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31 ottobre 2013

Radio universitarie 2.0 e le web radio di ateneo: elenco completo

Radio universitarie 2.0 e le web radio
Radio universitarie 2.0 e le web radio

Radio universitarie 2.0 e le web radio

“Le radio universitarie sono una grande risorsa per gli atenei e per gli studenti. Ogni singola radio ha una storia personale che la rende unica.” – Michele Tesolin –

Le radio universitarie sono fatte dagli studenti e sono indirizzate agli studenti.

Possono essere di due tipi web radio o radio FM.

Ci sono molte più radio universitarie trasmesse sul web rispetto a quelle trasmesse in FM. Le cause sono semplici, esistono poche frequenze FM libere e nessuna di quelle libere è a buon mercato, mentre sul web i costi sono molto più contenuti.

Esiste una Associazione Operatori Radiofonici Universitari, denominata RADUNI. Nata a Firenze nel 2006 dopo un appuntamento tra diciotto persone, tra studenti e operatori attivi nella realtà delle radio universitarie queste realtà.

Questi ragazzi che danno vita al primo raduno delle radio universitarie e dei loro affiliati. Da qui il nome RadUni. Oggi rappresentano più di 100 soci e 26 radio universitarie che hanno aiutato a nascere e crescere. Raduni dialoga, per conto dei soci, con altri attori nel settore della comunicazione: Siae, Scf, Agcom, Aicun. Dal 2007 organizzano un Festival annuale itinerante che offre occasioni di formazione, riflessione e sviluppo della radiofonia universitaria italiana (FRU Festival Radio Unviversitarie).

Per cercare di avere più informazioni sulle radio universitarie abbiamo sentito il presidente di RadUni, Michele Tesolin che è anche il responsabile della radio universitaria di Trento

Radio universitarie 2.0 e le web radio: cosa fanno e a cosa servono, Michele Tesolin

Michele Tesolin

Michele Tesolin

“Le radio universitarie sono una grande risorsa per gli atenei e per gli studenti”.

“Su due fronti: se da un lato infatti sono occasioni per la crescita professionale, culturale e umana degli studenti stessi che vi partecipano, sono anche mezzi informativi importanti, capaci non solo di dare news ma soprattutto capaci di creare dibattito sui temi importanti che deve affrontare l’università oggi, come per esempio le questioni su ricerca e didattica.”

Che rapporto c’è tra le radio universitarie e ateneo?

“Non esiste una sola modalità, dipende molto dalla situazione del singolo ateneo: abbiamo radio universitare che sono diretta emanazione dell’università di riferimento, radio che invece nascono per espressione di un’associazione studentesca e radio che invece sono vere e proprie imprese create da studenti che si rapportano con convezioni e contratti con l’ateneo di riferimento.”

Il lavoro che è necessario per garantire il funzionamento delle radio universitarie è enorme e dispendioso, sia fisicamente sia economicamente. In che modo le radio universitarie trovano i fondi necessari al mantenimento e al funzionamento delle radio?

“Ogni singola radio ha una storia personale che la rende unica, anche per quanto attiene la sua nascita e su che fondi è strutturata. Diciamo che per la gran parte le radio si fondano, direttamente o indirettamente, su sovvenzioni dell’ateneo di riferimento, che di solito copre solamente però i costi fissi e in alcune sparute occasioni i costi dello station manager. Per la gran parte tutto il lavoro della radio si affida quindi principalmente sulla volontarietà dell’esperienza degli studenti che partecipano, che prestano quindi la loro opera a fronte però di una formazione che viene ricevuta.”

Le radio universitarie si diffondono molto più facilmente sulla rete e molto meno sulle frequenze FM, nonostante le frequenze FM possano garantire una visibilità maggiore. A cosa pensa sia dovuto ciò e come pensa si possa invertire la rotta?

“Il problema è molto semplice: non vi sono frequenze libere e quelle che potrebbero esserlo (soprattutto in affitto da altre emittenti) sono molto costose. Senza contare ovviamente il costo che si dovrebbe sostenere per mantenere antenne e tecnologia adeguata alla trasmissione FM. Dall’altro lato una radio web in comparazione costa molto poco, e quindi è molto più semplice da costruire e mantenere.

L’inversione di rotta non attiene alle radio universitarie, bensì ad una riorganizzazione generale dell’assegnazione delle frequenze FM, che si compì negli anni novanta, e che al momento attuale potrà forse essere modificata con l’avvento del digitale radiofonico, che avrà la possibilità di aumentare di molto i canali presenti. Da parte nostra stiamo lavorando, sul modello francese, affinché la specificità delle radio universitarie venga riconosciuta e quindi prossimamente anche tutelata su questo piano.”

Che tipo di competenze e/o formazione specifica deve avere un ragazzo per poter collaborare con radio universitarie o meglio con la radio della propria università?

“La cosa principale è avere entusiasmo, una buona propensione alla comunicazione scritta e/o parlata e soprattutto avere qualcosa da dire.

Tutto il resto verrà costruito attraverso la formazione che le radio universitarie fanno quotidianamente all’interno delle proprie sedi, attraverso corsi e pratica quotidiana.

Molti dei nostri studenti hanno poi avuto la possibilità di lavorare nel settore radiofonico e giornalistico in genere sia per emittenti locali che nazionali, proprio grazie all’esperienza condotta attraverso le nostre radio.”

Elenco completo delle radio universitarie 2.0 e le web radio

Web Radio Calabria

Web Radio Campania

Web Radio Emilia Romagna

Web Radio Friuili Venezia Giulia

Web Radio Lazio

Web Radio Lombardia

Web Radio Marche

Web Radio Piemonte

Web Radio Sardegna

Web Radio Sicilia

Web Radio Toscana

Web Radio Umbria

Web Radio Veneto

Abbiamo preparato per voi un elenco degli ufficio stampa delle università italiane, all’interno dell’elenco troverete i contatti di ognuno degli ufficio stampa delle università italiane.

ABRUZZO

BASILICATA

CALABRIA

CAMPANIA

EMILIA ROMAGNA

FRIULI VENEZIA GIULIA

LAZIO

LIGURIA

LOMBARDIA

MARCHE

MOLISE

PIEMONTE

PUGLIA

SARDEGNA

SICILIA

TOSCANA

TRENTINO ALTO ADIGE

UMBRIA

VALLE D’AOSTA

VENETO

Vincenzo Gatta

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