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11 marzo 2013

Prova scientifica e la sua misura: Incontro all’Università di Trento

Università degli Studi di TRENTO – Incontro con il Ten. Col. Giampietro Lago, Comandante Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Parma, promosso dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento

Mercoledì 13 marzo alle 15 – Povo, Polo Scientifico e Tecnologico “F. Ferrari”  (aula n. A10)

Negli ultimi anni l’espressione prova scientifica ha guadagnato una crescente popolarità. Si è passati da un contesto e da una percezione meramente specialistica ad uso indifferenziato e diffuso di questo termine, soprattutto sui media generalisti che se ne occupano oramai quotidianamente. Spesso, inoltre, nei contradditori in occasione dei processi si sentono critiche e opinioni che sostengono “scientificamente” tutto e il suo contrario e questo non può che disorientare. Allo stesso tempo, tuttavia, è altrettanto diffusa la consapevolezza del ruolo che le conoscenze scientifiche e le tecnologie giocano nel supportare le decisioni in tema di giustizia. Una riflessione seria, però, non può che partire dal significato dei termini che usiamo. Cosa dobbiamo intendere per prova? Quando possiamo definire una prova “scientifica”? E ancora, ha senso parlare di misurazione della prova scientifica? Domande che saranno poste al Ten. Col. Giampietro Lago, comandante Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Parma, che mercoledì prossimo, 13 marzo, sarà ospite del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento.

Giampietro Lago si è laureato in Scienze Biologiche presso l’Università di Padova con una tesi in Biochimica Applicata, si è dottorato in Scienze Forensi e si è laureato altresì presso la Facoltà di Giurisprudenza di Roma. Si è specializzato ulteriormente in “Difesa da armi biologiche e chimiche” conseguendo un master di 2° livello. Si occupa di scienze forensi e in particolare di genetica dai primi anni ’90.

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