centro delle proprie attenzioni, né fra le prime priorità della sua agenda legislativa e di Governo. Dimenticando che in queste aule si costruisce la Sicilia del futuro, quella che potrà garantire ai giovani di oggi e di domani la dignità di vivere da cittadini onesti e l’orgoglio della propria identità insulare”.

Il vulcanico Rettore dell’ateneo ennese non ha risparmiato considerazioni al vetriolo “sul tema del Potere, del suo uso e, ahimè, del suo abuso”, plaudendo da un lato alle ultime scelte della Chiesa e stigmatizzando, dall’altro, quelle della classe politica italiana. “Lo sfondo geopolitico è lo stesso: Roma con il suo Tevere. Al di là del Tevere, in pochi giorni la Chiesa Cattolica è riuscita a trovare la ‘sua’ via della salvezza, affidandosi a un Pastore che già dal suo nome ha saputo dare al suo volto umano, troppo umano, i tratti di una rivincita morale: Francesco. Al di qua del Tevere, invece, si stanno consumando guerre cruente e vergognose, in barba ai più elementari diritti della democrazia stessa – quella vera – e della dignità dell’uomo, del cittadino, specie se appartenente alle fasce più umili e meno disponibili, ormai, a tollerare i giochi di una politica sbagliata”.

All’interno di questo quadro a dir poco nefasto Puglisi non ha mancato tuttavia di sottolineare alcuni incoraggianti segnali di speranza: “Ho il dovere morale di riconoscere che per taluni versi questa Università che mi onoro di guidare da due anni fa eccezione: lo spirito di partecipazione e la forte e determinata volontà nel ‘volercela fare ad ogni costo’ in una gara in parte oggi impari, in parte entusiasmante con gli altri prestigiosi Atenei siciliani, sono un carburante eccezionale per un motore ancora in rodaggio”.

Si iscrive in questa logica l’iniziativa “Per il futuro, facciamo a metà” della “Kore” di Enna, celebrata simbolicamente alla fine della cerimonia di stamani con la consegna ad alcuni degli studenti, in rappresentanza di tutti gli altri, dell’assegno con cui si restituisce ai “capaci e meritevoli”, e con determinate condizioni di reddito, una parte delle loro tasse di iscrizione.

“Si tratta – ha spiegato Giovanni Puglisi – di 670 dei nostri studenti, appartenenti a tutte le Facoltà, per un impegno economico di 436.000 euro. Ci auguriamo che la responsabilità civile e la lungimiranza politica verranno apprezzate e riconosciute, oltre il valore economico dell’erogazione, così come la nostra proterva volontà di aiutare i giovani e la nostra fiducia morale nella parte migliore del Paese”.

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