• Google+
  • Commenta
25 ottobre 2013

Università degli Studi di Catania. Protesta a Giurisprudenza dell’Unict: AU si dissocia

Università degli Studi di CATANIA – Azione Univesitaria dell’Università degli Studi di Catania, si dissocia dai fatti di Giurisprudenza: la rivoluzione non porta da nessuna parte!

Azione Univesitaria dell’Università degli Studi di Catania, si dissocia dai fatti accaduti nella giornata di giovedì 24 ottobre presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania, che hanno visto uno studente protestare per alcuni malfunzionamenti dell’Università degli Studi di Catania, con tanto di invito alla stampa e di sollecito verso i colleghi ad occupare la sede, Azione Universitaria  dell’Università degli Studi di Catania manifesta il suo totale distacco da quanto accaduto e dai rappresentanti degli studenti aderenti alla plateale contestazione.

“Esprimiamo il nostro dissenso per la protesta accaduta ieri – afferma Giuseppe Amato, rappresentante degli studenti di Azione Universitaria a Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania – in quanto detta manifestazione non è stata organizzata precedentemente, e, sia io, che altri colleghi rappresentanti, non eravamo al corrente della rimostranza e delle precise motivazioni che l’hanno mossa. Al di là di questo comunque vi era stato martedì scorso 22 ottobre un incontro con il Presidente del Corso di Laurea  dell’Università degli Studi di Catania all’interno del quale si erano poste le basi per una collaborazione tra corpo docenti e rappresentanze studentesche per la soluzione di alcuni problemi molto sentiti, quali quelli legati ai turni esame o all’assenza, talora reiterata, di alcuni professori durante l’orario di ricevimento. Spero vivamente che quanto accaduto ieri non interrompa il percorso cominciato martedì scorso che potrà condurre nei prossimi mesi all’acquisizione di significativi vantaggi per la comunità studentesca”.

“Siamo vicini alle istanze e ai diritti degli studenti, che intendiamo assolutamente tutelare, nelle forme e nei modi adeguati – aggiungono Lara Lorefice e Sebastiano Flaminio, consiglieri di AU a Giurisprudenza Università degli Studi di Catania – ovvero tramite la concertazione e la collaborazione tra studenti e docenti, e non ci sentiamo di appoggiare proteste che invece di condurre alla ricerca di vantaggi per noi ragazzi possono portare ad un irrigidimento e ad una chiusura degli organi competenti che non auspichiamo, e che cercheremo sempre di evitare”.

“Comprendiamo quanto sia difficile muoversi all’interno di un’università, come la nostra purtroppo, non congegnata a misura di studente, e capiamo come a volte, quando il vaso è colmo, i gesti istintivi e arrabbiati appaiano l’unica soluzione perseguibile, – concludono in una nota congiunta Giuseppe Bua, coordinatore di AU a Giurisprudenza Università degli Studi di Catania e Marilia Di Mauro, presidente provinciale dell’associazione e senatrice accademica – ma noi rappresentanti abbiamo il dovere di non dare adito a proteste incontrollate che possono sfociare, come quella dei giorni scorsi, in risse poco fruttuose per la salute degli studenti tutti. Dobbiamo sempre cercare di capire come muoverci per risolvere i problemi di un sistema imperfetto, ma perfettibile con il duro lavoro e la giusta perseveranza, e dobbiamo essere chiari ed onesti con i nostri colleghi nel dire che la rivoluzione non è la strada migliore da percorrere.”

Google+
© Riproduzione Riservata