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16 ottobre 2013

Università di Firenze. Bioinformatica all’Unifi: nuova scienza della vita

Università di FIRENZE – La Bioinformatica, nuova scienza della vita. I ricercatori dell’Università di Firenze si incontrano venerdì 18 ottobre a Careggi

Bioinformatica

Bioinformatica

La bioinformatica è la più giovane delle scienze della vita, che si è sviluppata a seguito dell’eccezionale sviluppo delle ricerche sul genoma umano.

Venerdì 18 ottobre una giornata di studio riunisce, presso l’Università di Firenze, i ricercatori di questa nuova disciplina, in occasione del Meeting regionale della Società Italiana di Bioinformatica (Careggi, ex–presidenza di Medicina e Chirurgia, Largo Brambilla, 3 – ore 9,30).

I promotori e protagonisti dell’iniziativa dell’Università di Firenze provengono dagli atenei e dai centri di ricerca della Toscana e si ritrovano a Firenze per la prima volta. A conclusione della giornata si svolge la tavola rotonda all’Università di Firenze “La bioinformatica in Toscana: presente e futuro” a cui partecipano, fra gli altri, Gian Franco Gensini dell’Università di Firenze, Alberto Magi dell’Università di Firenze, Neri Niccolai (Università di Siena), Marco Pellegrini (CNR di Pisa), Roberto Marangoni (Università di Pisa), Alberto Zanobini e Marco Masi (Regione Toscana).

“L’obiettivo è stimolare la crescita di questo settore della ricerca biomedica nella nostra regione – sottolinea Alberto Magi dell’Università di Firenze che ha organizzato l’incontro insieme a Gian Franco Gensini – attraverso la promozione di nuove collaborazioni tra i gruppi di ricerca e la costruzione di una rete di competenze che sia in grado di interfacciarsi con gli enti locali, il mondo industriale, le associazioni e le fondazioni”.

“Nell’attuale nuova ed eccitante fase delle scienze della vita, la conoscenza di tutti i geni di un organismo combinata con le moderne nanotecnologie ha consentito lo sviluppo di nuovi metodi sperimentali che permettono di studiare contemporaneamente l’attività di tutte le molecole all’interno di una cellula. – ricorda Gian Franco Gensini dell’Università di Firenze -. Ma questa rappresenta a sua volta una sfida alla comunità scientifica, perché per descrivere, gestire e interpretare l’impressionante mole di dati generata dalle nuove tecnologie sono necessari nuovi approcci matematico-statistici e grandi infrastrutture computazionali. I bioinformatici, lavorando a stretto contatto con biologi e medici, sfruttano gli strumenti matematici per sviluppare nuovi modelli che aiutino ad individuare le leggi che regolano la complessità dei fenomeni biologici. Questo – conclude Gensini – permette di arricchire sempre di più le nostre conoscenze e capire ad esempio come le attività cellulari normali evolvono e vengono alterate in caso di malattia”.

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