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23 novembre 2013

Prima visione di opere restaurate da Uniud a Torino Film Festival

Prima visione di opere restaurate di Uniud
Prima visione di opere restaurate di Uniud

Prima visione di opere restaurate di Uniud

Al Torino Film Festival prima visione di opere restaurate dall’Uniud. Lavoro effettuato dai laboratori “La Camera ottica” e “Crea” del Dams. Saranno presentati gli inediti digitali del film “Anna” e del documentario “Il treno va a Mosca”.

Per la prima volta la versione restaurata dall’Università degli Studi di UDINE di due opere cinematografiche, il film culto “Anna” del 1975 e il documentario “Il treno va a Mosca” del 1957, saranno presentate da domani al 31°

Torino Film Festival. “Il treno va a Mosca”, inedito sul grande schermo, sarà in concorso nella selezione ufficiale della rassegna. Il restauro digitale delle due opere è stato realizzato dai laboratori “La Camera Ottica” e “Crea” del Dams, della sede di Gorizia dell’Ateneo friulano.

Prima visione di opere restaurate come “Anna”, di Alberto Grifi e Massimo Sarchielli, è un affresco, a metà tra film e documentario, della Roma alternativa e giovanile dei primi anni ’70. Dalle originarie 11 ore, poi riversate su pellicola, ne sono state ricavate circa 4 ad alta definizione digitale. L’opera segna un passaggio tecnologico epocale, quello dalla piccola 16 millimetri al videotape. Presentata nel ’75 alla Berlinale e poi alla Mostra del cinema di Venezia, venne salutata come un vero e proprio evento. Il restauro effettuato dai laboratori dell’Università di Udine è stato coordinato dalla Cineteca nazionale in collaborazione con l’Associazione culturale Alberto Grifi. La proiezione di “Anna” avverrà in due momenti. Prima, il 23, 24 e 25 novembre, per blocchi tematici alla Galleria Alberto Peola; poi, sabato 30 novembre, tutti i materiali in una maratona di circa 13 ore al Cinema Reposi. Domani i curatori del lavoro, Annamaria Licciardello e Jacopo Chessa, con Alessandro Bordina, ricercatore del laboratorio La Camera Ottica, assieme ad Adriano Aprà, presenteranno l’evento.

Prima visione di opere restaurate come “Il treno va a Mosca” è il racconto il 8 millimetri e bianco e nero e a colori della visita a Mosca nel 1957 del barbiere comunista Sauro Ravaglia e dei suoi amici, tutti di Alfonsine, nella Romagna “rossa”, durante il Festival mondiale della gioventù socialista. Le 40 bobine, da 4 minuti l’una, con le quali avevano documentato il viaggio a est, sono state curate, digitalizzate, post-prodotte e rese disponibili nel formato digitale che sostituisce oggi nelle sale il 35mm, dai laboratori “La Camera Ottica” e “Crea” del Dams dell’Ateneo friulano. L’operazione è stata diretta da Federico Ferrone, Michele Manzolin, e prodotto da Kiné, Vezfilm e Fondazione Culturale San Fedele con Home Movies, Archivio Nazionale del Film di Famiglia in associazione con la Fondazione Cineteca di Bologna. La proiezione ufficiale è prevista per il 28 novembre al Cinema Reposi. Il giorno prima al “Massimo” l’anteprima per la stampa.

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