AICA. Unisa: Congresso Nazionale Aica 2013 i protagonisti dell’Italia digitale

Redazione Controcampus 18 Settembre 2013

Università degli Studi di SALERNO - Da oggi al Congresso Nazionale AICA i protagonisti dell’Italia digitaleEcco le esperienze, le competenze, le strategie e le tecnologie per un nuovo sviluppo economico e industriale nel nostro paese, superando le frontiere digitali che frenano la crescita “I protagonisti del futuro digitale dell’Italia sono già fra noi:  portano avanti in nuovi modi la tradizione imprenditoriale ed artigiana del nostro paese,  inventano prodotti e servizi, studiano nelle nostre scuole.

E’ il momento di fare luce su questo mondo in fermento e di costruire intorno a loro un sistema-paese che li supporti, con l’apporto di imprese, istituzioni e mondo della formazione”.  Questo il messaggio che Bruno Lamborghini, presidente di AICA (Associazione italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico) ha lanciato oggi in apertura del cinquantesimo Congresso Nazionaledell’associazione, in corso fino al 20 settembre presso il Campus di Fisciano dell’Università di Salerno.

Il congresso AICA, tradizionale momento di incontro e di presentazione delle più rilevanti esperienze legate all’ICT nel nostro paese,  quest’anno affronta il tema delle “Frontiere Digitali: dal Digital Divide alla Smart Society” ; l’intento è di fare luce sui molti modi in cui il nostro Paese può prepararsi ad un futuro di crescita socio-economica intelligente, sostenibile ed inclusiva, mettendo in evidenza i fenomeni più rilevanti per l’innovazione abilitata dal digitale, in settori nuovi e tradizionali della nostra economia e società.

Il programma del Congresso AICA ruota su molti temi, tra i quali citiamo le Frontiere Digitali, i FabLab, le competenze digitali, le potenzialità di Big Data, Open Data e Analytics – che sono oggetto delle sessioni plenarie, con relazioni e testimonianze di livello internazionale.  Ampiamente rappresentato anche il settore istituzionale, con i rappresentanti dell’Agenzia per l’Italia Digitale e della Cabina di Regia per l’Agenda Digitale chiamati a fare il punto sull’avanzamento del percorso, ed a confrontarsi con il mondo delle imprese e della formazione per costruire nuove opportunità di raccordo e coordinamento.

Quest’anno puntiamo l’attenzione sulle esperienze che attraverso la tecnologia possono costruire nuovi modelli di sviluppo economico e industriale” ha spiegato Lamborghini. “ Abbiamo organizzato il Congresso in collaborazione con un Ateneo prestigioso, situato nel nostro Sud Italia ed in particolare con un dipartimento che unisce gli studi informatici e di management, perché crediamo profondamente nella possibilità di usare la tecnologia  – e la parallela e necessaria diffusione di competenze digitali adeguate allo scenario –  come leva per uscire dalle secche che ci confinano agli ultimi posti nelle classifiche di competitività e di innovazione. Lo dimostrano già le esperienze protagoniste delle sessioni plenarie e del programma scientifico”.

La prof.ssa Genny Tortora, professore di Informatica dell’Università di Salerno e Chair del Congresso ha spiegato “Nel corso dei tre giorni ricercatori, docenti, professionisti e dirigenti di università, personale di enti di ricerca, aziende e istituzioni impegnate nel settore ICT metteranno a confronto la propria visione e le proprie proposte per la crescita, in risposta e in accordo alle strategie europee per la ricerca e l’innovazione: penso all’iniziativa faro “Unione dell’Innovazione”, al programma Horizon 2020”.

In questo contesto saranno cruciali i concetti di cittadinanza digitale e di attivismo civico digitale. “Creatività, cooperazione, partecipazione sono le nuove frontiere per un’idea innovativa di sviluppo economico e sociale. Non è casuale che “crescita” e “crisi” abbiano un comune prefisso: la necessità di superare la crisi offre opportunità di rilancio all’intera nazione, in particolare grazie ai nostri giovani che creano imprese innovative nel campo dell’information technology. Questo processo ha sicuramente bisogno delle più avanzate infrastrutture tecnologiche, ma ancora di più ha bisogno di essere alimentato dalle  risorse dei tanti “cervelli” di qualità che nel nostro Paese tradizionalmente non mancano”.

Il fattore Competenza

In apertura del Congresso Aica, fortissimo è stato anche il richiamo al “fattore Competenze”.  Per fare in modo che il potenziale di crescita che il digitale applicato in ogni campo possa sprigionarsi in modo duraturo ed inclusivo,  è essenziale che si diffondano la consapevolezza di tali opportunità e le competenze  che mettano gli individui, le imprese e le istituzioni in grado di coglierle.  Il messaggio che AICA lancia è rivolto sia al mondo della formazione sia al mondo imprenditoriale – ed ha al centro un valore: il riconoscimento e la certificazione delle competenze, a garanzia del fatto che siano adeguate, aggiornate, valide a livello internazionale – e quindi confrontabili, riconoscibili e spendibili nel contesto globale di cui il nostro paese fa parte.

AICA oggi si propone sempre più  come naturale polo di aggregazione di una vasta comunità professionale in costante dialogo con il contesto internazionale, per promuovere nel mondo delle imprese e delle istituzioni la conoscenza degli strumenti oggi disponibili per “accelerare” con il digitale: certificazioni informatiche professionali e sistemi di competenze; scenari ed evoluzioni tecnologiche; conoscenza delle risorse disponibili e delle possibilità di accedervi, sia a livello locale sia a livello “macroscopico”  – come ad esempio il piano europeo Horizon 2020” ha ribadito Lamborghini. “Tutto questo sarà sempre accompagnato dalle nostre attività per la scuola e l’università, nel quadro della più che decennale collaborazione con il MIUR”.

Chair del Congresso AICA 2013 è la professoressa Genny Tortora, dell’Università degli Studi di Salerno; è affiancata come co-presidenti da Stefano Levialdi, dell’Università La Sapienza di Roma e da Bruno Lamborghini, presidente di AICA.

 Il Programma del Congresso AICA

Il programma del congresso Aica ruota su molti temi tra i quali citiamo: Le Frontiere Digitali, i FabLab, le Competenze, Big Data Open Data e Analytics –  che saranno oggetto delle sessioni plenarie, previste nei tre giorni dell’evento, con la partecipazione di esperti e testimonial di valore internazionale.

Nella prima giornata (18 settembre)  si parla di Frontiere Digitali, per inquadrare nel percorso dell’Agenda Digitale le priorità nelle linee di sviluppo dal punto di vista dell’impresa, della società e dei cittadini, con un’attenzione particolare alla valorizzazione dei talenti già silenziosamente all’opera fra le mura delle nostre scuole e università : grazie alla testimonianza dei vincitori del Premi di Laurea ETIC promossi da AICA e Rotary e dei giovani vincitori delle Olimpiadi Italiane di Informatica.  Fra gli speaker si ricordano Francesco Sacco, membro del comitato di coordinamento del Governo per l’Agenda Digitale; Annamaria di Ruscio, di Net Consulting, Andrea Granelli di Kanso e il prof. Claudio Demartini, del Politecnico di Torino.

Nella seconda giornata (19 settembre)  protagonista sarà il “Fab Lab: la nuova bottega rinascimentale” con una sessione interamente dedicata ai makers ed alle esperienze nate intorno ai Fab Lab locali e internazionali: imprenditori, artigiani digitali, singoli individui approcciano la produzione e la creatività in un’ottica di condivisione, cooperazione ed accesso grazie alla disponibilità di tecnologie, tradizionali e digitali, a basso costo.  Un fenomeno che può generare impresa, posti di lavoro, nuova competitività, testimoniato dalle esperienze dei FabLab di Torino, di Napoli, del Mediterranean FabLab.   La sessione, coordinata dal prof. Juan Carlos De Martin, vedrà una  keynote speech di Riccardo Luna e gli interventi di  Umberto Cugini (Politecnico di Milano), Davide Gomba, CEO di Officine Arduino, socio fondatore del Fablab di Torino, Stefano Micelli, docente dell’Università Ca’Foscari e autore del testo ”Futuro Artigiano”; Andrea Abate, docente dell’Università di Salerno, Edoardo Calia, dall’Istituto Superiore Mario Boella eMichael Burnett, di Alpine Ventures.

Nel pomeriggio del 19 si parlerà approfonditamente di “sapere e saper fare” per inquadrare l’evoluzione digitale nel necessario percorso dell’evoluzione delle competenze, in particolare attraverso le opportunità offerte dal Sistema Nazionale di Certificazione  delle Competenze e gli orientamenti europei.    Premessa fondamentale per un pieno accesso alle opportunità del digitale – dalla cittadinanza al mondo del lavoro è che si mettano in atto a tutti i livelli progetti concreti per diffondere in modo capillare la diffusione di competenze digitali individuali e specializzate, che nascano, siano definite, si evolvano entro un quadro di validità internazionale e ampiamente condiviso.

Ne parleranno  fra gli altri  Fiona Fanning, Segretario Generale di CEPIS; Anna Brancaccio, del MIUR; Claudio Gentili per Confindustria; Roberto Pettenello, del Fondo Banche e Assicurazioni; Rosamaria Barrese, in rappresentanza dell’Agenzia per l’Italia Digitale; Franco Patini per Confindustria Digitale; Rodolfo Zich, presidente di Torino Wireless; Angelo Orabona, per l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania.

Il 20 settembre si prenderànno in considerazione Big Data, Open Data,  Analytics come strumenti e opportunità per la ripresa dello sviluppo. Sono fenomeni di natura più prettamente tecnologica che possono diventare un giacimento di innovazione; analizzando in modo corretto, etico ed efficace i dati generati nel mondo digitale, ricercando correlazioni, aprendo l’accesso alle risorse si possono aprire spazi di opportunità importanti in un contesto economico e sociale difficile e in cambiamento.

La sessione coordinata da Roberto Masiero, Co-Founder e MD di The Innovation Group, inizierà con una  Keynote del prof. Robert Laurini, dell’INSA- Politecnico di Lione; a seguire interverranno Agostino Ragosa, Direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale; Umberto Rapetto; Domenico Donvito, per l’ISTAT; il prof. Alessandro Mantelero del Politecnico di Torino.

Il programma completo è disponibile online sul sito aica

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto