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3 giugno 2013

Versione Latino Maturità 2013. Come si svolge la versione latino e trucchi seconda prova

La maturità 2013 è ormai alle porte ed arrivare preparati all’appuntamento conviene sicuramente più delle solite paturnie da notte prima degli esami.

Manca ancora qualche giorno al fatidico “gong” del 19 giugno ma il fermento sembra già quello dell’immediata vigilia.

Ancora pochi giorni per studiare, ripete, limare dettagli, rifinire tesine, riempire piccole e grandi lacune, preparare la versione latino 2013.

Vogliamo per questo esservi di aiuto per la seconda prova classica ovvero per la versione latino. Come si svolge la versione latino e come è strutturata la seconda prova classica?

Quattro le ore a disposizione. E al nostro fianco, come sempre, lui, il dizionario, l’insperabile, spesso odiato, ma sempre insostituibile fardello, compagno di mille compiti in classe, con il quale abbiamo diviso gioie e dolori. Unico strumento autorizzato per lo svolgimento della prova stessa e per la versione latino. Bandito categoricamente ogni altro supporto, specie se tecnologico e suscettibile di collegamento ad internet. Tradotto: niente tablet, smartphone, iPad, Iphone e affini.

Migliaia di teste, tante le domande: a chi tocca stavolta per la versione latino e quale traccia uscirà mai? Come superare la seconda e la versione latino 2013? Diffidate dei “ricettari delle rete” e dei bulletti del so tutto io, quelli che hanno l’amico svizzero che ha già fatto l’esame.

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Leggi e Scarica da qui versione latino:

Come bisogna prepararsi per la versione latino ed affrontare al meglio questo secondo, decisivo, step? Qui i momenti principali sono due:

  • Il ripasso: Un ripasso preliminare, grammaticale e sintattico, quando opportunamente programmato, può aiutarci a raggiungere livelli prestazionali migliori. Un buon ripasso delle declinazioni, dalla prima alla quinta, è indispensabile. Cimentiamoci, per ognuna, in una versione ad hoc. Sarà poi la volta degli aggettivi di prima e seconda classe e, soprattutto dei verbi. Nella fattispecie concentriamoci sull’individuazione del tempo e della persona, prima, indispensabile mossa quando si traduce un periodo latino. Passeremo poi a pronomi e complementi. Per i pronomi assicuratevi di conoscere a menadito quelli di luogo e di tempo. Chiudiamo con le proposizioni, il grande tallone d’Achille dei maturandi classici. Massima attenzione, a finali, consecutive, infinitive, causale, temporale, relative ed interrogative. E guai a tralasciare perifrastica passiva, gerundio, gerundivo, cum + congiuntivo e ablativo assoluto (da anni le defaillance più frequenti alla maturità).

  • la traduzione: Dopo anni passati a tradurre, ci si aspetterebbe una strada in discesa. Ma quando sei sotto pressione e il tempo è tiranno, abbozzare una lista di consigli (teorici e pratici) utili potrebbe tornare un’ottima guida per presentarsi sereni e pronti all’appuntamento del 20 giugno. Proviamo a riassumerli in un breve decalogo, unitamente ad alcune note di carattere, invece, squisitamente pragmatico.

Scarica da qui la 

Intanto, per cominciare a sciogliere la tensione, conosciamo i “desiderata” dei maturandi 2013.

Seconda prova versione latino. Nomi “caldi” ed ipotetiche tracce. I maturandi tifano Seneca. No a Tacito – E allora sì a Seneca e Plinio il Giovane, ma per favore niente Tacito!Il terrore di tutti i liceali. Osso duro atteso già alla maturità 2009, quando però gli venne preferito il sempre caro Marco Tullio Cicerone, il grande recordman della seconda prova di latino. “Usato sicuro“, l’”Arpinate” comanda la classifica all time della maturità classica (per il latino ovviamente) dall’alto delle sue 25 “partecipazioni”.

Altro habituè di sicuro affidamento è Seneca, il primo nome in cima alla lista dei desiderata, quello che mette tutti d’accordo e che tutti o quasi  bisbigliano scaramanticamente incrociando le dita e toccando ferro. Parlano per lui i precedenti più vicini: 1999, 2003,2007, 2011. L‘ipotesi  di una riproposizione così ravvicinata, per la verità, appare assai remota, ma non si escludono clamorose soprese. Unico neo le solite difficoltà nella resa italiana. Colpa dello stile drammatico, disseminato delle proverbiali “sententiae”.

Seconda prova versione latino. Preferiti, temuti ed outsider. Secondo gradino dell’immaginario podio degli abbordabili, invece, per Plinio il Giovane (prima “storica” alternativa a Seneca) che i periodi lineari ed “asciutti” fanno preferire all’altro Plinio, il Vecchio (autore poco tradotto, ma mai dire mai) e all’ancor più indigesto Vitruvio, architetto poco frequentato nei licei classici, famoso per l’andamento sintattico complesso, che intreccia asimmetricamente subordinate d’ogni tipo, farcite di termini tecnici ed espressioni metaforiche che complicano di molto la resa italiana.Un trauma la sua ultima apparizione: nel 2000 il brano assegnato (dal I libro del De architectura, 11-13) non fu digerito benissimo dai  maturandi, cui ancora oggi resta il ricordo di una vera e propria ecatombe. Ma calde paiono anche le piste che portano a Quintiliano e Petronio, seguiti da outsiders del calibro di Virgilio, Catone e Catullo.

Seconda prova versione latino. Ipotesi déjà vu. Ancora una volta la speranza comune è che si tratti di un autore già tradotto nel corso dell’anno scolastico, specie se tradotto con una certa frequenza. Il brano, infatti, che gli esperti del Miur selezioneranno per la seconda prova versione latino potrebbe comodamente essere stato già tradotto durante l’anno. Fermo restando che potreste averlo tradotto anche la sera prima.

Ergo gli “indiziati” ci sono, ma non facciamoci incantare dalla statistica né dalla sensazioni oggi di moda! Ogni autore potrebbe essere quello buono. Un motivo in più, per parafrasare Plinio il Vecchio, per esercitarci giornalmente nella traduzuione (Nulla dies sine linea!).

  • Scarica da qui autori e tracce della versione latino

Versione latino:

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