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16 novembre 2013

Premio nobel per la pace 2013 all’Università di Trento

Verso un nuovo modello politico a Unitn
Premio nobel per la pace 2013 a Unitn

Premio nobel per la pace 2013 a Unitn

Premio Nobel per la Pace 2013: Lunedì alle 18 Valeria Santori di OPAC all’Università degli Studi di Trento

Appuntamento speciale lunedì prossimo all’Università degli Studi di TRENTO nell’ambito del ciclo “Dentro i premi Nobel, insieme all’università”.

Valeria Santori, Consigliere politico senior dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac, in inglese Opcw), sarà infatti ospite dell’Università degli Studi di Trento lunedì prossimo, 18 novembre alle 18 nell’Auditorium del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento per raccontare l’attività internazionale e gli sforzi quotidiani dell’associazione nella difficile lotta contro le armi chimiche. Un lavoro impegnativo, sia dal punto di vista pratico, sia sotto il profilo diplomatico, ma estremamente prezioso, che è stato riconosciuto con la massima onorificenza mai assegnata ad un’associazione: il Premio nobel per la pace, attribuito solo poche settimane fa dall’Accademia di Oslo per “l’impegno a favore dell’eliminazione degli arsenali chimici in tutto il mondo”.

Esperta di Diritto internazionale, Valeria Santori, è una dei tre italiani ai vertici dell’associazione impegnata a livello internazionale per smantellare gli arsenali chimici. «Lavoriamo in prima linea per un futuro di disarmo – ha dichiarato Santori nelle sue prime interviste dopo l’assegnazione del premio nobel per la pace all’organizzazione. – Abbiamo distrutto più dell’80% dell’arsenale chimico mondiale, e questi sono risultati concreti». A introdurre Valeria Santori sarà Giuseppe Nesi, ordinario di Diritto internazionale all’Università di Trento nonché direttore della Facoltà di Giurisprudenza.

L’associazione internazionale, nata nel 1997, ha sede a L’Aia ed è l’organo esecutivo della Convenzione sulle armi chimiche (CWC), entrata in vigore nel 1997. L’attività dell’organismo ha permesso la distruzione di 57mila tonnellate di armi chimiche, in gran parte appartenenti a Usa e Russia dai tempi della Guerra fredda. È intervenuta sul territorio di 86 Paesi in oltre 5mila ispezioni. Ad oggi vi aderiscono 189 Stati, che lavorano insieme per prevenire che le armi chimiche non siano mai più utilizzate in guerra, rafforzando in tal modo la sicurezza internazionale. Attualmente l’associazione sta supervisionando su mandato dell’Onu lo smantellamento dell’arsenale chimico in Siria, un’operazione che dovrebbe concludersi entro il 30 giugno del prossimo anno.

Alla riflessione sul premio nobel per la pace l’Università degli Studi di Trento ha dedicato un ciclo di sei incontri tematici di approfondimento tra ottobre e novembre, rivolti non soltanto agli studenti, ma anche a tutti i cittadini. Un’opportunità per scoprire o approfondire la conoscenza dei personaggi che sono stati premiati in questa edizione con l’aiuto di docenti e ricercatori che quotidianamente si occupano di temi affini. Un modo per sentirsi parte del dibattito scientifico e culturale internazionale ed essere più consapevoli dei progressi della ricerca.

Il ciclo, che è iniziato a fine ottobre, si concluderà con l’appuntamento dedicato al Premio Nobel per la Letteratura a Alice Munro, “maestra del racconto breve contemporaneo”, che si terrà mercoledì 27 novembre alle 18 al Dipartimento di Lettere e Filosofia (Aula 3) Università degli Studi di Trento, condotto da Sabrina Francesconi (Università di Trento – Dipartimento di Lettere e Filosofia).

Il premio Nobel è l’onorificenza mondiale più ambita e conosciuta. Il premio Nobel, istituito nel 1895 per volontà di Alfred Nobel (1833-1896), chimico e industriale svedese, viene attribuito ogni anno a persone o organizzazioni che si siano distinte nei diversi campi dello scibile, «apportando considerevoli benefici all’umanità», per le loro ricerche, scoperte e invenzioni, per l’opera letteraria o per l’impegno in favore della pace mondiale. Spesso si tratta di nomi conosciuti non soltanto dagli addetti ai lavori, ma anche da un pubblico più vasto e non specializzato. Il grande interesse dei media e dell’opinione pubblica suscitato dalla consegna dei premi Nobel (il primo venne attribuito nel 1901) consente di accendere i riflettori, una volta all’anno, sui primati internazionali della ricerca e della cultura, suscitando dibattiti e riflessioni che coinvolgono ben al di là della comunità scientifica. L’assegnazione dei sei premi Nobel 2013 – per la medicina, la fisica, la chimica, la letteratura, la pace e l’economia – avvenuta alcune settimane fa, non fa eccezione, avendo stimolato plauso, prese di posizione, commenti e in alcuni casi anche polemiche a livello internazionale.

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