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28 giugno 2013

Cattolica. Robi Damelin in Università Cattolica: da Israele al Sudafrica, la giustizia del perdono

Università Cattolica del Sacro Cuore – Robi Damelin in Università Cattolica. Da Israele al Sudafrica, la giustizia del perdono. La testimonianza di una donna impegnata per la giustizia in seguito a crimini di guerra, per il perdono e la pace

Un viaggio tra Israele, Palestina e Sudafrica nel mistero della domanda di giustizia e del legame che separa e unisce vittima e colpevole.

A questo tema sarà dedicato l’incontro di martedì 2 luglio in Università Cattolica “E’ davvero possibile! La giustizia del perdono: da Israele al Sudafrica e ritorno. “Un incontro con Robi Damelin”, promosso dal Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale in collaborazione con Saatchi & Saatchi Italia e con l’Associazione “Sulleregole”. L’incontro si svolgerà nell’Aula Magna di largo Gemelli 1 a Milano alle 15.30.

Il dialogo con Robi Damelin (in lingua inglese e traduzione consecutiva in italiano) rappresenta un’occasione unica per riflettere intorno a interrogativi cruciali sulla giustizia, sulla risposta a eventi drammatici, sul perdono, sulla coabitazione con il nemico. Rifletteranno e dialogheranno con lei Fabrizio Caprara, presidente Saatchi & Saatchi Italia, Adolfo Ceretti, docente di Criminologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Gherardo Colombo, ex magistrato e fondatore dell’Associazione “Sulleregole”, Gabrio Forti, direttore del Centro Studi “Federico Stella” e preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, Claudia Mazzucato, ricercatore di Diritto penale in Università Cattolica.

Durante l’incontro verrà proiettato il film One day after peace di Erez Laufer e Miri Laufer (Israele-Sudafrica: 2012), in lingua originale sottotitolato in italiano.

Robi Damelin fa parte del Parents Circle Families Forum – Palestinian Israeli Bereaved Families for Peace, un’associazione senza fini di lucro che raccoglie genitori e famiglie israeliane e palestinesi, colpite dalla morte di un figlio o altro parente stretto, in percorsi di incontro e riconciliazione. La Damelin, di origine sudafricana, ha perso il figlio David nel marzo del 2002 nel conflitto israelo-palestinese per mano di un ragazzo palestinese a un check-point. Dopo questo tragico evento, la Damelin ha intrapreso un lungo e simbolico viaggio: appunto da Israele al Sudafrica e ritorno, passando per la Palestina. In Sudafrica, paese che ha vissuto l’esperienza della Commissione per la Verità e Riconciliazione voluta da Nelson Mandela e Desmond Tutu, ha incontrato vittime e perpetratori del crimine di apartheid che, grazie alla Commissione, si sono avvicinati, conosciuti, parlati e in alcuni casi perdonati. In Palestina, terra insieme vicina e lontana, ha conosciuto altri genitori, palestinesi, orfani come lei dei propri figli a causa del conflitto.

One day after peace

Il documentario ripercorre il viaggio di Robi Damelin tra Israele, Territori Palestinesi e Sud Africa in cerca di una risposta possibile alla domanda di giustizia dischiusa da fatti di violenza e conflitto. Lo spettatore accompagna Robi Damelin nei moltissimi incontri con chi quei fatti li ha conosciuti da vicino e misura insieme alla protagonista tutta la complessità e tortuosità dei percorsi del dialogo (o del mancato dialogo) e del perdono (o del mancato perdono). Fino a interrogarsi sul modo in cui l’esperienza della Truth & Reconciliation Commission sudafricana di Nelson Mandela e Desmond Tutu possa divenire oggi risorsa per il dialogo israelo-palestinese.

L’impegno scientifico e culturale del Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale (CSGP) dell’Università Cattolica su modelli innovativi di giustizia e, in particolare, sulla giustizia riparativa

Il Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale (CSGP) dell’Università Cattolica è impegnato da tempo nella più avanzata e rigorosa ricerca su modelli innovativi di giustizia, volti in particolare a superare l’impostazione retributivo-repressiva ancora dominante a favore di sistemi di risposta al reato (o al conflitto) giocati su percorsi “dinamici” di prevenzione e riparazione “attiva” delle conseguenze lesive degli stessi.

Il modello della “giustizia riparativa” rappresenta un ambito in cui il Centro Studi si è pioneristicamente impegnato attraverso un articolato insieme di attività: proposte scientifiche di avanguardia rivolte al legislatore, alla magistratura e al mondo delle professioni legali (es. in materia di riforma della responsabilità medica e di riforma del sistema sanzionatorio penale); progetti di scambio, collaborazioni scientifiche e di formazione internazionali con istituzioni, centri di ricerca e ONG; disseminazione della cultura della giustizia riparativa e implementazione dei suoi programmi di incontro volontario tra autori, vittime e comunità locali in Italia e all’estero, anche con riferimento a crimini violenti, conflitti estesi e gravi violazioni dei diritti umani.

All’interno di questo programma culturale, si inserisce anche l’inedito filone di ricerca denominato “Giustizia e Letteratura” (cfr. Forti-Mazzucato-Visconti, Giustizia e letteratura – I, Milano, Vita e Pensiero, 2012) che elabora in modo innovativo le più attuali conoscenze sulla “narrazione”, applicandole al mondo del diritto e trovando nel cuore di importanti opere letterarie, cinematografiche e musicali (italiane e straniere) spunti di riflessione sui temi della Giustizia, del diritto, del crimine, della responsabilità.

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