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16 maggio 2013

Rischio Frane. Monitoraggio satellitare del rischio frane con “Diana”

Università degli Studi di FIRENZE – La Toscana dallo Spazio: monitoraggio satellitare del rischio frane

I risultati del progetto Diana realizzato dal Dipartimento di Scienze della Terra. La presentazione domani  in una giornata di studio all’Università di Firenze

Sono circa 92mila le aree a rischio frane individuate in Toscana e 112mila gli ettari interessati da subsidenza, cioè l’abbassamento progressivo del livello del terreno. Sono questi alcuni dei risultati emersi dal progetto di ricerca e innovazione in campo territoriale e ambientale Diana, attuato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze e finanziato dalla Regione Toscana per raccogliere informazioni sui dissesti idrogeologici da utilizzare per le attività di previsione e prevenzione del territorio. La presentazione di questi dati si svolgerà domani, venerdì 17 maggio, in Aula magna (ore 9, piazza San Marco 4) nel corso di una giornata di studio dal titolo “La Toscana dallo spazio: monitoraggio satellitare di frane e subsidenza”.

Punto di partenza del progetto è stata l’acquisizione ed elaborazione di dati dai satelliti radar dell’Agenzia Spaziale Europea (secondo quanto previsto dal Piano straordinario di telerilevamento ambientale PST-A) che ha fornito sul territorio regionale circa tre milioni di punti di controllo delle deformazioni superficiali del suolo. Le informazioni raccolte, che interessano gli intervalli temporali (1992-2000 e 2003-2010), sono state esaminate e interpretate attraverso il confronto con la cartografia geologica e geomorfologica e specifici rilevamenti fatti sul posto. Le analisi hanno così consentito l’aggiornamento della mappatura dei fenomeni franosi e di subsidenza e potranno essere recepite dal Sistema Informativo Territoriale della Regione. Il progetto ha consentito inoltre di ricavare informazioni più specifiche relative a quattro siti: l’abitato di Ricasoli nel Comune di Montevarchi e quello di Castel San Niccolò interessati da fenomeni di dissesto geologico, il Monte Amiata e il bacino del fiume Cornia, caratterizzati da fenomeni di subsidenza.

Nel corso della giornata di studio, dopo la presentazione dei dati, si svolgerà una tavola rotonda con i direttori delle aree di coordinamento e dei servizi regionali, focalizzata sulle ricadute operative e le prospettive di applicazione. Durante la mattinata è prevista infine una dimostrazione dal titolo “Controlla la tua casa” per consentire ai cittadini interessati di avere ulteriori informazioni sui dissesti e le deformazioni del suolo.

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