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Scandali nelle Università: raccomandazioni, favoritismi: il punto della CRUI

Redazione Controcampus 10 Aprile 2013
R. C.
24/09/2021

Quanti di noi studenti sognano un'università perfetta, un luogo in cui non ci siano favoritismi, imbrogli e corruzione? Purtroppo l'Italia non si distingue per essere immune da questo tipo di accuse e dagli scandali nelle università.



Molte università italiane, infatti, sono state protagoniste di numerosi casi di scandali nelle università: l’obbiettivo comune è, ovviamente, ottenere la laurea senza sforzi e meriti. I genitori dei ragazzi sono spesso complici di tutto questo, diventano i primi finanziatori delle eventuali corruzioni. Altre volte, nei casi in cui si tratta di studentesse, i favori e gli scandali nelle università non sono di natura economica ma intima, fisica e personale: alcuni professori, infatti, non hanno avuto scrupoli nel chiedere favori intimi e fisici in cambio di esami e voti alti.

Lo stesso accade per i test di ingresso: sono quelli decisamente più gettonati.

Gli scandali nelle università che scoppiano sono frequentemente collegati ai test di ingresso alle università a numero chiuso. Indirizzi di studio rinomati come medicina, infermieristica e fisioterapia sono spesso soggetti a questo tipo di comportamenti illeciti; solitamente ciò che si chiede in cambio è denaro oppure voti alle imminenti elezioni.

Altri tipi di scandali nelle università di cui spesso si sente parlare sono i così detti casi di Parentopoli: intere generazioni lavorano nello stesso ateneo, anzi: padri, madri, figli e nipoti insegnano nella stessa facoltà e si spartiscono i vari dottorati di ricerca.

Non dimentichiamo, infine tre gli scandali nelle università, le lauree comprate. Ricordiamo il nobile esempio che Renzo Bossi ha dato a tutti noi comprando la propria laurea a Tirana (cosa di cui gli stessi albanesi si sono vergognati).

In realtà di gente che compra le lauree ce n’è davvero tanta, bazzicando internet è possibile trovare degli espliciti annunci in cui si offrono lauree a “poco” prezzo ma, soprattutto, con sforzi nulli.

Scandali nelle Università: raccomandazioni e nepotismo, il punto di Mancini della CRUI

“Si tratta, ovviamente, di un argomento sempre spiacevole da trattare. E’ un dispiacere venire a conoscenza di situazioni simili. In realtà, è un fenomeno, seppur grave, piuttosto contenuto. Le mele marce, infatti, ci sono ma non soltanto nell’università pubblica italiana. Ciò che dispiace, oltre al fatto in sé, è che casi come questi acquistino una certa visibilità mediatica che, spesso e volentieri, ingigantisce la faccenda.”

“L’università italiana, purtroppo, è perfettamente rappresentata dal binomio di cui Marino Regini parla nel suo libro: “Malata e Denigrata”. L’università italiana, infatti è “malata” da un punto di vista finanziario ma è anche “denigrata” a causa degli scandali di cui si rende protagonista e della diffusione che i media ne fanno.

“Da circa un anno e mezzo l’università italiana ha acquisito il Potere Disciplinare a seguito dell’Articolo 10 della Legge Gelmini; grazie a questa legge, infatti, la competenza disciplinare è stata spostata direttamente in capo alle università. Prima di questa legge tale potere era centralizzato poiché assegnato al Collegio del CUN (Consiglio  Universitario Nazionale).”

“I vantaggi ottenuti dall’acquisizione da parte delle università del Potere Disciplinare sono principalmente due: tale potere consente una maggiore efficacia grazie alla semplificazione che ne consegue; quando  questo potere era centralizzato, infatti, era necessario attraversare un iter burocratico che richiedeva passaggi e tempi piuttosto lunghi.”

“Infine, le università posseggono un Codice Etico che autorizza le stesse a perseguire casi gravi anche se non contemplati dalla norma; rientrano, fra questi, casi di mobbing e di stalking. Tutto ciò è possibile solo nell’università pubblica italiana, negli altri enti pubblici il Codice Etico non viene considerato da un punto di vista esecutivo. A tal proposito, ci tengo a sottolineare il caso del “nepotismo”, il quale di recente è divenuto perseguibile grazie alla Legge di Compatibilità.

Influenza degli scandali nelle università italiane all’estero

L’immagine della nostra università, potrà sembrare strano, è migliore all’estero che in Italia. A riprova di questo, la CRUI italiana ha recentemente presentato il proprio candidato, il Rettore dell’Università di Bergamo, alla nuova Board della CRUI europea. Ciò dimostra che la nostra università è stimata e che in Europa mantiene alto il proprio nome. Del resto, l’Italia proietta all’estero un’immagine positiva di sé soprattutto grazie ai risultati ottenuti attraverso la ricerca.”

“Il motivo per cui l’Italia non ha la stessa visione della propria università dipende proprio dalla distorsione che i media attuano sulla sua immagine. Dal 2007 in poi, infatti, i tagli alle università sono stati associati ad una campagna denigratoria degli atenei da parte dei mezzi di comunicazione. E’ giusto, dunque, avallare un progetto per contenere quanto possibile la diffamazione dell’università italiana: mettendo in pratica un progetto simile ne guadagnerebbero tutti gli studenti, professori, ricercatori e impiegati onesti che ogni giorno lavorano per mantenere alto il livello degli atenei del nostro paese”.

“La legge sta, dunque, provvedendo ad un miglioramento della situazione. Cercando di ridurre al minimo gli illeciti e gli scandali nelle università. (e punendoli nella maniera giusta quando scoperti) Tutelando tutto ciò che di valido e “pulito” l’università italiana ha da offrire.

Scandali nelle Università Italiane: le Università della Sicilia

Università degli Studi di CATANIA – Una ventenne, studentessa presso al Facoltà di Scienze Politiche a Catania, si è rivolta alla procura per denunciare il suo professore di Economia, Elio Rossitto. Il professore, in passato già docente presso l’università di Kore di Enna e sindaco di Cassaro, accompagnò la ragazza in un albergo. (Così come pare fosse accaduto ad altre prima di lei). Qui propose sesso in cambio di voti alti.

Rossitto negò l’accaduto, dichiarando di di “essere caduto in una trappola, un po’ da cretino e un po’ da maschilista”. Nega di avere avuto rapporti con la studentessa: “Siamo rimasti in camera – sostiene – non più di quattro minuti”.

La studentessa, dal canto suo, ha esplicitamente accusato il professore di averle chiesto “rapporti fisici completi”. La ragazza ha dichiarato: “A rispondere ci sono dei fatti documentati, inoltre molte altre ragazze si stanno mobilitando per dare testimonianze. E’ una prassi del professore”.

Università degli Studi di PALERMOLa storia è simile alla precedente, si tratta nuovamente di esami truccati. Alcuni studenti, con l’aiuto di alcuni dipendenti degli uffici amministrativi, pare siano riusciti a far figurare nel loro libretto universitario esami mai sostenuti.

La storia è iniziata nel settembre 2010 in seguito alla denuncia fatta dal Rettore Lagalla a proposito di una laureanda scoperta prima della discussione della tesi. Le indagini sono proseguite. La prima ad essere colpita è stata la facoltà di Economia e Commercio con il conseguenziale licenziamento di un’impiegata e la sospensione di altri due dipendenti.

Successivamente, l’inchiesta si è estesa a tutto l’Ateneo portando alla luce un numero ingente di persone (dipendenti e studenti). Le quali hanno rigettando le accuse confermando la regolarità della procedura. Il sospetto della Procura, fin dall’inizio, è stato quello di un giro di denaro a favore degli impiegati.

Gli altri atenei del Sud sul fenomeno delle parentopoli

Università della CALABRIAPresso la Facoltà di Lettere pare siano stati sostenuti (ma dovremmo aggiungere un “non”) dei falsi esami. L’inchiesta ha portato all’accusa di ben 87 persone, tra cui anche professionisti.

Le indagini, partite appunto dai presunti “falsi esami”, ha portato alla luce una procedura piuttosto consona nella facoltà. Prima di sostenere gli esami, molti studenti contattavano professori e ricercatori al fine di essere agevolatoiin seduta. Per quanto riguarda i falsi esami, i giudici hanno trovato facilmente prove dell’accaduto. Accusando i professori coinvolti di accesso abusivo telematico.

Per quanto riguarda le agevolazioni durante gli esami, esistono documenti e persone informate sui fatti a cui la Procura ha potuto attingere.

Università degli Studi di BARI – La facoltà di Medicina e odontostomatologia è la protagonista di questa storia. Le inchieste della Guardia di Finanza nei confronti dell’UNIBA sono state due. Truffa aggravata verso la stessa Università barese e falso in atto pubblico.

Ma l’università barese aveva già un grosso precedente, legato ai test di ingresso alla facoltà. Si scoprì, infatti, dell’esistenza di un’associazione a delinquere che favoriva alcuni studenti in concorsi pubblici per essere ammessi ai corsi di laurea a numero chiuso di Medicina e di Odontoiatria e Protesi dentaria dell’università di Bari.

I sospetti dei finanzieri derivavano dai numerosi titoli di studio e di attestati di post laurea conseguiti da uno dei tecnici del Dipartimento inquisito, nel periodo in cui svolgeva l’attività lavorativa da amministrativo per l’Ateneo barese. Un master di II livello in Medicina, un dottorato di ricerca triennale, Laurea in Odontoiatria e Protesi. Partecipando alle lezioni e agli esami di profitto, tutti titoli accademici che richiedono la frequenza obbligatoria alle lezioni e ai tirocini pratici.

La voce delle Università dal centro Italia al Nord sulle raccomandazioni

Università degli Studi di ROMA “La Sapienza” – I protagonisti di questa storia sono gli appartenenti alla famiglia Frati. Il cui patriarca è proprio il Rettore Luigi Frati. Nominato tale del 2008. Il luogo in cui tutto si è svolto è la Facoltà di Medicina (Luigi Frati era il Preside della Facoltà nonché professore ordinario di Patologia Generale). Magicamente sono comparsi numerosi familiari a prendere posto nella suddetta facoltà. La moglie Luciana Rita Angeletti in Frati (laureata in Lettere: storia della Medicina). La figlia Paola (laureata in Giurisprudenza: Medicina Legale). Ma perfino il brindisi per le nozze della ragazza fu fatto lì.

Il memorabile biglietto diceva: «Il prof. Luigi Frati e il prof. Mario Piccoli, in occasione del matrimonio dei loro figli Paola Frati con Andrea Marziale e Federico Piccoli con Barbara Mafera, saranno lieti di festeggiarli con voi il giorno 25 maggio alle ore 13.00 presso l’aula Grande di Patologia Generale».

Non dimentichiamo il figlio Giacomo. Entrato anche lui “fatalmente” alla facoltà di Medicina di papà: prima come ricercatore e poi, a soli 31 anni, come professore associato. Il concorso fu vinto dal giovane Giacomo con una prova orale sui trapianti cardiaci.

Università degli Studi di PAVIA – In manette sono finiti Angelo Moro, dirigente del settore urbanistica del Comune di Pavia e Angelo Bugatti, responsabile del dipartimento di Ingegneria edile dell’Università di Pavia.

Secondo le accuse, presentando verbali e attestazioni false, Bugatti si sarebbe fatto rilasciare una concessione edilizia che allargava la precedente per residenze universitarie. Consentendo la realizzazione di lavori per edilizia residenziale commerciale. Creando ulteriori residenze da vendere sul mercato libero. Il docente avrebbe ricevuto dal costruttore dei beni e del denaro, attraverso liberalità al dipartimento e tramite la fatturazione di lavori inesistenti.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto