Rapporto Anvur. Sulla Valutazione Anvur arrivano le considerazioni dell’Unito

Redazione Controcampus 27 Luglio 2013

Università degli Studi di TORINO - Le considerazioni sulla Valutazione Anvur dell'Università degli Studi di di Torino.

Di seguito e nell’ordine le  considerazioni sulla Valutazione Anvur del  Prof. Sergio Roda Prorettore, della Prof.ssa Maria Lodovica Gullino, della Prof.ssa Isabelle Perroteau

Studenti

Studenti

La pubblicazione dei dati della Vqr – Valutazione qualitativa della ricerca elaborati dall’ANVUR per il periodo 2004-2010 consente oggi di disporre di una survey sull’intero panorama della ricerca universitaria italiana realizzata in base a criteri omogenei su tutto il territorio nazionale. Si tratta sicuramente di un passo avanti importante sulla strada soprattutto dell’acquisizione generalizzata di una cultura della valutazione che dovrebbe, per un verso, contraddistinguere l’intera comunità accademica italiana e, per l’altro, diventare finalmente un parametro certo, concreto ed efficace ai fini del calcolo e dell’erogazione delle risorse destinate dallo stato ai singoli Atenei.

Se è vero infatti che negli ultimi anni il mantravalutazione/merito/meritocrazia è stato recitato a tutti i livelli – e in particolare a livello politico – come imprescindibile sostanza e obiettivo a cui agganciare il sistema universitario italiano e più in generale l’intero sistema della formazione, è altrettanto vero che a tale recita non ha finora corrisposto né un’adeguata e positiva traduzione del principio nel senso effettivo della differenziazione dei finanziamenti pro qualitate Universitatum, né un’altrettanto diffusa coscienza da parte del mondo universitario non tanto della necessità della valutazione (ormai ampiamente metabolizzata) quanto della opportunità di una scelta di criteri uniformi della valutazione stessa e delle modalità di ricaduta degli esiti della valutazione, singola (docenti e ricercatori) e/o collettiva (Dipartimenti), sulla distribuzione delle risorse per la ricerca ma anche sulla didattica, sull’organico, sugli assegni di ricerca, sulle borse di dottorato, ecc.

Segnali di tali difficoltà, oggettive e nella maggior parte dei casi non imputabili alla cattiva volontà degli attori ma alla problematicità di dover operare costantemente in condizioni di urgenza ed emergenza in un quadro normativo carente e contorto, sono venuti ad esempio anche da recenti decisioni dei nostri organi di governo in materia di distribuzione delle borse di dottorato e delle risorse della ricerca locale. In ogni caso i dati della valutazione ANVUR rappresentano un punto di partenza di cui occorre tener conto non in senso dogmatico ma nel senso di uno stimolo a meglio considerare il quadro complessivo all’interno del quale si colloca ogni Ateneo nelle sue diverse articolazioni. L’Università di Torino, classificata al 6° posto fra i mega-atenei cioè in una posizione mediana, mostra livelli di eccellenza in alcune aree compensate da esiti meno esaltanti in altre, come è sostanzialmente ovvio per Università di grande complessità organizzativa e di altrettanto complicata suddivisione disciplinare.  Nel complesso, anche stimando gli esiti delle singole aree, non si tratta né di deprimersi né di esaltarsi ma di trarre spunto da una valutazione tutt’altro che risolutiva e definitiva per correggere situazioni, migliorare le performance, modificare nei limiti del possibile gli approcci che hanno determinato esiti non positivi. Tutto ciò in una visione ‘laica’, che appunto non deve considerare i risultati, positivi o negativi che siano, in questa o quell’area come verità indiscutibile, ma come un’indicazione, un suggerimento, un avvertimento di cui tener conto per l’impegno futuro. Sulla necessità di tale atteggiamento laico farò un solo esempio, che in qualche modo personalmente mi concerne riferendosi alla mia area e quindi non mi pone in dialettica con altri: l’area storica, filosofica, pedagogica e psicologica torinese è l’unica  nella valutazione ANVUR ad aver ottenuto il primo posto in Italia: ora nella annuale valutazione CENSIS-LA REPUBBLICA uscita in singolare contemporaneità con quella ANVUR la stessa area si colloca al 19° posto. E’ pur vero che mentre l’ANVUR si occupa soltanto della qualità della ricerca, CENSIS-LA REPUBBLICA si confronta anche con una serie di altri parametri che con la ricerca nulla hanno a che fare: tuttavia un tale divario sottolinea la necessità di considerare valutazioni e classifiche con il rispetto che meritano le indagini serie ma parimenti con la cautela e il discernimento che le troppe variabili in gioco impongono. – Prof. Sergio Roda (Prorettore Unito) –

I risultati della valutazione del periodo 2004 – 2010 condotta dall’ANVUR vedono la nostra Università in una posizione un po’ defilata rispetto ad altri grandi Atenei italiani del nord, lasciando ampio spazio per migliorare in futuro.  L’Università di Torino rivela aree e discipline di assoluta eccellenza a livello nazionale, che non sto qui a ricordare per mancanza di spazio, e aree e discipline per le quali, invece, sarà necessario avviare una riflessione tanto serena quanto critica. I risultati che tutti quanti abbiamo avuto modo di consultare non sono di facile e rapida lettura ma impongono alcune riflessioni. Anzitutto ben venga, finalmente, anche nel nostro Paese, un sistema di valutazione  per il sistema della ricerca. Le valutazioni servono non tanto a “punire” quanto a crescere e migliorare e sono tanto più utili quanto più sono recepite nel loro significato più completo. Sarà importante che, nelle diverse sedi e al momento opportuno (nell’assegnazione di posti, nell’individuazione di incentivi…) di queste valutazioni si tenga conto, così come si fa all’estero. Al tempo stesso tutti noi dobbiamo capire che è interesse di tutti cercare di produrre al massimo perché i nostri Dipartimenti e la nostra Università possano progredire.  Non dimentichiamo, poi, che il vero confronto si svolge a livello internazionale e, in questo ambito, abbiamo veramente tutti quanti ancora tanta strada da fare.

I giovani ricercatori vanno stimolati a fare ricerca aprendosi all’esterno e cercando, fin dall’inizio (e cioè dal periodo di dottorato), collaborazioni con colleghi italiani e stranieri, costruendo reti che costituiranno la base delle loro attività future. Ai progetti internazionali ci si deve avvicinare con entusiasmo ed altrettanta umiltà, ricordando sempre che è indispensabile un buon allenamento, iniziando, realisticamente, come partner in progetti concretamente gestibili per passare poi, una volta compresi i meccanismi, a progetti più ambiziosi.  In questo modo si potrà aumentare la percentuale di successo, fornendo alla nostra Università non solo risorse ma anche un’accresciuta visibilità internazionale. – Prof.ssa Maria Lodovica Gullino (Delegata del Rettore per lo sviluppo delle relazioni internazionali di Ateneo e Delegata del Rettore per la ricerca scientifica. ) –

Gli indicatori della VQR2004-20101, ripresi dall’AVA2 e dal DM47/20133, costituiscono il riferimento sul quale fondare il sistema di assicurazione della qualità della ricerca di Ateneo e di Dipartimento. I risultati conseguiti costituiscono una misurazione iniziale che permetterà di identificare i punti di forza e di debolezza propedeutici alla gestione delle risorse e alla definizione degli obiettivi di miglioramento. Queste attività di autovalutazione e riesame dovranno essere svolte a livello di Ateneo e di Dipartimento, ma anche di Area e di singolo settore scientifico disciplinare per i quali sono anche disponibili alcuni dati. Negli anni passati l’attivazione del catalogo della ricerca di Ateneo e l’utilizzo di parametri valutativi dei prodotti della ricerca per l’attribuzione delle risorse interne, ancorché migliorabile, ha generato attenzione e comportamenti indotti che hanno permesso all’Ateneo di conseguire risultati globalmente positivi per quanto riguarda i prodotti di eccellenza, con 10 aree al di sopra della propria media nazionale, e un risultato positivo per quanto riguarda l’indicatore globale di miglioramento rispetto  alla VTR2001-2003. Meno soddisfacenti i risultati in merito ai bandi competitivi e alle attività di terza missione. Con la dovuta attenzione nella raccolta dati, nelle risorse a sostegno e nelle procedure di valutazione interna, potranno sicuramente costituire un elemento migliorativo per il prossimo esercizio nazionale. Come ribadito dall’ANVUR, la VQR non rappresenta una valutazione delle persone ma delle strutture. Gli esiti della ricerca sono frutto di uno sforzo collettivo che investe oltre al personale docente anche il personale non strutturato, i tecnici della ricerca, i servizi bibliotecari e più in generale tutto il personale amministrativo dei dipartimenti della sede centrale. L’attenzione ai risultati, la consapevolezza diffusa, l’assunzione di responsabilità, l’attivazione di ulteriori strumenti informatici di pianificazione e di controllo associati alla trasparenza gestionale sono gli elementi cardine del sistema di assicurazione della qualità associato all’autovalutazione. I dati di confronto nazionale interamente pubblicati dall’ANVUR costituiscono quindi il punto di partenza di un processo appena iniziato che investe tutti e per il quale sarà essenziale saper fare sistema in un’ottica di miglioramento continuo. – Prof.ssa Isabelle Perroteau (Delegata del Rettore per la programmazione, l’indirizzo e il coordinamento delle attività di Assicurazione della Qualità di Ateneo.) –

© Riproduzione Riservata
avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto