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16 ottobre 2013

Ateneo di Modena e Reggio Emilia. Diffusione Cyberstalking tra adolescenti

Cyber bullismo a scuola

Una ricerca, coordinata dalla prof. ssa Laura De Fazio dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, condotta tra gli adolescenti modenesi fa luce sulla diffusione tra questa fascia di popolazione del fenomeno riconosciuto sotto il nome scientifico di cyberstalking,

Cyberstalking

Cyberstalking

Il cyberstalking, ovvero molestie attuate o subite attraverso internet, email, GPS, software intrusivi, o qualsiasi altro mezzo elettronico.

Dalla indagine dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia emergono criticità relative alla consapevolezza e gestione del problema, che coinvolgono tanto la sfera dei ragazzi, che dei genitori e degli insegnanti.

I risultati dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, che rappresentano la conclusione di un progetto internazionale di ricerca, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, cui hanno partecipato anche docenti del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dello stesso ateneo, oltre che docenti di istituzioni straniere partner del progetto, e la Polizia delle Comunicazioni verranno presentati e discussi nel corso di un convegno che si terrà a Modena il 18 ottobre. Presente anche Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

La rivoluzione attualmente in atto nel campo della comunicazione per il proliferare della tecnologia ha portato ad un aumento esponenziale delle occasioni e degli strumenti per porre in essere atti persecutori (stalking), tanto che si parla sempre più frequentemente di cyberstalking. “In tale ottica – afferma la prof. sa Laura De Fazio, docente di Criminologia al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia – si parla di cyberstalking, inteso come il molestare un’altra persona attraverso internet, email, GPS, software intrusivi, o qualsiasi altro mezzo elettronico”.

A questo fenomeno, cyberstalking, erroneamente sottovalutato nella sua diffusione tra la popolazione adolescente, è dedicata una ricerca, che ha coinvolto ragazzi e ragazze delle scuole medie inferiori e superiori di Modena, ed un convegno Stalking, Cyberspace & Young People – SCY” (Molestie, ciberspazio e popolazione giovanile), organizzato a Modena nella giornata di venerdì 18 ottobre 2013, nell’Aula Magna del complesso universitario San Geminiano (via San Geminiano 3), in cui saranno esposti i risultati della indagine. “Al convegno – precisa la prof. ssa Laura De Fazio dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia – verranno presentati alcuni dati del progetto di ricerca che ha messo in luce come il fenomeno del cyberstalking tra i giovani modenesi sia presente anche se con una prevalenza non allarmante sotto il profilo quantitativo. Tuttavia ciò non significa che il fenomeno non sia rilevante, in quanto è emerso altresì come i ragazzi, da una parte, utilizzino con frequenza quotidiana gli strumenti offerti dalla tecnologia, con circa un 66% che dispone di una connessione internet personale e un 90% iscritto ad almeno un social-network, dall’altra mostrino una scarsa consapevolezza dei rischi connessi a tale uso e grande incapacità di gestione delle situazioni in cui si verificano le molestie telematiche”.

L’indagine dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia rappresenta la conclusione di un progetto internazionale di ricerca con la stessa denominazione, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e coordinato dalla stessa prof. ssa Laura De Fazio, cui hanno partecipato anche docenti del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dello stesso ateneo, oltre che docenti di istituzioni straniere (San Diego State University – USA, Heriot Watt University – UK e Universitat de Leida – SPAGNA), partner del progetto, e la Polizia delle Comunicazioni.

Il nostro ruolo – spiega la prof. ssa Rita Cucchiara del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” – si è tradotto nel contributo fato alla definizione due anni fa del questionario, studiando assieme ai ricercatori del gruppo della prof. ssa Laura De Fazio quali tecnologie nel cyberworld potessero maggiormente essere di interesse per la analisi (dall’impiego delle reti sociali, all’uso dei cellulari etc.) e abbiamo contribuito a dare il supporto informatico utile per la gestione dei questionari”.

I ricercatori, che in passato si sono occupati del fenomeno dello stalking attraverso la costituzione già dal 2003 del Modena Group on Stalking, hanno quindi indagato il fenomeno del cyberstalking tra i giovani, conducendo un’indagine per conoscere le caratteristiche delle molestie attuate o subite con il mezzo telematico, quelle dei giovani autori e delle giovani vittime oltre che della percezione del fenomeno da parte di genitori e insegnanti.

Per la ricerca sul campo, svolta attraverso questionari online, cui hanno risposto 586 studenti di un’età compresa tra i 13 ed i 19 anni, 210 genitori e 132 insegnanti, ci si è avvalsi del patrocinio del Comune di Modena che ha collaborato in particolare nella fase dei contatti con le istituzioni scolastiche coinvolte e coi ricercatori, oltre che nella disseminazione dell’iniziativa e nelle pubblicazioni rivolte ai cittadini e al mondo scolastico.

Internet è una grande opportunità di conoscenza – spiega l’assessore all’Istruzione del Comune di Modena Adriana Querzè ma è fondamentale trasmettere a ragazzi e adulti l’importanza di utilizzarlo correttamente. Nell’ambito degli Itinerari scuola città promossi dal Multicentro educativo Memo proponiamo, in collaborazione con l’ufficio Politiche per la sicurezza del Comune, il progetto <Internet in sicurezza> per ricordare a insegnanti, genitori e studenti alcune regole che rendono più sicura la navigazione”.

La ricerca nasce dal nuovo interesse per il fenomeno dello stalking, che in Italia è culminato con l’adozione nel 2009 di una legge ad hoc. In particolare, il cyberstalking sembra coinvolgere anche i giovani i quali, pur avendo motivazioni simili a quelle che si riscontrano negli adulti, “risultano essere maggiormente a rischio per quanto concerne l’utilizzo della tecnologia e quindi – sostiene la prof. ssa Laura De Fazio dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia – per una maggiore frequenza di molestie attuate con strumenti elettronici”.

Anche sotto il profilo della percezione dell’illiceità dei comportamenti si è registrata una certa difficoltà di riconoscimento da parte dei giovani studenti modenesi, soprattutto quando il fenomeno comprende svariate molestie online destinate ad un’unica vittima. “Quanto alla famiglia ed alla scuola, – conclude la prof. ssa Laura De Fazio dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia – è emerso come i genitori, spesso, a fronte del tentativo di limitare le attività online dei propri figli siano poco consapevoli dei reali rischi connessi all’uso della rete, mentre gli insegnanti quando riconoscono la presenza del problema tra i propri studenti, denotano difficoltà nell’affrontarlo o talvolta ritengono non sia di loro competenza”.

L’approfondimento e la discussione sui risultati della ricerca inizierà alle ore 9.00 con un intervento di Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, e proseguirà attraverso una sessione mattutina, presieduta da Laura De Fazio, in cui verranno presentati da parte di Chiara Sgarbi dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia e Reggio Emilia i risultati della ricerca, e recati i contributi di James O’Higgins Norman dell’Anti-Bullying Centre (ABC) dell’Università di Dublino (Irlanda) e di Heidi Vandebosch dell’Università di Anwerp (Belgio). Nel pomeriggio i lavori riprenderanno alle ore 15.00 sotto la presidenza di Rita Cucchiara, direttore del Centro Softech-ICT dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, con gli interventi di: Michele Colajanni dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia su “Opportunità e rischi della rivoluzione informatica”; Cristina Bonucchi della Polizia di Stato su “Stalking e Cyber Bullismo: nuovi scenari di devianza giovanile sul web” e di Giovanni Ziccardi dell’Università degli studi di Milano su “Aspetti giuridici delle molestie in internet e tutela della vittima”.

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