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25 luglio 2013

Stipendi dei Parlamentari: ecco quanto guadagnano i parlamentari. I soldi della casta politica italiana

Tra gli ultimi paesi europei in materia di scambio c'è l'Italia

Parebbe difficile commentare il risultato delle ultime elezioni politiche che, oltre ad aver di fatto bloccato il Paese in una paralisi poi risoltasi due mesi dopo con il governo Letta, anche conosciuto come il “governo delle larghe intese, ha chiaramente manifestato la sua sfiducia nella politica, in quanto casta, attraverso gli elettori che non hanno partecipato al voto, gli elettori che hanno reso nullo il voto, e gli elettori che hanno votato per il Movimento 5 stelle, movimento qualunquista italiano per eccellenza del XXI secolo.

Perchè di casta stiamo espressamente parlando: i parlamentari, i deputati, governatori, ministri hanno sempre avuto enormi sostegni finanziari pressapoco altissimi rispetto ad un cittadino “normale”: solo per citare qualche dato,  la retribuzione lorda mensile dei parlamentari è composta da:

  • indennità parlamentare di 11.283,3 euro lorde a cui si aggiunge
  • diaria di 3.503,1 euro,
  • 1.331,7 euro per i trasporti (a fronte peraltro di una spesa nulla, dal momento che viaggiano gratis su treni, autostrade, navi e aerei),
  • 258,2 euro per le spese telefoniche
  • 41,7 euro per la dotazione informatica

Dal conteggio sono esclusi gli importi per i collaboratori diretti, che rientrano nelle spese di rappresentanza, pari ad ulteriori 3.690 euro mensili.

Importi quasi simili per un senatore che ogni mese riceve 11.555 euro di indennità parlamentari,

  • 3.500 di diaria,

  • 1.650 euro per i trasporti
  • 4.180 euro per le spese di rappresentanza.

A tutto questo si aggiunge il vitalizio che i parlamentari italiani percepiscono dopo cinque anni di mandato, pari a 2.486 euro mensili, con un versamento all’8,6% dell’indennità lorda. In Francia il vitalizio minimo, per lo stesso periodo per i parlamentari, è di 780 euro con un versamento del 10,5% dell’indennità legislativa.

Se i parlamentari, un deputato o senatore italiano prende, quindi, tra indennità parlamentari, diaria e rimborso di trasporto oltre 16mila euro (più i 3.690 euro erogati al suo gruppo parlamentare), in Francia o in Germania un suo collega prendemolto di meno

  • Parlamentari in Francia circa 14mila euro
  • Parlamentari in Germania poco più di 12mila.

Inoltre si aggiunge anche il problema “rimborso dei partiti”: facciamo una ricapitolazione. tra il 1996 e il 2010 siamo passati a 46,9 milioni a 289,8 milioni di euro. Nel luglio 2012 il governo Monti operò ad un netto taglio dei contributi statali ai partiti: circa il 50%. Quindi arrivando al 2013 le spese massime statali per i vari partiti è stata di 91 milioni. Con il ddl del fare molto cambierebbe: dagli attuali 91 milioni di euro, si arriveranno a cirfre intorno a 0 euro per 2017. Da quel momento in poi potranno contribuire solo più i contribuenti di loro spontanea volontà, con cifre che non andranno oltre i 70.000 euro e con il 2 per mille, obbligatorio per tutti i cittadini. Ma tutta questa operazione sarà possibile solo se la legge verrà approvata in Parlamento entro l’anno solare 2013. Se l’iter dovesse concludersi il prossimo anno, tutto scalerebbe di 12 mesi e il meccanismo appena spiegato entrerebbe a regime solo nel 2018.

Si spera che il Parlamento e i parlamentari siano seri: Bottai scrisse ancora nel lontano 1936: “non basta che un paese sia grande, se non è anche serio”.

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