• Google+
  • Commenta
30 maggio 2013

Fuga di Cervelli. Due studenti eccellenti esempi di cervelli che restano in Italia

Università di BOLOGNA – Fuga di cervelli? Dal collegio superiore due esempi dell’eccellenza due cervelli che rimangono in italia

Saranno due Alumni a tenere la lezione in occasione della Cerimonia di consegna delle Licenze del Collegio Superiore dell’Università di Bologna. Tutti 110 e lode i licenziati 2012-13

Saranno Sabrina Grivet Fetà e Carlo Maria Oranges, due cervelli che hanno deciso di restare in Italia, i protagonisti quest’anno della tradizionale lezione in occasione della consegna delle licenze del Collegio Superiore dell’Alma Mater. La cerimonia si tiene venerdì 31 maggio, alle 16,30, nella Sala dell’VIII Cenenario dell’Università di Bologna.

L’abbiamo sentito e risentito: giovani i cervelli che si trasferiscono all’estero, universitari che trovano il lavoro oltreoceano. E’ il fenomeno ribattezzato “brain drain”, la fuga di cervelli: una riscoperta in chiave moderna del vecchio uso di migrare alla ricerca di nuove opportunità. Anche il Collegio Superiore dell’Università di Bologna non ne è immune, con uno studente su due che dopo la Laurea decide di continuare la carriera accademica o lavorativa all’estero.

Accanto a questi cervelli in fuga, ci sono però anche quegli studenti che decidono di rimanere e costruire il proprio futuro in Italia. È il caso di Sabrina Grivet Fetà e Carlo Maria Oranges. Entrambi sono rimasti non solo in Italia, ma anche in Emilia-Romagna: Sabrina ha scelto di continuare con il Dottorato di ricerca in Diritto del lavoro presso la Scuola internazionale della Fondazione universitaria “Marco Biagi” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia; Carlo sta specializzandosi in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica al Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna.

“Anche io – dice la dott.ssa Grivet Fetà – quando partii per trascorrere l’ultimo anno di studi in Germania, pensavo che avrei proseguito con un Dottorato all’estero. In realtà, il campo del diritto è un po’ particolare, e il legame con l’ordinamento di origine difficilmente può essere reciso. Insomma, vorrei che le mie ricerche sul diritto straniero servissero a migliorare quello italiano, e dunque la mia “base” deve rimanere qui!” Nonostante, come rileva la dott.ssa Grivet Fetà, le difficoltà ci siano: “Il sistema accademico attuale non facilita affatto i giovani, le carriere sono lente e dagli sviluppi non sempre prevedibili, i meccanismi premiali spesso non funzionano e non garantiscono a chi si impegna nella ricerca che i buoni risultati saranno ricompensati. Il mondo del lavoro, poi, soffre di una segmentazione cronica che alimenta circoli viziosi di abusi nella gestione della manodopera: ad essere penalizzati sono tanto i lavoratori (soprattutto i più giovani) quanto le imprese.” Ma, aggiunge il dott. Oranges, anche il nostro sistema accademico ha dei lati positivi, che devono essere implementati. “Ritengo – specifica – che si possa fare di più in relazione alla valorizzazione del merito e che lo si possa fare avvicinando l’accademia alle imprese. Chi favorirebbe l’ascesa di un incompetente se questo producesse uno svantaggio economico?”

La consegna delle Licenze rappresenta il momento conclusivo del percorso all’interno del Collegio Superiore, fatto di studio, impegno e dedizione. Quanto ha influito questa istituzione nell’attuale vita accademica di Oranges e Grivet Fetà? “Più che le nozioni relative a discipline anche molto distanti dal mio campo specialistico – spiega il dott. Oranges – ho appreso il metodo e i principi che animano questa istituzione. Essere allievo del Collegio Superiore significa nutrire anzitutto un’autentica ‘sete di conoscenza’ che si associa inevitabilmente a valori quali l’amore per la libertà, l’eguaglianza, la tolleranza e anche una sana solidarietà, in primo luogo fra collegiali”.

“Il Collegio Superiore – continua la dott.ssa Grivet Fetà – è un’esperienza di formazione nel senso più nobile del termine, non potrò mai prescinderne. E non tanto per questo o quel singolo aspetto, quanto per tutte le opportunità che mi ha dato: vivere da sola in una città come Bologna, conoscere studenti motivati e interessanti, confrontarmi quotidianamente con modi di vedere e di studiare diversi dal mio”.

Nel corso della cerimonia, ci sarà occasione di conoscere meglio il loro percorso. Saranno infatti loro a tenere la lectio: Sabrina Grivet Fetà, esperta di diritto del lavoro, toccherà un tema spinoso ai giorni attuali: si chiama “flexicurity” e vorrebbe unire flessibilità a sicurezza nel mondo del lavoro; Carlo Maria Oranges invece presenterà i più diffusi interventi della chirurgia plastica, senza trascurare gli ultimi progressi in merito all’uso delle cellule staminali per la rigenerazione tissutale ed i più complessi interventi di ricostruzione microchirurgica.

La Cerimonia si terrà venerdì 31 maggio alle ore 16.30 presso la Sala VIII Centenario di Palazzo Poggi (via Zamboni, 33 – Bologna). Alla presenza del Magnifico Rettore Ivano Dionigi i collegiali riceveranno la Licenza del Collegio Superiore, l’attestato che segna la conclusione positiva del loro percorso all’interno del Collegio Superiore. Solo chi ha mantenuto alti livelli di profitto e ha concluso con successo il proprio percorso formativo consegue la Licenza, e i voti di laurea ottenuti testimoniano bravura e merito di questi studenti, tutti laureati da 110 e lode.

Google+
© Riproduzione Riservata