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27 novembre 2013

All’Università degli Studi di Macerata Marco Lucchini e Martin Caraher

Università degli Studi di MACERATA – Povertà e accesso al cibo, convegno all’Università degli Studi di Macerata con il direttore del Banco Alimentare Marco Lucchini e il consulente internazionale Martin Caraher 

Negli ultimi decenni il sostegno alimentare per le persone non abbienti è stato al centro di numerosi programmi di aiuto da parte di istituzioni sovranazionali e di governi locali.

E’ però dal 2007 in poi, con l’estendersi della crisi economica a livello globale, che il ruolo dei banchi alimentari è emerso in maniera sempre più netta.

Da una parte la rinuncia degli Stati al sostegno di un “food welfare” per ridurre i costi del bilancio nazionale, dall’altra il bisogno di una risposta rapida alle emergenze alimentari, hanno inciso sulla funzione che questi enti sono chiamati a rivestire nella società moderna: da mero supporto a unica fonte di sopravvivenza per un numero crescente di persone.

Domani, giovedì 28 novembre, alle ore 15 si terrà nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Macerata, il convegno dal titolo “Povertà e accesso al cibo: il ruolo dei banchi alimentari durante la crisi economica”.

Interverranno all’Università degli Studi di Macerata Arco Lucchini, direttore del Banco Alimentare, Paola Garrone, co-autrice del libro “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità”, Simone Betti, docente di Geografia presso l’Università di Macerata, Francesco Adornato, docente di Diritto Agrario e Direttore del Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali, Monica Raiteri docente di Sociologia Giuridica, Alessio Cavicchi Martin Caraher, editors della special issue del British Food Journal, uno dei più grandi esperti mondiali sul tema (consulente per la Banca Mondiale, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità e per la Commissione Europea , ha pubblicato su numerose riviste internazionali ed è frequentemente ospite nei media britannici come BBC e “The Guardian”).

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