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28 novembre 2013

Università di Trento e 3 Italia siglano protocollo d’intesa

Università di TRENTO – Sicurezza aziendale: Università di Trento e 3 Italia siglano protocollo d’intesa

Università di Trento

Università di Trento

Al via la prima attività di ricerca mirata a rilevare in modo automatico i furti di identità.

Previste ricerche in materia di sicurezza aziendale per fornire ai clienti strumenti per la sicurezza personale fruibili anche tramite cellulare

Sarà la rilevazione automatica delle frodi di identità nella telefonia mobile la prima attività di ricerca a inaugurare la collaborazione tra Università di Trento e l’operatore mobile “3”, stabilita dal protocollo d’intesa su ricerca e formazione in materia di sicurezza aziendale, firmato da Università di Trento e 3 Italia. Le altre attività contemplate dal protocollo d’intesa riguardano la realizzazione di programmi di ricerca applicata, l’organizzazione e la partecipazione a seminari e convegni, attività didattiche e formative e la pubblicazione delle ricerche comuni.

Il protocollo è stato sottoscritto dalla rettrice dell’Università di Trento Daria de Pretis, e dalla delegazione della compagnia telefonica “3”, composta da Fabio Missori, General Counsel Director della società di telefonia mobile, e Roberto Cosa, Business Security Director. Alla firma era presente anche Andrea Di Nicola, criminologo del Dipartimento “Facoltà di Giurisprudenza” e coordinatore scientifico di eCrime. Con la firma del protocollo si avvia un percorso di collaborazione tra 3 Italia, il gruppo di ricerca eCrime dell’Università di Trento e vari professori dell’Ateneo trentino, che vedrà anche il coinvolgimento della cattedra di Criminologia presso la sezione di Medicina legale del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano (titolare dell’insegnamento: Isabella Merzagora) per le azioni che incideranno sulla situazione della provincia di Milano e quelle aventi ad oggetto ricerca criminologica clinica.

«La firma di questo protocollo con l’Università di Trento è una tappa importante e in questa collaborazione riponiamo fiducia» dice Fabio Missori, General Counsel Director. Che aggiunge: «Per ottenere risultati innovativi in materia di sicurezza aziendale è essenziale fare dialogare l’azienda con la ricerca criminologica applicata e interdisciplinare. La ricerca, in particolare, può aiutare a ridurre drasticamente i costi aziendali dovuti a frodi e irregolarità e ad altre attività illecite». Roberto Cosa, responsabile Business Security 3 Italia, aggiunge: «Molte delle azioni che realizzeremo nell’ambito di questo protocollo avranno poi anche l’obiettivo di elaborare strategie aziendali basate sulla sicurezza. Non solo lavoreremo con l’Università di Trento per arrivare a servizi sempre più sicuri per i nostri clienti, ma anche per offrire loro strumenti per la sicurezza personale fruibili tramite cellulare».«Credo – conclude Di Nicola – che potremo fare grandi cose insieme, sia a livello di ricerca che di formazione, e che i prossimi anni saranno entusiasmanti. Sono contento che nell’Università di Trento stiamo riuscendo a realizzare una criminologia interdisciplinare, che collega scienze sociali, diritto, matematica e statistica, con l’ICT, e che è l’unica strada da seguire per realizzare percorsi come questo. Da noi sono presenti e dialogano tutte le figure necessarie (criminologi, statistici esperti in indagini campionarie e analisi di rischi, data miner con esperienza nell’analisi di big data, informatici e sociologi specializzati in analisi semantica, giuristi esperti in privacy) per condurre ricerca applicata nel settore della sicurezza aziendale che possa portare a risultati concreti. Spero che la nostra ricerca possa essere di supporto a 3 Italia, come anche che questa collaborazione porti ricadute concrete per noi e per i nostri studenti anche dal punto di vista della formazione e della didattica».

Cosa prevede il protocollo Università di Trento e 3 Italia

Nello specifico l’Università di Trento e 3 Italia si impegnano, nei prossimi anni, a collaborare allo sviluppo di applicazioni informatiche, alla realizzazione di strumenti e alla definizione di linee guida in tema di ricerca applicata ed interdisciplinare, di informazione, di formazione nel settore della sicurezza aziendale, con particolare riguardo all’analisi ed agli interventi relativi alle frodi aziendali, ai crimini d’identità, ai rischi aziendali, alla realizzazione di strumenti ICT per la gestione della sicurezza aziendale, per elevare le tutele a favore dei clienti di 3 Italia come espressione di responsabilità sociale di impresa. Prevedono altresì di redigere insieme proposte progettuali di ricerca applicata finanziabili dai programmi UE di supporto alla ricerca aventi ad oggetto questi temi.

In particolare il protocollo contempla:

  • la realizzazione di specifici programmi di ricerca applicata;
  • l’organizzazione di e la partecipazione a seminari e convegni;
  • l’organizzazione e la partecipazione ad attività didattiche e formative, incluso corsi di alta formazione;
  • la pubblicazione delle ricerche comuni. Le prime azioni

    La prima attività di ricerca che partirà a breve nell’ambito del protocollo riguarderà la rilevazione automatica delle frodi di identità ai danni di 3 Italia. I ricercatori di eCrime, usando dati 3 Italia, lavoreranno per generare regole di supporto ai processi aziendali di fraud-detection e provvederanno alla manutenzione periodica di tali regole.Le frodi di identità, che nel caso specifico consistono nella sottrazione fraudolenta dell’identità altrui o l’uso di un’identità fittizia, per appropriarsi illegalmente di beni o servizi della compagnia mobile, rappresentano un grave danno per 3 Italia come per tutte le società telefoniche. L’attività di ricerca cercherà di offrire strumenti per ridurre questi costi, contribuendo a tutelare la società e i suoi clienti.

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