Sant’Anna di Pisa. Presentato a Matera il Report 2012: valutazione dei sistemi sanitari

Redazione Controcampus 10 Ottobre 2013

Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant’Anna di Pisa -  Presentato in un convegno a Matera il “Report 2012” del Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management Sant’Anna di Pisa.

Ecco alcuni dati e il paragone con il 2011

Sanità

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Sanità, “bersagli” centrati e mancati: otto Regioni a confronto sulla valutazione dei rispettivi sistemi regionali

Otto Regioni si confrontano sulla valutazione dei sistemi sanitari. Il Laboratorio MeSManagement e Sanità, dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha pubblicato il “Report 2012” sul sistema di valutazione della performance di un network di otto regioni (Basilicata, Liguria, Marche, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Toscana,  Umbria e Veneto) e ne ha presentato alcuni fra i dati più significativi durante il convegno in programma oggi a Matera, promosso dallo stesso Laboratorio Mes e dall’Azienda sanitaria locale di Matera.

Il sistema di valutazione secondo il report pubblicato dal Sant’Anna di Pisa permette il confronto a livello regionale e aziendale sui circa 160 indicatori, di cui 100 di valutazione, selezionati tramite un processo di condivisione tra le Regioni. In un’ottica definita “multidimensionale”, i ricercatori del Laboratorio MeS hanno preso in considerazione diverse tematiche: dagli aspetti tipicamente clinico-sanitari agli aspetti economico-finanziari, dall’ascolto della voce dai cittadini e degli operatori agli orientamenti strategici regionali, per migliorare lo stato di salute dei cittadini. Le performance delle varie dimensioni sono riassunte in 60 indicatori di sintesi, rappresentati in forma grafica tramite un “bersaglio”, con cinque fasce di valutazione a seconda dellaperformance conseguita: al centro i punti di forza, corrispondenti alle fasce verdi, mentre nelle aree rosse e arancioni sono indicati i punti di debolezza. La definizione degli standard da parte delle Regioni diventa un punto di partenza per orientare la programmazione sanitaria, mentre il confronto permette di prendere spunti da altre Regioni che hanno performance migliori circa differenti modalità organizzative e di conoscere leve gestionali per impostare nuove strategie. Le Regioni che aderiscono al network, relativamente al 2012, seppur presentando performance differenti, mostrano miglioramenti su buona parte degli indicatori selezionati, soprattutto in Basilicata e Toscana che più strettamente hanno collegato la valutazione ai sistemi di programmazione e incentivazione delle direzioni aziendali.

Di seguito sono disponibili alcuni risultati presentati in maniera sintetica, suddivisi per aree tematiche, non esaustivi ma indicativi delle differenze a livello regionale e aziendale.

Appropriatezza organizzativa del report pubblicato dal Sant’Anna di Pisa

Il tasso di ospedalizzazione diminuisce in tutte le regioni, nello specifico Marche e Basilicata migliorano di più sui ricoveri ordinari, mentre l’attività di day hospital medico – più elevata in Basilicata e in Liguria – si riduce in maniera significativa in queste regioni. In particolare la Basilicata diminuisce da 106 a 100 ricoveri ordinari ogni 1.000 residenti e da 29 a 21 i day-hospital medici. Aumenta l’appropriatezza nelle cure mediche, dimostrando un processo di deospedalizzazione in tutte le regioni, forte soprattutto in Basilicata, dove i ricoveri diagnostici – inappropriati in quanto prestazioni da erogare a livello ambulatoriale – sono calati dal 55% al 41%. Sugli aspetti di appropriatezza chirurgica, invece, migliorano soprattutto Toscana e Umbria; in particolare rispetto ai ricoveri chirurgici, che dovrebbero essere erogati in day surgery anziché in ricovero ordinario, la best practice è la provincia autonoma di Trento con il 74%; ottimo anche il risultato della Liguria con il 67%, la Basilicata si colloca in terza posizione con il 55% mentre ancora con un percorso significativo da fare risulta per la provincia autonoma di Bolzano con il 41%. La variabilità tra le otto regioni diventa ancora più marcata considerando i risultati a livello di aziende sanitarie: si va dal 18% all’84%.

Appropriatezza clinica del report pubblicato dal Sant’Anna di Pisa

La qualità clinica presenta miglioramenti praticamente in tutte le regioni: si riduce la percentuale dei ricoveri ripetuti e migliora latempestività di intervento per la frattura di femore: su quest’ultima, pur rimanendo best practice la provincia autonoma di Bolzano, si registra un incremento significativo sia in Toscana, che raggiunge il 70%, sia in Basilicata, dove dal  42% raggiunge il 51%. Questa regione inoltre continua ad avere la migliore performance sugli interventi di asportazione della prostata con tecnica transuretrale, pari al 92%. Riguardo al percorso materno-infantile, per la percentuale di parti cesarei depurati (NTSV), ossia eliminando alcuni fattori complicanti e che possono giustificare il taglio cesareo, si evidenzia che la provincia autonoma di Trento è quella che ricorre meno al cesareo (18%). Ottimi anche i risultati della provincia autonoma di Bolzano e della Toscana, mentre le percentuali di Liguria e Basilicata arrivano quasi al doppio. La Basilicata, comunque, come Marche e Umbria, è riuscita a diminuire il proprio valore dal 39% al 36%. Nel dettaglio per la Basilicata, l’Azienda Ospedaliera San Carlo presenta un valore del 30%, la ASM Matera del 35% mentre il dato più elevato, 42%, si concentra nella ASP Potenza.

Efficacia assistenziale territoriale del report pubblicato dal Sant’Anna di Pisa

Si apprezzano progressi di tutte le otto regioni sulle attività territorialiaumenta la presa in carico dei pazienti cronici, riducendo il ricorso al ricovero. Pur rimanendo la Toscana la regione best practice, sono particolare rilevanti i miglioramenti della Basilicata per gli scompensati, della provincia autonoma di Bolzano e ancora della Basilicata per i diabetici, di Umbria e di Marche per i pazienti con BPCO (Bronco preumopatia cronica ostruttiva). In particolare i ricoveri dei pazienti lucani scompensati calano da 366 a 267 per 100.000 residenti; quelli dei diabetici da 49 a 32 e quelli per BPCO da 68 a 51, dimostrando una migliore efficacia delle attività territoriali. I dati indicano anche un potenziamentodell’integrazione fra ospedale e territorio; l’indicatore “tasso di ospedalizzazione dei ricoveri oltre 30 giorni”, che misura in maniera indiretta la capacità ricettiva del territorio e la continuità assistenziale, in particolare per i cosiddetti “ricoveri sociali”, migliora in tutte le regioni. Ottime le valutazioni per Toscana (0,71 ricoverati ogni 1.000 residenti) e Basilicata (0,87), scarse per la Liguria (1,62). Tra le aziende sanitarie lucane, la ASP Potenza ha un valore di 0,88 mentre la ASM Matera di 1,22.

Prevenzione del report pubblicato dal Sant’Anna di Pisa

Si monitorano il raggiungimento di obiettivi di prevenzione e di promozione della salute: oltre al programma di screening oncologici, nell’anno preso in considerazione sono stati introdotti nuovi indicatori sulle malattie infettive e alcuni sulla copertura vaccinale, come il vaccino contro il papilloma virus (HPV), l’antipneumococcico e l’antimeningococcico. Nello specifico, per il vaccino contro l’infezione da meningococco il Veneto presenta la migliore performance con il 94% dei bambini sotto i 2 anni vaccinati, seguita a ruota da Umbria e Toscana che hanno alte percentuali; all’opposto, Bolzano con il 61%. Il dato di Bolzano si conferma basso anche per le altre vaccinazioni per una scelta consapevole di una parte della popolazione, sia genitori che medici, contraria alla vaccinazioni di massa. Nello specifico, la Basilicata raggiunge l’86% ed in particolare la ASP Potenza l’88% mentre la ASM Matera l’84%.  La Basilicata, inoltre, è best practice nella copertura del vaccino antipneumococco con una percentuale che raggiunge il  98,5%.

Farmaceutica del report pubblicato dal Sant’Anna di Pisa

La spesa territoriale pro-capite è l’indicatore chiave per il perseguimento degli obiettivi di razionalizzazione e di contenimento della spesa farmaceutica: Bolzano è la regione dove storicamente si spende meno e meglio per i farmaci, con 148 euro pro-capite, ma anche Veneto, Trento e Liguria registrano ottime performance; al lato opposto la Basilicata ha una spesa pro-capite di 240 euro. Tutte le Regioni hanno abbattuto icosti rispetto al 2011, la Basilicata in particolare dell’8% (da 260 a 240 euro pro-capite). Riguardo all’efficienza prescrittiva, le Regioni hannoincrementato il consumo di farmaci a brevetto scaduto in quasi tutte le categorie monitorate; fanno eccezione i sartani (per l’abbassamento della pressione) e gli ace-inibitori per i quali, invece, sono calate le percentuali di farmaci generici in alcune regioni come Liguria e provincia autonoma di Bolzano. Anche sul lato dell’appropriatezza prescrittiva vi sono andamenti contrastanti: migliorano tutte le regioni sul corretto utilizzo di statineantidepressivi e antibiotici, mentre sono in peggioramento sugli inibitori di pompa protonica (farmaci per il trattamento l’ulcera e del reflussoi) e sartani.

Le Regioni aderenti al network riconoscono come valore la trasparenza e l’accountabilit. Un portale web è utilizzato per la gestione, per la condivisione e per la visualizzazione dei dati, http://performance.sssup.it/network. Il report 2012 è disponibile sul sito del Laboratorio MeS  www.meslab.sssup.it .

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto