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16 aprile 2013

Relitti di Venezia. Convegno I relitti di Venezia all’Università Cà Foscari

Università “Cà Foscari” di VENEZIA – Sono stati presentati al convegno I relitti di Venezia. Dal medioevo all’età moderna attraverso le ricerche archeologiche italo-croate in Dalmazia, che si è tenuto oggi 16 aprile alle ore 9.30 presso la sede di Palazzo Malcanton Marcorà dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

I primi studi su due relitti antichi oggetto di indagini archeologiche subacquee da parte di una missione composta dal Dipartimento di Archeologia Subacquea, diretto da Igor Miholjek, dell’Istituto per il Restauro di Zagabria e dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Le ricerche, rese possibili da finanziamenti delle Regione del Veneto, Relazioni Internazionali, hanno portato alla luce uno dei pochissimi relitti di XI secolo d.C. del Mediterraneo, ed una nave veneziana della fine del XVI secolo, tutt’e due vicine all’Isola di Mljet in Croazia.

I Relitti di Venezia: la nave Bizantina

La nave più antica è affondata presso Capo Stoba, nel tentativo di entrare nella baia protetta di Okuklje. Si è quindi adagiata su un fondale digradante fino alla quota di circa 27 metri seminando nella discesa un carico di vetri e anfore, presumibilmente vinarie, di differenti forme prodotti nel Mediterraneo orientale, di fattura palestinese. Alcune di queste sono ancora chiuse e verranno aperte tra qualche giorno a Zagabria e il loro contenuto potrà dare altre importanti informazioni.

Il ritrovamento è di estremo interesse per la ricostruzione delle dinamiche commerciali nell’Adriatico in un periodo in cui Venezia espandeva sempre più il suo controllo sui flussi di mercanzie provenienti da oriente.

I Relitti di Venezia: la Nave Veneziana del XVI sec.

La collaborazione per l’indagine del secondo relitto del XVI secolo è iniziata nel 2010 e si è concretizzata nella partecipazione alle attività di ricerca sul campo e di studio dei materiali del gruppo di studenti in archeologia e dei tecnici subacquei coordinati da Carlo Beltrame, docente di archeologia marittima a Ca’ Foscari e Sauro Gelichi, ordinario di archeologia medievale, nello stesso ateneo.

In particolare il gruppo di ricerca veneziano è stato chiamato per la sua competenza nel settore dell’archeologia navale e dei rilievi fotogrammetrici subacquei.

Il secondo relitto oggetto di indagine è una nave veneziana del ‘500, è un giacimento affondato tra i 35 e i 40 metri di profondità presso lo scoglio di San Paolo.

Si è trattato, dal punto di vista operativo, di uno scavo archeologico in condizioni estreme per la notevole profondità. Le operazioni di cantiere hanno richiesto una complessa organizzazione, richiedendo tra l’altro immersioni con miscele di ossigeno.

Il relitto è databile, grazie al recupero della campana di bordo, tra il 1567 e il ventennio successivo poichè di solito la data sulla campana si riferiva al varo della nave e il ritrovamento di alcune monete di origine ottomana che riportano la data del 1574 indicano che il naufragio è certamente avvenuto dopo quell’anno. Si trattava di una nave mercantile veneziana che trasportava un carico di pregiata ceramica di Iznik, nell’attuale Turchia: brocche e piatti perlopiù integri destinati a garantire un ricco guadagno agli armatori della nave. In tutto sono 52 i pezzi di ceramica recuperati che si trovano ora a Zagabria. La provenienza veneziana del vascello è indicata da alcuni pezzi di artiglieria in bronzo di produzione veneziana, in particolare un cannone decorato con il leone e firmato dal fonditore Tommaso di Conti che operava a Venezia fino al 1540.

Oltre a questo è stato rinvenuto un piatto di ceramica veneta, unico oggetto non compatibile con il resto del carico e che probabilmente faceva parte del corredo utilizzato a bordo.

Dal contesto provengono anche monete, vasellame in rame, ossa di maiale (che testimonierebbero la provenienza non musulmana dell’equipaggio) e bottiglie in vetro e molto altro. Le monete, come detto, sono di provenienza turca del sultano Selim Shah.

Caratteristica particolare dello scafo è la presenza di un doppio strato di fasciame che doveva assicurare un’estrema robustezza alla struttura che non è stata però sufficiente ad evitare l’affondamento in seguito all’impatto sullo scoglio semi-sommerso. Finora la tipologia del doppio scafo era stata ritrovata su navi della Compagnia delle Indie adatte a navigare nei mari tropicali.

Nel corso delle indagini concluse nell’estate del 2012 si è ricorso anche all’uso di un mini ROV (robot subacqueo filoguidato) che ha permesso di riconoscere, a circa 50 metri di profondità, due ancore collocate sul ponte mentre una terza, identificata a -34 m, è testimonianza di un tentativo disperato di salvataggio della nave da parte dell’equipaggio che avrebbe tentato di gettare l’ancora per evitare l’impatto con lo scoglio.

Nel 2014 è prevista l’uscita di un volume con finanziamento della Regione Veneto sul relitto e le ceramiche.

Programma del convegno I Relitti di Venezia. 

9.30 Saluti inaugurali

Stefano Gasparri, Prorettore Vicario

Paolo Eleuteri, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici

10.15 Presentazione della giornata di studi Carlo Beltrame,

Sauro Gelichi e Igor Miholjek

10.30 Dalla Legge della Regione del Veneto 15/1994 alle nuove

prospettive di collaborazione in area adriatica Diego Vecchiato,

Direzione Relazioni Internazionali, Regione del Veneto

11.00 Il relitto di nave veneziana della fine del XVI secolo dell’isola

di Mljet (Meleda): scafo, artiglierie e suppellettili di bordo

Carlo Beltrame, Jurica Bezak, Sauro Gelichi, Igor Miholjek

11.45 A cargo of Turkish pottery off the Mljet island Vesna Zmaic

12.15 Prospectives and problems of the safeguard of the underwater

archaeological heritage of the Mljet island (Croatia) Igor Miholjek

12.45 Discussione

13.00 Pausa pranzo

15.00 La circolazione delle anfore nella Dalmazia medievale Claudio

Negrelli

15.30 Circolazione di materiali vitrei, Adriatico e costa Dalmata, XIIIXVI

secolo Margherita Ferri

16.00 Lo scavo e la documentazione del relitto di XI secolo dell’isola

di Mljet (Meleda): rapporto preliminare Igor Miholjek, Carlo

Beltrame

16.15 The XI century AD shipwreck of the Mljet island (Meleda):

preliminary observations on a cargo of amphoras from the

Black Sea Vesna Zmaic

16.45 Discussione finale

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