Cà Foscari prepara il campus linguistico-umanistico

Redazione Controcampus 18 Novembre 2013

Il nuovo polo linguistico-umanistico che completa il lavoro iniziato dieci anni fa è basato su un accordo di compravendita i cui prezzi sono soggetti alla valutazione da parte dell'Agenzia del Territorio Cà Foscari prepara il campus linguistico-umanistico.

Carraro: «spazi migliori a costi vantaggiosi»

Dopo il campus scientifico di via Torino in terraferma pronto dal 2014 e quello economico di San Giobbe in fase di ultimazione, Cà Foscari ha programmato il completamento del campus linguistico-umanistico nell’area di Santa Margherita che consentirà di razionalizzare le sedi trasferendo in una unica struttura i due dipartimenti mancanti (due sono già stati trasferiti) e  le relative biblioteche.

Attualmente i due dipartimenti sono in 5 sedi diverse con conseguenti disagi per studenti, docenti e personale. La volontà di completare il campus linguistico-umanistico è in programma da molto tempo e due anni fa è emersa l’opportunità di acquistare il grande edificio ex ENEL, gemello di quello già di proprietà dell’ateneo.  Il piano è stato inserito nella programmazione edilizia triennale nonché nel bilancio di Cà Foscari e quindi regolarmente discusso e approvato all’unanimità da tutti gli organi d’ateneo deputati. Il piano triennale degli investimenti è stato autorizzato dal Ministero dell’Economia, relativamente al rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica. Gli edifici, sia quelli da cedere che quello da acquistare, sono stati valutati dall’Agenzia del Territorio che  ha stabilito il più probabile prezzo di mercato. La Soprintendenza ha concesso per ciascuno dei palazzi l’autorizzazione alla vendita, fissando i requisiti che l’acquirente dovrà rispettare, sia in termini di conservazione che in termini di uso.

Messaggio del Rettore di Cà Foscari Carlo Carraro inviato ai docenti e agli studenti dell’ateneo

“Cari Colleghi, Gentili Studenti, nei giorni scorsi sono apparsi sulla stampa alcuni articoli relativi all’operazione di completamento del Campus Linguistico – Umanistico che abbiamo avviato circa due anni fa. Ciò ha indotto vari colleghi a scrivermi per avere chiarimenti. Richieste di chiarimento mi sono arrivate anche da alcuni studenti e dal personale. Mi perdonerete quindi questo lungo messaggio che vuole fare chiarezza e fornire alcuni dati oggettivi. Poi ciascuno valuterà secondo le proprie visioni e sensibilità, ma almeno potrà farlo con le informazioni corrette.

Il completamento del campus Linguistico-Umanistico nell’area di Santa Margherita consentirà di razionalizzare le sedi, trasferendo in una unica struttura i due dipartimenti mancanti (i due di area umanistica sono già stati trasferiti) e  le relative biblioteche. Attualmente i due dipartimenti di area linguistica sono in 5 sedi diverse con conseguenti disagi per studenti, docenti e personale. Non è una buona università  quella con i dipartimenti spaccati in due o tre pezzi, con colleghi che quindi interagiscono poco e non hanno tutto il materiale bibliotecario a disposizione. Con l’acquisto della seconda parte del palazzo ex ENEL (la prima parte del palazzo fu acquisita dall’Ateneo alcuni anni fa) sarà possibile avere un unico plesso universitario per l’area umanistico-linguistica, un’unica biblioteca a scaffale aperto, aule e studi per assegnisti e dottorandi. Esiste anche un passaggio interno che collega questi due edifici dal momento che in origine erano appunto un’unica struttura occupata dagli uffici dell’ENEL.

Questa operazione è di fatto l’ultimo e naturale atto della riunificazione delle sedi avviata dalla precedente amministrazione universitaria, quando tutti i dipartimenti dell’allora facoltà di lettere si sono riunificati nel complesso di Santa Margherita. Ora completiamo l’operazione portando nel complesso di Malcanton Marcora’ anche i Dipartimenti di area linguistica.

E’ stata messa in discussione la congruità del prezzo di cessione dei tre nostri immobili (Ca’ Cappello, Ca’ Bembo e Palazzo Cosulich) e del prezzo di acquisto del palazzo ex ENEL (chiamiamolo Malcanton Marcora’ 2 per maggior precisione). Su questo aspetto ovviamente siamo stati estremamente cauti e abbiamo fatto molteplici verifiche. Gli edifici, sia quelli da cedere che quello da acquistare, sono stati valutati dall’Agenzia del Territorio che  ha stabilito il più probabile prezzo di mercato e a quelle valutazioni ci siamo attenuti. Un ente pubblico non può fare altrimenti. I prezzi sono stati stabiliti dall’Agenzia del Territorio  tenendo conto dello stato di conservazione dei medesimi. Va sottolineato che Malcanton Marcora’ 2 e’ praticamente pronto ad essere usato per uffici, piccole aule, biblioteca, mentre gli edifici dell’Ateneo richiedono costi importanti necessari per la conservazione e per la messa a norma. Costi che, senza la vendita, sarebbero dovuti essere sostenuti dall’Ateneo.

Sono stati sollevati dubbi sull’ente che vende Malcanton Marcora’ 2 (e acquista i nostri tre immobili). Si tratta di un fondo immobiliare controllato al 65% da una società’ di proprietà della Regione Trentino Alto Adige, che si occupa di Previdenza. Gli altri soci sono banche o assicurazioni. Quindi investitori istituzionali con la quota di controllo di un ente pubblico. È stata una negoziazione lunga e difficile, durata due anni, proprio perché abbiamo cercato di ottenere le migliori condizioni possibili per l’Ateneo.

Ho sentito anche dire che l’operazione sarebbe stata condotta in modo poco trasparente, ma non è così: tutti coloro che hanno responsabilità gestionali sono sempre stati informati, dai direttori di dipartimento, ai prorettori, al consiglio di amministrazione. L’operazione era inserita da anni nel progetto di creazione di un unico Campus Umanistico-Linguistico, e faceva già parte del Piano Strategico approvato da Senato Accademico e CdA nel 2010, che infatti recita “Obiettivo del piano è completare anche il Campus di Santa Margherita con delle acquisizioni che permettano l’insediamento dei Dipartimenti di lingue straniere e la creazione di una unica biblioteca di area linguistica.”

Il progetto e’ nel piano triennale degli investimenti autorizzato dal Ministero dell’Economia, relativamente al rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica. Le spese di funzionalizzazione sono nel piano pluriennale dei lavori pubblici, che è disponibile in area pubblica sul sito web dell’Ateneo e le relative risorse finanziarie sono nei bilanci degli ultimi due anni approvati da tutti gli organi di Ateneo (Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione). L’intero progetto e’ sempre stato approvato dal CdA all’unanimità, col voto favorevole anche della componente studentesca.

La Soprintendenza ha concesso per ciascuno dei nostri palazzi l’autorizzazione alla vendita, fissando i requisiti che l’acquirente dovrà rispettare, sia in termini di conservazione che in termini di uso.

I verbali delle delibere sono sempre stati messi in rete e sono visibili a tutti. Nell’ultima settimana abbiamo temporaneamente tolto il verbale del Cda di luglio 2013 solo perché il notaio ci aveva chiesto delle precisazioni formali e questo richiedeva una piccola modifica del verbale che e’ stata approvata nel Cda di venerdì all’unanimità. Non vi è nessun legame con gli articoli sui giornali o con le richieste di chiarimento dei colleghi

Gli spazi che avremo a disposizione sono più ampi e migliori di quelli che lasciamo. Avremo maggiori spazi utili – circa 600mq in più – che entreranno nella disponibilità di Cà Foscari. La superficie utile calpestabile dei palazzi che saranno ceduti e’ di 5291,08. Mentre quella del palazzo che sara’ acquistato e’ di 5927,88. Ma si tratta di spazi ben diversi: molto più funzionali, senza sprechi e adatti ad una universita’ quelli di Malcanton Marcora’ 2, che potranno quindi ospitare anche i colleghi che si trovano ora a Palazzo Vendramin, edificio che Cà Foscari ha in affitto e a cui potremo rinunciare, risparmiando 350 mila euro. E ci rimane la sede di Ca’ Bernardo per nuove iniziative.

Anche per la biblioteca la superficie disponibile sara’ superiore di quella oggi disponibile. L’unificazione delle attuali biblioteche dei dipartimenti di area linguista (oggi distribuite in 5 sedi) consentirà di offrire un servizio moderno e più efficiente: si passerà dalle attuali 45 ore settimanali su 5 gg a settimana delle 5 piccole biblioteche alle 116 ore su 7 giorni già erogate dalla Baum. La nuova grande biblioteca di area linguistico-umanistica offrirà un patrimonio librario e documentale unificato completamente a scaffale aperto, come già in Baum, mentre al momento solo una piccola percentuale di libri è in libera consultazione. Il vantaggio sarà per tutta la comunità scientifica,  perché l’intervento favorirà la consultazione e lo studio interdisciplinare. Tutto il personale avrà maggiori occasioni di incontro e condivisione perché la logica del campus consentirà maggiori  interazioni e collaborazioni.

Questa operazione garantirà anche risparmi importanti per l’Ateneo. Riduzione di spese di manutenzione e dei costi d’utenza delle attuali tre sedi per un ammontare di circa 700mila euro annui, abbattimento dei tempi di spostamento da una sede all’altra, anche in un’ottica di sostenibilità e la conclusione del contratto di affitto di Palazzo Vendramin. Saranno anche evitati gli importati costi di manutenzione e di messa a norma di Ca’ Bembo, oramai inevitabili e non rinviabili. Si tratta di un grande beneficio economico per Cà Foscari, oltre che di un beneficio funzionale. Il risparmio e’ di circa un milione all’anno di spese di funzionamento e di circa 5 milioni complessivi di spese di manutenzione. Tutte risorse che potranno essere destinate  ad assegni di ricerca o borse di studio.

Non va dimenticato che il completamento del Campus Linguistico-Umanistico si inserisce in un ampio piano di sviluppo e riorganizzazione degli spazi di Cà Foscari. Negli ultimi due anni ne ho parlato in varie sedi, tra cui la recente inaugurazione dell’anno accademico. Ma soprattutto gli interventi fanno parte del piano triennale degli investimenti che riassumo brevemente: Cà Foscari ha stanziato interventi per un ammontare di oltre 100milioni di euro per lavori edilizi che l’ateneo realizzerà fra Venezia e Mestre. Delle nuove opere fanno parte la funzionalizzazione del nuovo Campus linguistico-umanistico di Santa Margherita, il recupero degli spazi di Rio Nuovo trasformati in nuove aule, la manutenzione della sede della Celestia, il raddoppio del campus di San Giobbe.

A queste si aggiungono gli interventi già confermati: l’adeguamento della sede di San Sebastiano, le opere per le residenze universitarie di Cà Foscari a San Giobbe, Santa Marta e Via Torino per una spesa complessiva di 78milioni di euro e un totale di mille posti letto. Fanno parte del Piano triennale anche la realizzazione dell’edificio “E”, a completamento del campus di via Torino (spesa prevista: 8,5milioni di euro) e, quando possibile, il recupero di una Tesa dell’Arsenale di Venezia dove saranno allocate le attività didattiche e di ricerca legate alle Scienze del Mare.

Infine, si dice che con questa operazione Cà Foscari non ha a cuore il futuro della città abbandonata ad una monocultura turistica. Ma Cà Foscari, anche per la città sta lavorando e contro quella monocultura sta combattendo. Non si possono dimenticare le tante partnership che Cà Foscari ha allacciato con le istituzioni per mettere a disposizione dei cittadini un’offerta culturale completamente gratuita e di qualità, da Art Night alla Notte dei ricercatori, dalla stagione teatrale ai festival di cinema e letteratura, dalla musica alle mostre. O la creazione del Distretto veneziano della Ricerca che favorisce la crescita di una nuova economia diversa da quella centrata sul turismo. O soprattutto il piano delle residenze universitarie, che porterà nuovi residenti in città e rivitalizzerà aree urbane marginalizzate dai flussi turistici. Portando cultura e allo stesso tempo  dinamismo economico. Tutti contributi, a fronte di finanziamenti statali sempre più magri, sostenuti in gran parte con risorse proprie, che non avrebbero ragion d’essere se Cà Foscari non avesse a cuore lo sviluppo sostenibile di Venezia.

Vi ringrazio per l’attenzione e porgo il più cordiale saluto,”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto