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23 agosto 2013

Anvur. A Perugia chimica farmaceutica è nel rapporto Anvur una eccellenza nella ricerca

Università degli Studi di PERUGIA – Chimica farmaceutica, l’eccellenza è a Perugia. I migliori studenti “puntano” l’Ateneo perugino incoronato dall’Anvur nel settore Chim/08 per la qualità della ricerca nel periodo 2004-2010

Un futuro professionale nella Chimica Farmaceutica? E’ Perugia la tappa obbligata nel percorso formativo di quanti ambiscono a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella ricerca farmaceutica. A dirlo è l’Agenzia ministeriale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca – Anvur -, che ha incoronato l’Università degli Studi del capoluogo umbro al primo posto nazionale nella speciale e relativa graduatoria di merito. Se già in precedenza moltissimi studenti si erano indirizzati allo studium perugino, adesso pare che l’esito di questa indagine Anvur relativa ai risultati della ricerca scientifica effettuata nel periodo 2004-2010 abbia fatto impennare – in termini di domande di ammissione – la corsa al posto utile per l’accesso ai due Corsi di laurea (Farmacia e CTF, 100 posti ciascuno) offerti dall’Ateneo perugino.

“E’ un risultato straordinario”, quello che emerge dal rapporto Anvur, ammette soddisfatto il Direttore del Dipartimento di Chimica e Tecnologia del Farmaco, il professore Benedetto Natalini. “Non è solo questione di immagine: è la qualità della proposta scientifica, e conseguentemente anche didattica, ad essere premiata, che risulta ancora maggiore se considerata in rapporto ai limitati mezzi a disposizione. Insomma, i migliori studenti, attratti dalla materia, non potranno che venire a studiare da noi”.

Una manna non solo dal punto di vista delle immatricolazioni, però: “Confidiamo in particolare su almeno due effetti, uno su base locale, l’altro di interesse nazionale. A livello locale, speriamo in un maggiore investimento economico in questo settore degli studi. Pur considerando il difficile periodo che stiamo attraversando, ci auguriamo che l’Amministrazione universitaria possa trovare i mezzi ed il modo per supportare efficientemente la ricerca in Chimica farmaceutica, provvedendo a contribuire alle risorse necessarie per competere a livello internazionale. Poi c’è l’aspetto legato alle iscrizioni: alle porte del test di ammissione, non solo il piazzamento di eccellenza nella Chimica Farmaceutica, ma anche la classifica medio-alta di altre discipline fondamentali come la Farmacologia, la Tecnologia Farmaceutica e la Chimica Organica, fanno della Facoltà di Farmacia di Perugia una sede di alta qualificazione, dove studiare è stimolante, produttivo, ed anche piacevole per le forti connessioni internazionali che offrono agli studenti la possibilità di conoscere e confrontarsi con i colleghi stranieri”.

Sia chiaro che il risultato ottenuto e che emerge dal rapporto Anvur non è casuale: anzi, il successo è stato costruito negli anni. Molti. “Le ricerche che hanno portato a questo risultato – spiega ancora Natalini – traggono origine da due scuole iniziate a cavallo fra gli anni settanta ed ottanta dai professori Roberto Pellicciari ed Arnaldo Fravolini. La loro grande preparazione, il carisma e la profonda esperienza nel campo della progettazione di farmaci hanno permesso la formazione ed il consolidamento nel tempo di due gruppi di ricerca solidi e affermati nella chimica farmaceutica nazionale ed intenazionale, oggi coordinati dal sottoscritto e dalla professoressa Violetta Cecchetti, ed a cui contribuiscono giovani ricercatori di talento emergenti. Vorrei sottolineare inoltre la recente attività del professore Pellicciari, co-fondatore di Intercept Pharmaceuticals, un’impresa biofarmaceutica con sede a New York (USA) finalizzata allo sviluppo e commercializzazione di nuovi farmaci per il trattamento delle malattie epatiche croniche, considerata dalle cronache finanziarie statunitensi ed internazionali una delle migliori imprese nel mercato borsistico NASDAQ”.

Inevitabile sulla base del rapporto Anvur guardare ai progetti di ricerca in atto. E allora è facile scoprire come le principali linee di sviluppo siano incentrate sulla caratterizzazione delle vie di trasduzione genomiche e non genomiche di acidi biliari, la progettazione e sintesi di nuovi agenti neuroprotettivi, di inibitori delle pompe di efflusso batteriche, di nuovi agenti antivirali e di agenti antiprionici. “Senza entrare nel dettaglio – chiosa il professore Natalini – questi studi comprendono la progettazione, disegno, sintesi ed analisi di nuove molecole bioattive mediante l’impiego di strumenti e tecniche quali la modellistica molecolare, lo sviluppo di opportune vie sintetiche, e la elaborazione di metodiche analitiche in grado sia di valutare la qualità e la quantità della struttura in esame, sia di fornire informazioni preziose sui meccanismi di interazione molecolare, contribuendo incisivamente alla definizione del profilo chimico-fisico della molecola in esame”.

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