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15 ottobre 2013

Sant’Anna di Pisa. Progetto Mubil

Progetto Mubil

Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento S’Anna di PISAProgetto Mubil Esperienza all’avanguardia tutta italiana pronta per essere applicata nel nostro Paese al Sant’Anna di Pisa

Progetto Mubil

Progetto Mubil

Con il “Progetto Mubil” i ricercatori dell’Istituto Tecip del Sant’Anna di Pisa hanno preservato e reso accessibili opere norvegesi dei secoli scorsi grazie alle tecnologie informatiche; il caso del laboratorio del ‘500 ricostruito virtualmente e del “diario di viaggio” che “parla”.

Quel libro antico, così moderno: preziosi libri e manoscritti diventano “tridimensionali” e multimediali

Sfogliare virtualmente con uno schermo 3d il fondamentale trattato sulla distillazione medicinale del 1587? Rendere fruibili con la modernissima tecnologia dell’ “augmented book antichi volumi? Oggi è possibile grazie al “progetto Mubil”, frutto della collaborazione tra i ricercatori del Laboratorio di robotica percettiva dell’Istituto Tecip (Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione, della Percezione) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e la Norwegian university of science and technology,e che si è appena concluso con un evento pubblico ospitato dalla Gunnerus Library di Trondheim, in Norvegia appunto. Il lavoro dei ricercatori italiani, che potrebbe essere ripetuto anche in Italia dove certo non  mancano le collezioni di libri e miniature antiche, ha permesso larealizzazione di nuovi strumenti informatici per sfogliare preziosi libri antichi, servendosi di tecnologie per la visualizzazione tridimensionale attiva, in cui il lettore gioca un ruolo da protagonista ed è in grado di costruire e di personalizzare il suo percorso.

Queste nuove tecnologie nate dalla collaborazione del Sant’Anna di Pisa permettono, in prospettiva, di mettere al riparo volumi preziosi, salvandoli dal l’usura del tempo ma rendendoli accessibili e facendoli così diventare un patrimonio di cui possono beneficiare tanto gli studenti, quanto ricercatori o i semplici appassionati, desiderosi di viaggiare fra miniature e pagine uniche, dove ogni carattere porta indelebile l’estro e il talento dell’artista che, nei secoli scorsi, lo ha illustrato.

Il “progetto Mubil” del Sant’Anna di Pisa si è concentrato sulla Gunnerus Library, che vanta un’imponente collezione di libri, resi digitali di recente. L’opera di digitalizzazioone, però, non è sufficiente per riuscire a comunicare e a diffondere i preziosi contenuti di queste opere, talvolta difficili da comprendere ai nostri occhi di uomini e di donne del XXI secolo. La Gunnerus Library ha ritenuto indispensabile individuare metodi e strumenti innovativi per valorizzare al meglio il patrimonio di libri: si è così concretizzata la collaborazione con l’Istituto Tecip della scuola Superiore Sant’Anna, che attraverso i propri ricercatori ha fornito il know-how” acquisito in anni di esperienze in progetti e in collaborazioni con centri culturali e museali nell’ambito dell’ “edutainment”, neologismo inglese ormai diffuso in italiano che sta a significare l’unione virtuosa fra concetti come “educazione”, “insegnamento”, “intrattenimento”.

Durante il “progetto Mubil” del Sant’Anna di Pisa sono stati sviluppati diversi concept mirati ad un’efficace trasposizione virtuale di opere scritte. Ad esempio, il concept dell’ augmented book è stato applicato al “Kreuterbuch” di Adam Lonitzer (1587), famoso trattato sulla distillazione medicinale, che oggi si può sfogliare attraverso uno schermo 3d, con contenuti  aggiuntivi quali immaginifilmatianimazioni o narrazioni vocali, sulle pagine dell’antico manoscritto, in maniera diretta. Un intero laboratorio norvegese del ‘500 è stato addirittura ricostruito virtualmente per permettere al lettore di mettere in pratica le informazioni trasmesse attraverso le pagine del trattato.

Il concept dell’ information landscape (una nobile “guida turistica”) è stato applicato al diario di viaggio di H.H. Lilienskiold (1670), con la creazione di un ambiente tridimensionale in cui elementi reali ed astratti formano un paesaggio informativo sul quale vengono contestualizzati brani  significativi estratti dal libro. “A seconda delle opportunità – sottolinea il ricercatore dell’Istituto Tecip Marcello Carrozzino – gli elementi virtuali ‘entrano’ nel libro, mentre può succedere che sia il libro a entrare in un mondo virtuale che lo arricchisce e che lo completa di ulteriori informazioni”.

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