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10 dicembre 2013

All’Università degli Studi di Trento innovazione nello sport

Università degli Studi di TRENTO – In trentino un centro internazionale per l’innovazione nello sport la firma di una dichiarazione d’intenti chiude la conferenza di rovereto

I grandi eventi sportivi come acceleratore di sviluppo per i territori che li ospitano: il messaggio della conferenza internazionale di Rovereto su Sport e innovazione alla vigilia dell’avvio dell’Universiade. Competizione serrata ma nel rispetto delle regole, spirito di squadra, valorizzazione del merito: ecco come lo sport può ispirare anche le università.

Il presidente della CRUI Paleari: “Lo sport è una sfida per le università italiane. L’Universiade sarà un esempio di quanto questi due mondi siano vicini”. In serata atteso l’arrivo della torcia dell’Universiade: ultima tappa prima dell’inaugurazione di domani

Lo sport è un linguaggio universale. Ha un valore sociale e un valore economico. Può essere fonte di ispirazione per la ricerca e spingere l’innovazione in un’ottica interdisciplinare e una forte propensione al trasferimento tecnologico. Sono questi i capisaldi della dichiarazione che è stata resa nota questo pomeriggio al Mart di Rovereto a chiusura della due giorni della conferenza internazionale “University Sport. Inspiring Innovation”, promossa dall’Università degli Studi di Trento e dalla FISU alla vigilia dell’appuntamento con l’Universiade Trentino 2013. Una dichiarazione significativa, che ha visto l’assunzione di un impegno da parte del mondo universitario, politico, imprenditoriale e sportivo, a promuovere una nuova idea di sport come volano di sviluppo. Primi firmatari di questo documento sono stati oggi, tra gli altri, il presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), Stefano Paleari, il presidente della FISU, Claude-Louis Gallien, il direttore dell’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, Giovanni Panebianco, il presidente del CONI, Giovanni Malagò, il presidente del CUSI, Leonardo Coiana, la rettrice dell’Università degli Studi di Trento, Daria de Pretis e il presidente dell’Università degli Studi di Trento, nonché presidente del Comitato d’onore dell’Universiade, Innocenzo Cipolletta.

Il documento costituirà il punto di partenza per attivare un gruppo di lavoro e una serie di interventi per dare voce alla nuova alleanza tra sport e università. Un movimento di interesse che, partendo proprio da Rovereto, potrà diffondersi a livello nazionale e internazionale. L’impegno contenuto nella dichiarazione sarà su due livelli principali. Da un lato si spingerà a promuovere una forte connessione con il mondo industriale e imprenditoriale. Dall’altro, a livello accademico, si farà leva sulle università affinché promuovano programmi di doppia carriera per i giovani studenti-atleti e sfruttino lo sport e il sistema di valori ad esso collegato come strumento efficace di educazione e come spunto per l’innovazione nella ricerca.
Nella dichiarazione è infine rivolto un appello alle istituzioni pubbliche affinché riconoscano nello sport uno strumento utile per affrontare alcune delle grandi sfide sociali del 21 secolo, come l’invecchiamento della popolazione, l’obesità, l’immigrazione, la povertà o la sostenibilità ambientale. Per raggiungere questi obiettivi sarà costituito entro tre mesi un panel internazionale di esperti provenienti dal mondo universitario, politico, sportivo e imprenditoriale coordinato dalla FISU con il compito di stendere un piano di lavoro che comprenderà anche l’organizzazione di un’altra conferenza internazionale su università e sport per l’innovazione. Passo successivo sarà la creazione di un centro internazionale per l’innovazione attraverso lo sport che avrà sede in Trentino e sarà coordinato dall’Università degli Studi di Trento e dalla FISU con la collaborazione dello European Institute of Technology.

La conferenza internazionale, che si è chiusa oggi con la firma di questa dichiarazione è servita anche a fare il punto su quanto sport e università siano in effetti mondi strettamente connessi. «La competizione tra le università avrebbe molto da imparare dallo sport – ha dichiarato Stefano Paleari, presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) – a cominciare dal rispetto delle regole e dallo spirito di squadra. In effetti tra sport, ricerca e università ci sono molti parallelismi: basti pensare al concetto di record, che si ispira a qualcosa che non è mai stati fatto prima, o alla competizione, che nello sport ha regole e arbitri che possono dare una missione a chi vince e a chi perde. Questo forse è su cui si può lavorare di più e che lo sport insegna: anche nel mondo dell’università non può esserci competizione se non ci sono regole condivise. Gli accademici, così come gli atleti, sono sempre alla ricerca di qualcosa che li stimoli, che migliori le loro prestazioni e competenze. Per loro, così come per gli atleti, è importante fare rete, essere in contatto e in continua competizione virtuosa con gli altri in uno sforzo perenne per migliorarsi e per innovare. Lo sport, così come l’università, deve essere indipendente. Solo così può portare beneficio alla società e creare un “welfare di opportunità”. In questo senso, l’Universiade che sta per cominciare in Trentino rappresenta davvero un punto di partenza per dimostrare quanto sport e università siano vicini».

Cambiare il modo in cui vedono loro stessi: questo è il primo, più importante vantaggio che le città o i territori hanno nell’ospitare grandi eventi sportivi di carattere internazionale. A ricordarlo questa mattina all’apertura dei lavori sono stati Debra Mountford dell’OECD Paris e Mike Emmerich, consulente per lo sviluppo della città di Manchester, autore di uno dei più significativi interventi di riqualificazione mai tentati per una città post industriale di queste dimensioni. Ospitare eventi sportivi – come l’Universiade, che domani si aprirà ufficialmente in Trentino – se a monte vi è un piano strategico ben strutturato, può garantire a un territorio non solo alta visibilità e prestigio internazionale, ma anche un forte ritorno economico, con ricadute tangibili sull’indotto e sull’occupazione perché permette di trasformare gli investimenti locali in una questione di priorità nazionale. Consente di stringere nuove e strategiche collaborazioni internazionali, di creare nuove e solide connessioni tra mondo imprenditoriale, l’università e la ricerca e di riunire un territorio attorno ad un obiettivo comune, creando coesione e fiducia, utili anche per reagire in modo positivo ad una situazione di difficile congiuntura economica come quella che l’Italia sta attraversando. Sullo stesso tema Oleg Matytsin, primo vicepresidente della FISU, è intervenuto per portare la testimonianza del cambiamento radicale e dei benefici decisivi che l’Università di Kazan e l’intera comunità hanno potuto ottenere nell’ospitare l’Universiade estiva 2013.

La conferenza dell’Università degli Studi di Trento è proseguita poi nel pomeriggio con l’intervento di Antonello Marega, presidente di Epsi (European Platform for Sport innovation) che ha parlato del legame tra sport e società tra business, tecnologia e salute. Spazio poi alla la tavola rotonda finale, dedicata a Università e sport, nell’ambito della quale è stata sottoscritta la dichiarazione d’intenti. Per l’occasione anche il vice presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, e il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Enrico Giovannini, hanno fatto pervenire un videomessaggio a sostegno dell’Universiade e della conferenza internazionale.

In chiusura di giornata all’Università degli Studi di Trento, l’appuntamento con una sessione speciale, dedicata all’Innovazione. “Sport, imprese senza limiti” promossa da Corriere Innovazione che ha dato voce ad atleti, imprenditori e ricercatori sullo sport come volano di innovazione, ricerca, sviluppo e rilancio del Paese.

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