• Google+
  • Commenta
12 dicembre 2013

Cattolica: premi da 1000 euro per “Statistica, Open Data e Società”

Università Cattolica del Sacro Cuore– Tre premi da 1000 euro ai vincitori del contest “Statistica, Open Data e Società” all’Università degli Studi della Cattolica

Cattolica

Cattolica

Università Cattolica e Comune di Milano premiano i migliori prodotti che valorizzano l’utilizzo degli Open Data

Proposte di utilizzo degli Open Data attraverso elaborazioni statistiche al fine di “leggere” la realtà cittadina e creare un supporto alle decisioni: sono i 21 prodotti realizzati da 28 partecipanti al contest “Statistica, Open Data e Società”, promosso dall’Università Cattolica e dal Comune di Milano nell’anno internazionale della statistica.

Il progetto si inserisce nell’ambito delle iniziative di valorizzazione degli Open Data (OD) del Comune di Milano con la collaborazione scientifica del dipartimento di Scienze statistiche e del Laboratorio di statistica applicata alle decisioni economico aziendali dell’Università Cattolica.

Venerdì 13 dicembre presso l’Acquario Civico di Milano (via Gadio, 2) alle ore 18 si svolgerà la premiazione – con 1000 euro ciascuno – dei tre prodotti vincitori relativi a tre categorie: miglior prodotto, miglior prodotto under 30 (finanziati da Nunatac), miglior ricerca sociale (finanziato da Synergia).

Introdurrà Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca, Guido Consonni, presidente della Giuria “Statistica, Open Data e Società” dell’Università Cattolica, Alessandro Rosina, direttore del Laboratorio di Statistica applicata alle decisioni economico-aziendali” dell’Ateneo.

Seguiranno gli interventi di Nicola Torelli, presidente della Società Italiana di Statistica, e Marco Alfieri, direttore de Linkiesta.

Per la valutazione dei prodotti sono state prese in considerazione la creatività e l’originalità, il contenuto informativo del prodotto (anche in termini di conoscenza della realtà cittadina), l’adeguatezza e pertinenza del trattamento dei dati. Il 61,9% dei prodotti provengono da under 30, il 38,1% ha come autore una donna, il 41,9% sono in forma di infografica, app o presentazioni, il 58,1% in forma di tesi, articolo o report.

Un’analisi interessante premiata è stata realizzata sulle nascite per età della madre a Milano. Si tratta di uno studio di grande importanza per i decisori in ambito pubblico perché entra nel dettaglio degli aspetti socio-demografici, come: la differenza nella fecondità tra le diverse aree milanesi; l’età delle madri alla nascita dei figli che varia tra i 31,4 e i 35 anni; la probabilità di avere un figlio dopo i 40 anni, sotto il 15% in Italia, che arriva in un’area milanese al 21%; la probabilità di avere un figlio prima dei 25 anni, che è notevolmente scesa nel tempo e arriva in alcune aree al 15%.

Un altro prodotto premiato ha concentrato l’analisi sulla quantità di servizi presenti in ogni quartiere di Milano, raggruppandoli in cinque tipologie: servizi sociali, aggregazione, cultura, sport, aree verdi. E’ stato calcolato il numero di servizi presenti in ciascun quartiere e la densità di essi rispetto all’area del quartiere corrispondente. Una mappa tematica visualizzabile sul sito Opengis Italia Statmi Bene permette al visitatore di personalizzare lo studio,  associando a ciascuna tipologia di servizio di interesse un peso specifico. Cliccando su un quartiere si potranno poi ottenere alcune informazioni di dettaglio, quali la percentuale di area verde e il numero di servizi per ciascuna categoria.

Al tema della povertà urbana e della deprivazione con particolare riferimento ai giovani è dedicato il prodotto premiato nella categoria “ricerche sociali”. La presenza o assenza di strutture scolastiche, centri di aggregazione giovanile, biblioteche, strutture sportive e mediche, influisce sulla crescita del giovane e sul suo divenire un adulto responsabile e coinvolto nello sviluppo del contesto urbano in cui vive. Il prodotto analizza la dislocazione di scuole, strutture informative e culturali nelle diverse aree, in relazione alla quantità di giovani presenti a Milano. La crescita è dovuta esclusivamente all’incidenza della popolazione straniera: nella fascia 0-14 nel 2001 gli stranieri erano il 12,9% e sono saliti al 23,7% nel 2011.

Dall’analisi emerge il rischio di un peggioramento progressivo della condizione dei giovani e delle condizioni di benessere generale nelle aree con strutture più carenti.

Il contest promosso da Università Cattolica e Comune di Milano si basa sul principio, proprio degli Open data, che i dati pubblici appartengono alla collettività e come tali devono essere utilizzabili senza restrizioni da chiunque, anche per favorire la democrazia partecipativa dei cittadini che in tal modo diventano maggiormente consci della realtà in cui vivono.

Ad oggi (dati aggiornati ad ottobre 2013) sono presenti in Italia oltre 7900 dataset rilasciati in formato aperto da oltre 70 amministrazioni. Un valore triplicato nell’ultimo anno e mezzo (erano circa 2000 a marzo 2012)  a testimonianza della forte crescita e del vasto interesse pubblico nei confronti di questi dati.

Il portale Open Data del Comune di Milano (dati.comune.milano.it) è presente dall’ottobre 2012 ed ha al momento raggiunto quota 161 dataset disponibili e scaricabili su vari temi (economia, demografia, istruzione, trasporto pubblico, tempo libero, ecc.). Gli argomenti più scaricati dal portale Open data del Comune di Milano (Ottobre 2013) sono i dati demografici (448 download), traffico e trasporti (308 download), economia (258 download), sociale (161 download).

Il progetto Open data viene così spiegato dall’assessore Cristina Tajani: “Grazie a questo contest abbiamo ulteriormente valorizzato il patrimonio informativo contenuto nel portale Open Data mostrando l’utilità di queste informazioni per comprendere meglio le trasformazioni della città. Grazie ai set di dati pubblicati su quartieri, popolazione e servizi disponibili, le informazioni in possesso dell’Amministrazione sono diventate opportunità di crescita tradotte in lavori che possono essere venduti sul mercato da studenti e ricercatori”.

Google+
© Riproduzione Riservata