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17 dicembre 2013

All’Università degli Studi di Udine il Processo Simulato

Università degli Studi di UDINEIntervento in Siria, decadenza da senatore e appalti comunali: in scena il processo simulato all’Università degli Studi di Udine

Gli studenti di diritto internazionale dell’Università degli Studi di Udine davanti alla Corte presieduta dal sindaco Honsell, con il Rettore dell’Università degli Studi di Udine De Toni ed esponenti delle istituzioni. Venerdì 20 dicembre dalle 15 nell’aula 2 del polo economico-giuridico

Venerdì 20 dicembre dalle 15 nell’aula 2 del polo economico-giuridico dell’Università degli Studi di Udine, in via Tomadini 30/A a Udine, gli studenti del corso di diritto internazionale dell’ateneo saranno i protagonisti di un vero e proprio processo con tre udienze – alla Corte di giustizia europea, alla Corte costituzionale e al Tribunale di Udine – discusse davanti a una Corte d’eccezione, presieduta dal sindaco della città di Udine, Furio Honsell, e dal rettore dell’Università degli Studi di Udine, Alberto Felice De Toni, e costituita da rappresentanti di istituzioni, della comunità accademica ed economica cittadina. Il processo simulato coinvolge annualmente dal 2006 gli studenti ddell’Università degli Studi di Udine impegnandoli in una messa in scena curata nei minimi dettagli, esattamente come i processi che si svolgono nelle aule dei tribunali reali.

Il primo caso all’Università degli Studi di Udine tratta dell’intervento armato in Siria da parte degli Stati dell’Unione Europea dopo l’uso di armi chimiche contro i cittadini siriani, considerato violazione dei diritti umani. Il Consiglio dei ministri dell’UE autorizza l’intervento, ma si oppongono la Repubblica federale di Germania e Amnesty International, che sostengono, invece, che l’atto sarebbe contrario al diritto internazionale consuetudinario e a quello pattizio, mancando una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu e non essendo giustificato da motivi di legittima difesa.

Nel secondo caso all’Università degli Studi di Udine, la Corte costituzionale, adita dalla Giunta del Senato, dovrà pronunciarsi sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi alla luce del diritto interno e dell’Unione Europea, dopo aver evidentemente verificato se l’istituzione a quo presenta le caratteristiche di organo giurisdizionale. Il terzo caso, infine, vedrà l’Impresa X e Ance contrapposte al Comune di Udine e all’Avvocatura dello Stato per questioni di pagamento dei lavori eseguiti su gara d’appalto: il problema nel merito è se la norma azionale di cui al patto di stabilità interno è coerente, o viola, il diritto dell’Unione Europea, e segnatamente la direttiva 7 del 2011.

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