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26 settembre 2013

Uninsubria. Due ricercatrici Uninsubria premiate dalla società italiana di biochimica

Università degli Studi INSUBRIA Varese-Como – Due ricercatrici Uninsubria premiate con i maggiori riconoscimenti assegnati dalla societa’ italiana di biochimica

Ricercatori Uninsubria

Ricercatori Uninsubria

È  andato a una assegnista di ricerca del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita Uninsubria, Elena Rosini , il Premio Medaglia SIB: il riconoscimento più prestigioso assegnato dalla Società di Biochimica a giovani impegnati in questo settore.

La dottoressa di Uninsubria Rosini, varesina, classe 1977, è stata premiata durante il Congresso Nazionale della Società Italiana di Biochimica, svoltosi a Ferrara dal 18 al 20 settembre scorso. Il riconoscimento le è stato attribuito per gli studi compiuti negli ultimi anni nel settore dell’ingegneria proteica, la scienza che si occupa di sviluppare nuove proteine ottimizzate per specifiche applicazioni biotecnologiche.

Presso il Centro di Ricerca “The Protein Factory” (costituito dall’Università dell’Insubria, il Politecnico di Milano e l’istituto di Chimica del Riconoscimento Molecolare del CNR di Milano) diretto dal professor Loredano Pollegioni, la dottoressa Rosini ha in pochi anni sviluppato nuovi biocatalizzatori per applicazioni industriali (ad esempio l’enzima cefalosporina C acilasi per la produzione di antibiotici semisintetici), proteine per biosensori (ad esempio per il dosaggio dell’istamina in alimenti e fluidi biologici) ed enzimi per terapia anti-tumorale.

Durante lo stesso Congresso è stato, inoltre, assegnato alla dottoressa Pamela Cappelletti, trentenne comasca, anche lei assegnista di ricerca del gruppo di ricerca di Biochimica Uninsubria un premio nel settore delle malattie rare umane, per un lavoro inerente la classificazione funzionale di forme varianti della proteina cerebrale umana D-amino acido ossidasi. Con il suo lavoro la dottoressa Cappelletti ha chiarito come alcune mutazioni in questo enzima determinino modificazioni funzionali e alterazioni biochimiche rilevanti nello sviluppo della schizofrenia, mentre altre mutazioni sono collegate alla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA, e in specifico ad alcuni casi di tipo familiare).

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