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Energia Nucleare in Italia entro 2050, via libera alla legge delega

Redazione Controcampus 11 Giugno 2026
R. C.
11/08/2026

Il governo italiano ha tracciato una rotta per il ritorno dell'energia nucleare in Italia entro il 2050.

L’obiettivo non prevede la costruzione di grandi impianti tradizionali, ma punta su tecnologie avanzate e dimensioni ridotte. Questa strategia mira a integrare il mix energetico nazionale con fonti a basse emissioni carboniche stabili.

La Camera ha già dato il via libera alla legge delega per l’Energia Nucleare in Italia, mentre si attende il passaggio al Senato. Una volta approvato il testo, l’esecutivo disporrà di dodici mesi per definire i decreti attuativi. Questo passaggio normativo è necessario per stabilire le regole tecniche, le licenze e l’individuazione dei siti idonei.

Il piano esecutivo si concentra sui piccoli reattori modulari, noti come SMR. Questi impianti, con una potenza inferiore ai 300 megawatt, superano la logica dei cantieri faraonici del passato. La loro struttura permette una costruzione seriale, facilitando l’installazione in diversi contesti geografici e riducendo drasticamente i tempi di realizzazione complessivi.

Nonostante le ambizioni governative, che ipotizzano l’accensione dei primi reattori entro il 2035, permangono incertezze temporali. La tecnologia SMR è ancora in fase di prototipazione su scala commerciale in Occidente. Esiste quindi una divergenza tra le scadenze politiche e la reale maturità industriale necessaria per rendere operativa questa nuova infrastruttura energetica nazionale.

L’evoluzione tecnologica dei moderni reattori

I reattori di terza generazione rappresentano oggi lo standard tecnologico globale per le nuove installazioni. Questa evoluzione dei modelli precedenti pone la sicurezza al centro del design, introducendo sistemi passivi. Tali meccanismi operano senza necessità di alimentazione elettrica esterna o interventi umani, garantendo il raffreddamento del nocciolo anche in condizioni di blackout.

Alessandro Dodaro, esperto dell’ENEA, sottolinea come la sicurezza si affidi a leggi fisiche immutabili. Il movimento dei fluidi per convezione naturale e la caduta delle barre di controllo sfruttano la gravità, eliminando la dipendenza da pompe o valvole attive. Questo approccio riduce drasticamente i rischi associati alla gestione delle emergenze elettriche.

Nonostante l’affidabilità, questi impianti presentano limiti nell’efficienza del combustibile. L’utilizzo dell’uranio 235 rimane parziale, rendendo il riprocessamento un’operazione complessa e onerosa. La tecnologia predominante resta quella del raffreddamento ad acqua, una scelta che assicura una filiera consolidata ma che non risolve completamente la questione dello sfruttamento ottimale delle risorse fissili disponibili.

Il panorama industriale mostra una netta divisione tra chi ha mantenuto continuità e chi si è fermato. Mentre nazioni come Cina e Corea del Sud hanno completato progetti in tempi record, come l’impianto di Barakah, l’Occidente ha affrontato ritardi decennali. I cantieri europei di Olkiluoto e Flamanville evidenziano le difficoltà organizzative accumulate.

Il potenziale dei reattori modulari

Gli SMR, pur derivando dalla terza generazione, introducono un cambio di paradigma nel business model. Non si tratta di stravolgimenti tecnologici, ma di una diversa filosofia costruttiva. Progetti come il francese Nuward o lo statunitense NuScale dimostrano come la serialità possa sostituire la necessità di gestire cantieri unici e complessi per ogni centrale.

La produzione standardizzata in fabbrica permette di assemblare i componenti direttamente sul posto. Questo metodo mira a contenere i costi finanziari e a mitigare le incertezze tipiche dei grandi progetti infrastrutturali. L’obiettivo è installare una rete capillare di reattori, capaci di coprire quote significative del fabbisogno elettrico nazionale con maggiore flessibilità operativa.

La maturità di queste soluzioni è vicina, con i primi impianti in costruzione in Canada previsti per il 2029. Anche il reattore cinese Linglong One ha superato le revisioni di sicurezza dell’IAEA. Questi passi confermano che la strada verso la commercializzazione degli SMR è tracciata, rendendoli protagonisti del futuro energetico globale.

Prospettive future e quarta generazione

La quarta generazione segna una rottura più netta con il passato, puntando a chiudere il ciclo del combustibile. Utilizzando neutroni veloci, questi reattori possono sfruttare anche l’uranio 238 e il plutonio, trasformando scorie in risorsa. Questo processo riduce drasticamente i rifiuti radioattivi, offrendo un approccio più sostenibile rispetto ai modelli termici tradizionali.

L’Italia partecipa attivamente alla ricerca tramite l’ENEA e il consorzio EAGLES. Presso il centro di Brasimone, si stanno testando dimostratori non nucleari per validare i sistemi termofluidodinamici. La collaborazione con Newcleo punta a sviluppare prototipi di potenza crescente, partendo da taglie ridotte per arrivare a impianti commerciali entro la metà del prossimo decennio.

Una sfida tecnica cruciale riguarda l’uso di metalli liquidi, come piombo o sodio, per il raffreddamento. Queste sostanze operano a temperature elevate, richiedendo materiali avanzati e sistemi di sicurezza specifici. Sebbene complessi, questi problemi ingegneristici sono oggetto di studio costante, con progetti come il russo Brest o l’americano Natrium che guidano l’avanzamento globale.

L’iter burocratico italiano prosegue con la definizione dei decreti legislativi sull’Energia Nucleare in Italia. Dopo l’approvazione parlamentare, sarà necessario il consenso della Conferenza Unificata, coinvolgendo le Regioni nel processo decisionale. Solo al termine di questo percorso normativo sarà possibile autorizzare effettivamente le nuove centrali, un passaggio fondamentale per trasformare le intenzioni politiche in realtà industriale operativa.

Oltre alla generazione elettrica, la quarta generazione offre versatilità nell’uso del calore residuo. Questo può alimentare la produzione di idrogeno o sistemi di accumulo termico, migliorando l’efficienza complessiva dell’impianto. Tale flessibilità rappresenta un valore aggiunto per la transizione energetica, permettendo di ottimizzare le risorse in momenti di minore richiesta sulla rete elettrica nazionale.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto