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19 settembre 2013

Unimore. Short on Work 2013 della fondazione M. Biagi Unimore: i vincitori

Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA – Si è conclusa la seconda edizione di Short on Work Unimore, il concorso internazionale di cortometraggi dedicato al tema del lavoro nel mondo contemporaneo, promosso dalla Fondazione Marco Biagi di Unimore.

Sei le opere selezionate dalla giuria tutte a firma di giovani videomaker italiani e stranieri che hanno saputo attraverso i loro racconti gettare una luce sul percorso evolutivo intrapreso dal lavoro e dalle professioni ai giorni nostri. A vincere su tutti  Sardu Shearing di Norma Colombero che racconta la vita e la professionalità di tosatori “global” di pecore.

Sono le straordinarie ed inaspettate vite condotte da una stretta cerchia di professionisti che si dedica alla tosatura dei greggi di pecore ad avere convinto, aggiudicandosi il primo premio, la giuria dell’edizione 2013 di Short on Work, il concorso internazionale di cortometraggi dedicati al tema del lavoro nel mondo contemporaneo, ideato dalla Fondazione Marco Biagi Unimore.

Sardu Shearing questo il titolo del lavoro diretto da Norma Colombero che ha vinto il primo premio di questa seconda edizione del concorso, è una opera dal contenuto originale ed un valido racconto di come una professionalità, esercitata grazie ad una trasmissione di saperi antica, possa essere condotta  in un’ottica estremamente globale e contemporanea da una dinamica comunità di professionisti della tosatura dei greggi, pronta a spostarsi dalla Nuova Zelanda alla Sardegna.

E’ invece di un giovane videomaker reggiano, Alessandro Bonvini, il corto vincitore del secondo premio dal titolo Teatro Sociale Gualtieri: cantiere aperto, lavoro, bene comune. Anche in questa opera al centro del racconto sta il lavoro, con il suo necessario carico di saperi e competenze, ma inteso come prestazione volontaria, di collettività per la ricostruzione di un teatro, luogo pubblico e bene comune di grande valore culturale e sociale di un paese, Gualtieri, nella provincia reggiana.

A queste due si sono aggiunte quattro opere, tutte a firma di giovani videomaker italiani e stranieri che si sono aggiudicate le due menzioni previste dalla giuria di Short on work.

La prima menzione intitolata Togetherness, creata in collaborazione e nell’ambito di FestivalFilosofia, ha inteso richiamare la parola chiave della kermesse filosofica di quest’anno, Amare, ed individuare quei racconti dai quali emergessero maggiormente gli aspetti relazionali del lavoro.

La scelta è ricaduta su Coworking in progress di Luciano de Simone, Andrea Lazslo de Simone, Antonio Orria, e  La solitudine dello startupper di Luca Bedini e Gabriele Veronesi. La prima opera descrive una realtà emergente nel nostro Paese, quella del co-working, esperienza di condivisione degli ambienti del lavoro e pertanto ad alto contenuto relazionale. La seconda, all’opposto descrive il vissuto di solitudine di alcuni giovani che si imbarcano nella esperienza da neo-imprenditori.

La seconda menzione Lavoro e capitale umano, che ha individuato la tematica della relazione tra l’evoluzione del lavoro ed l’evoluzione delle competenze è andata a “Bonvini, Inscì e compagnia bela” di Matteo Mattana e a “Words by” di Martyna Glawocka. Il primo racconta la sapienza del lavoro di un tipografo milanese anche grazie alla grande capacità narrativa del protagonista. Il secondo descrive una professione al cui centro c’è proprio il capitale umano, una storia ambientata in una  piccola libreria di Dublino che diviene luogo di straordinaria occasione di socialità, veicolo e scambio dell’esperienza degli altri.

Tra i lavori  giunti alla segreteria organizzativa di Short on Work, all’incirca un centinaio, sono stati presentati anche due documentari realizzati dalla Scuola di Dottorato di Ricerca in Relazioni di Lavoro della Fondazione Biagi: Aprurimac: la strada della scarpa etica  di Filippo Tantillo che affronta il tema della responsabilità sociale di impresa e del lavoro dei cooperanti nei paesi emergenti, in particolare si racconta di un progetto di cooperazione sanitaria nelle Ande peruviane. Il secondo 921 di Giorgio Risso sul tema del terremoto che, partendo da un’intervista con la Direttrice del Museo del Terremoto di Taichung (Taiwan) sorto in seguito al forte terremoto del  21 settembre 1999, si sviluppa nella rappresentazione delle conseguenze lungo alcuni esempi di ricostruzione in piccole comunità.

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