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26 settembre 2013

Tomba Etrusca Intatta scoperta dall’università di Torino

Tomba Etrusca
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Tomba Etrusca

Tomba etrusca intatta: la straordinaria scoperta degli archeologi dell’Università di Torino.

È dell’Università degli Studi di TORINOil team di archeologi, guidato dal prof. Alessandro Mandolesi, docente di Etruscologia e Antichità Italiche, che, impegnato insieme alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale (dott.ssa Alfonsina Russo), ha scoperto una tomba etrusca intatta nello scavo del Tumulo della Regina di Tarquinia.

La Tomba Etrusca. Si tratta di un sepolcro monumentale del periodo orientalizzante (VII secolo a.C.), situato nell’area della Doganaccia, al centro della vasta necropoli dei Monterozzi, sito Unesco. La sepoltura, con un diametro di oltre 40 metri, si è rivelata come la più grande costruzione a tumulo di Tarquinia finora nota.

Le sei campagne di scavo hanno riservato non poche sorprese agli archeologi impegnati nelle indagini della Tomba Etrusca: per le sue particolarità strutturali e decorative, il sepolcro appare un unicum nel panorama dell’architettura funeraria etrusca di età orientalizzante.

Da segnalare il ritrovamento, sempre nel 2011, dei resti di tre veicoli: un cocchio, un calesse e un carro per il trasporto del defunto. Il calesse è stato recentemente restaurato e montato su un supporto a integrare le parti mancanti.

Dal 2009 le indagini si sono allargate al sepolcreto principesco che si estende intorno al Tumulo della Regina dove è stata ritrovata la Tomba Etrusca. Importante il rinvenimento della tomba Gemina, un sepolcro caratterizzato dalla presenza di due camere funerarie destinate ad ospitare due coppie di defunti, probabilmente illustri parenti del proprietario del tumulo. È proprio nel contesto di questo sepolcreto afferente al tumulo che quest’anno è avvenuto il ritrovamento di una tomba eccezionalmente inviolata.

L’ipogeo risale agli inizi del VI secolo a.C. All’interno ci sono due letti funerari scavati nella roccia. Su quello di sinistra c’era uno scheletro, probabilmente di una donna sui 35-40 anni, deposta con i suoi ornamenti e oggetti personali, fra cui una pisside in lamina di bronzo decorata a sbalzo. Sulla banchina di destra c’erano le ceneri di un uomo, probabilmente il marito. Sulla parete di fondo, ancora appeso ad un chiodo, c’era un aryballos (unguentario) di tipo greco-corinzio. Questa particolarità rara ha indotto la dott.ssa Russo a denominare il sepolcro “tomba dell’aryballos sospeso”.

Le decorazioni pittoriche delle pareti della tomba etrusca sono schematiche e rappresentano un tetto displuviato realizzato con linee rosse.

Tutti gli oggetti rinvenuti nella tomba sono stati prelevati e consegnati nelle mani dei restauratori. Nei prossimi mesi verranno studiati e si potranno avere informazioni più precise sui proprietari del sepolcro.

Il lavoro che ora aspetta gli archeologi è un paziente riordino della documentazione e dei materiali recuperati in sei anni di scavi della tombza etrusca al fine di offrire al più presto una pubblicazione esaustiva su questo monumento e sull’area circostante. Una grande novità è anche rappresentata dalla struttura addossata alle spalle del tumulo, una sorta di podio-altare che è stato messo in luce negli ultimi due anni. Inoltre saranno presto svolti dei lavori di valorizzazione del monumento, finanziati dalla Regione Lazio, nell’ambito del progetto Via dei Principi, che comprenderanno il restauro di un tratto del tamburo.

La campagna di scavo 2013 è stata interamente finanziata da investitori privati, fra cui la Tecnozenith di Saluzzo e il gruppo Kostelia di Barberino di Mugello.

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