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28 novembre 2013

All’Università degli Studi di Padova frontiere marittime Circolazione e controllo

Università degli Studi di PADOVA “Frontiere marittime Circolazione e controllo fra età moderna e contemporanea”. Convegno al Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità.

Università degli Studi di Padova

Università degli Studi di Padova

Studiare la “frontiera”, intesa come luogo d’incontro e scontro di identità socio-culturali, religiose ed economiche differenti, ci serve a capire i conflitti che ne derivano, e a comprendere fenomeni come la formazione delle identità collettive o individuali.

Studiare la “frontiera” per capire le dinamiche di incontro fra “stato” e “popolo” per comprenderne forze e debolezze.

Venerdì 29 novembre 2013, con inizio alle ore 9.00, in Sala “Sante Bortolami” al Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università degli Studi di Padova si svolgerà l’incontro internazionale  dedicato a “Frontiere marittime Circolazione e controllo fra età moderna e contemporanea”.

Il convegno dell’Università degli Studi di Padova rivisita il concetto di “frontiera” e i relativi metodi d’indagine in una chiave di lungo periodo e con un forte taglio interdisciplinare, coinvolgendo geografi, giuristi, storici e scienziati sociali. Lo studio si focalizza in particolare sul Mediterraneo che alla luce dei recenti processi politico-economici, rappresenta un terreno d’indagine privilegiato in quanto in continua ridefinizione. Gli approfondimenti riguarderanno la “territorialità” marittima della frontiera, le circolazioni (di uomini e merci, tecnologie e capitali) e il controllo sanitario con interventi di esperti nazionali e internazionali.

Il convegno internazionale si inserisce nelle iniziative del progetto FIRB 2012 – Futuro in ricerca “ Frontiere marittime nel Mediterraneo: scambi, controllo, respingimenti (XVI-XXIsecc.)” composto da quattro unità di ricerca che coinvolgono l’Università degli Studi di Padova, l’Università di Genova, l’Istituto ISSM-CNR di Napoli e l’Università di Palermo (coordinatore del progetto).

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