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27 novembre 2013

All’Università degli Studi del Piemonte la fisica dell’Avogadro: top in europa

Università degli Studi del PIEMONTE ORIENTALE “Amedeo Avogadro”-Vercelli – La fisica ddell’Università degli Studi del Piemonte è al top in europa.

Maria Margherita Obertino ha ricevuto la valutazione “A” per il suo lavoro su un rivelatore di radiazioni.

Dopo aver incrociato la propria strada con quella del Premio Nobel, la fisica “targata” Università degli Studi del Piemonte Orientale incassa un nuovo prestigioso riconoscimento; nei giorni scorsi la dottoressa Maria Margherita Obertino ha ricevuto una valutazione eccellente per un progetto ERC/Consolidator Grant della Commissione Europea.

Il progetto consiste nello sviluppo di un rivelatore, costituito da un sensore al silicio 3D accoppiato ad un’elettronica ultraveloce, in grado di misurare contemporaneamente e con altissima precisione la posizione e il tempo di arrivo di una radiazione ionizzante. Si tratterebbe di un rivelatore altamente innovativo con importanti possibili applicazioni in diversi campi, dalla fisica delle particelle alla medicina e alla biologia.  Per la realizzazione del progetto la dott.ssa Obertino ha scelto un team di esperti riconosciuti a livello internazionale nella progettazione di rivelatori e micro-elettronica, affiancati da giovani ricercatori.

Nonostante la valutazione ricevuta sia stata “A – the project fully meets the ERC’s excellence criterion and is recommended for funding if sufficient funds are available”, il progetto non è stato finanziato per  mancanza di fondi.

“All’inizio di questa avventura non avrei scommesso su questo risultato – racconta la dottoressa Obertino –; partecipare a questo tipo di bandi ti mette in competizione con i migliori ricercatori europei e richiede un lavoro curato nei minimi particolari. Il fatto che lo European Scientific Council abbia giudicato il progetto eccellente e altamente innovativo è uno stimolo a non fermarsi e cercare altre possibilità di finanziamento”.

Maria Margherita Obertino è stretta collaboratrice del professor Michele Arneodo – ordinario di Fisica applicata presso il Dipartimento di Scienze della Salute di Novara – sia presso i laboratori dell’Università degli Studi del Piemonte sia presso il CERN di Ginevra, dove entrambi fanno parte del team che lavora all’esperimento CMS. CMS (Compact Muon Solenoid) è uno dei due esperimenti (insieme ad ATLAS) che nel luglio 2012 hanno portato all’identificazione del Bosone di Higgs; un lavoro la cui ricaduta immediata è stata l’assegnazione, poche settimane fa, del Premio Nobel per la fisica a François Englert e allo stesso Peter Higgs.

All’interno di questo progetto la dott.ssa Obertino è responsabile della calibrazione del calorimetro elettromagnetico, il rivelatore che ha permesso di identificare la particella ipotizzata da Higgs attraverso il suo decadimento in due fotoni.

Il riconoscimento della Commissione Europea è un motivo di orgoglio e di speranza per il team coordinato dal professor Arneodo: «La scoperta del Bosone di Higgs è in larga misura dovuta al lavoro di giovani colleghi come la dott.ssa Obertino, con grandi responsabilità internazionali, ma precari. Mi auguro che l’importante riconoscimento della Comunità Europea possa attrarre finanziamenti che permettano alla dott.ssa Obertino di continuare a lavorare con noi, senza costringerla a ingrossare le fila dei cervelli italiani in fuga all’estero. Sarebbe una perdita gravissima: si tratta di una ricercatrice di grandi e riconosciute capacità e nello stesso tempo con lunga e apprezzata esperienza di didattica nel nostro dell’Università degli Studi del Piemonte”.

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