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Malattie Infiammatorie. La ricerca Unibo: malattie infiammatorie croniche intestinali

Redazione Controcampus 30 Maggio 2013

Università di BOLOGNA - Malattie infiammatorie croniche intestinali (mici): bologna capitale mondiale della ricerca Dal 31 maggio al 2 giugno la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico S.

Orsola-Malpighi riuniscono i maggiori esperti mondiali. In Emilia-Romagna le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali colpiscono oltre 12.000 persone. Al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, uno dei maggiori centri di eccellenza in Italia, afferiscono oltre 7.000 pazienti, di questi il 70% proviene da fuori regione. L’Unità Operativa di Chirurgia Generale è il terzo centro europeo per numero e varietà di casi clinici.

Domani prende il via, presso l’Aula Magna S. Lucia dell’Università di Bologna, il meeting scientifico internazionale IBD–BOrders, organizzato dalla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Alma Mater e dall’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico S. Orsola–Malpighi, a cui parteciperanno i maggiori esperti nazionali e internazionali delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI). In questo settore Bologna si distingue come centro d’eccellenza e l’intensa tre giorni si propone come uno degli appuntamenti top del calendario scientifico internazionale con oltre 40 relatori e 250 partecipanti provenienti da numerosi paesi europei.
Alla base di IBD-BOrders ci sono gli straordinari risultati del Centro delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali del Policlinico S. Orsola-Malpighi che rappresenta oggi uno dei maggiori centri dedicati alle MICI in Italia.

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) – dichiara Massimo Campieri, professore di Medicina Interna dell’Università di Bologna e Direttore della Struttura per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi – note anche con il termine inglese Inflammatory Bowel Disease (IBD), comprendono la malattia di Crohn e la colite ulcerosa, patologie invalidanti in costante crescita che, nel nostro Paese, colpiscono circa 200mila persone, di cui oltre 12mila in Emilia-Romagna, principalmente in età giovanile. All’evento IBD-BOrders parteciperanno i maggiori esperti nazionali e internazionali delle MICI per condividere esperienze, studi e scoperte nell’ambito di un programma altamente stimolante. L’obiettivo è quello di attivare un forum internazionale di vivace e fruttuosa discussione scientifica che porti infine a una maggiore cooperazione internazionale nella lotta a queste malattie”.

La colite ulcerosa e la malattia di Crohn sono malattie a decorso cronico caratterizzate da un’infiammazione dell’intestino e possono manifestarsi a qualsiasi età, tuttavia l’incidenza più elevata è tra i 20 e i 40 anni per la prima e tra i 15 e i 35 per la seconda. Si tratta dunque di condizioni che colpiscono soprattutto i giovani adulti in piena attività lavorativa, ma negli ultimi anni si è osservato uno spostamento dell’esordio anche in età pediatrica: si calcola addirittura che il 20% dei casi di MICI interessi i bambini e gli adolescenti.

“Queste malattie si presentano spesso con un quadro clinico complesso, dove è indispensabile l’integrazione multidisciplinare tra le diverse specialità medico-chirurgiche per l’individuazione della terapia più appropriata – spiega Paolo Gionchetti, ricercatore in Medicina Interna dell’Università di Bologna e Dirigente Medico della Struttura per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali del Policlinico S. Orsola-Malpighi – presso la nostra struttura mettiamo in pratica un approccio multidisciplinare basato sull’integrazione tra medicina e chirurgia e garantiamo percorsi agevolati e personalizzati, fondamentali per una diagnosi a 360 gradi ed un trattamento tempestivo. Alla nostra struttura si rivolgono circa 7mila pazienti, mentre sono circa 15-20 i pazienti che effettuano una prima visita ogni mese, di questi, circa il 70% proviene da fuori regione, il che dimostra che il nostro è considerato un centro di riferimento nazionale per queste patologie”.

Il ricorso alla chirurgia si rende generalmente necessario nelle forme più severe delle due patologie, quando si manifestano delle complicanze intestinali che non possono essere trattate solo con la terapia farmacologica. Oggi quasi tutti i casi sono trattati con la tecnica laparoscopica, che garantisce una migliore qualità di vita. Nel corso del meeting IBD-BOrders saranno mostrati due interventi, in diretta video dalla sala operatoria, eseguiti dal prof. Gilberto Poggioli del Policlinico S. Orsola-Malpighi e dal prof. Jeffrey W. Milsom del Weill Cornell Medical College di New York, uno dei pionieri della laparoscopia e delle tecnologie mini invasive nelle MICI. “L’Unità Operativa di Chirurgia Generale è divenuta negli anni il terzo centro europeo, dopo Londra e Göteborg, per numero e varietà di casi clinici con oltre 1.000 interventi di ileoanostomosi per colite ulcerosa e oltre 1.500 procedure di chirurgia conservativa nella malattia di Crohn. Ad oggi abbiamo una lista di attesa di oltre 400 persone candidate all’intervento chirurgico – spiega Gilberto Poggioli, professore di Chirurgia dell’Università di Bologna e Direttore dell’U.O.C. di Chirurgia del Policlinico S. Orsola-Malpighi – Il nostro Centro è oggi il riferimento per la chirurgia conservativa (non resettiva, cioè stritturoplastica) per ciò che riguarda la malattia di Crohn”. Fondamentale la diagnosi precoce e un approccio terapeutico multidisciplinare.

“Nei pazienti affetti da MICI la diagnosi precoce, le nuove terapie farmacologiche, come ad esempio i farmaci biologici, e interventi chirurgici a bassa invasività si sono dimostrati fondamentali per migliorare l’assistenza, ridurre i costi e aumentare la qualità di vita – prosegue Fernando Rizzello, ricercatore in Medicina Interna dell’Università di Bologna e Dirigente Medico della Struttura per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali del Policlinico S. Orsola-Malpighi – Presso il nostro Centro, siamo in grado di offrire al paziente tutte le tecniche diagnostiche oggi disponibili, da quelle convenzionali a quelle più avanzate e di recente sviluppo. Questa ‘abbondanza’ di metodiche, tuttavia, impone una coordinazione e dei percorsi basati sull’evidenza in modo da ottimizzare tempi e costi”.

“Con il meeting internazionale IBD-BOrders, – conclude il prof. Massimo Campieri – cerchiamo di riprodurre, anche a livello congressuale, il lavoro di équipe interdisciplinare che per primi abbiamo introdotto in Italia”.

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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto