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3 dicembre 2013

Unict: Sistema Universitario per Azione Universitaria Unict

Università degli Studi di CATANIA – “Il sistema universitario italiano per come lo conosciamo va profondamente e radicalmente  cambiato.”  Queste le dichiarazioni dell’Ass. Azione Universitaria dell’Unict

Al fine di comprendere e conoscere da vicino l’Associazione Azione Universitaria Unict, e avvicinarci ad una delle realtà del campus dell’Unict, abbiamo sentito il Presidente di AU Unict Di Mauro.

Sarà lo stesso Di Mauro a raccontarci cosa pensano gli studenti dell’Unict sul sistema  universitario e quali sono le esigenze di giovani studenti e  laureandi.

Presidente Di Mauro, potrebbe rendere edotti i nostri giovani lettori in merito ai principali obiettivi dell’Associazione Azione Universitaria Unict?

“Azione Universitaria è un’associazione studentesca che opera all’interno degli atenei italiani da decenni; un punto di riferimento nella realtà universitaria italiana, che ha lo scopo di cambiare ciò  che di buono non c’è e di tutelare ciò che invece di buono è già stato acquisito ed è stato  consegnato sino ad oggi. Tanti importanti obiettivi, sono all’ordine del giorno, quali: la difesa del  diritto allo studio, attraverso l’opera di quotidiano sindacalismo studentesco, per tutti gli studenti,  di tutte le fasce, in ottemperanza al dettato costituzionale; la formazione culturale dell’individuo  oltre l’università -attraverso la creazione di conferenze tematiche, cineforum e attività formative  che possano contribuire alla partecipazione attiva alla vita universitaria di ragazzi in carne ed ossa  e non di numeri di matricola; e l’aiuto e il sostegno in prima persona, tra bandi e sessioni d’esami,  moduli e richieste didattiche, per cercare di risolvere tutti i problemi e le controversie presenti  all’interno del cammino universitario”.

Qual è la Sua opinione in merito al Sistema Universitario per l’Unict e nell’Italia tutta?

“Il sistema universitario italiano per come lo conosciamo va profondamente e radicalmente  cambiato. Si tratta di un percorso che non riesce a preparare a dovere gli studenti al mercato del  lavoro, né ad essere competitivi con i colleghi europei e mondiali.

Fa riflettere come a Catania siano stati chiusi corsi come quello di Economia e Gestione delle Imprese Turistiche, il quale, con  la formazione di classi altamente specializzate, poteva rappresentare una chiave di volta per un  collegamento immediato al mercato del lavoro ed essere volano per il riscatto del turismo e  dell’economia siciliana.  Inoltre, quella universitaria, è una realtà che scarseggia di meritocrazia, dai vertici alla base, e dove ancora oggi regnano indiscusse e ben radicate baronie che dettano leggi e contro leggi.  Non è un sistema a misura di studente come non lo è la società che ci circonda.

Nei Paesi del Nord Europa gli studenti hanno libero accesso ai cinema, ai musei, ai teatri e ad ogni tipo di  attività che possa accrescere il loro bagaglio culturale; per non parlare dei mezzi di trasporto  pubblici, anche questi gratuiti.

Lo studente deve poter rappresentare con la sua figura la speranza della società nel futuro, e in tal senso dovrebbe ruotare tutto intorno alla sua preparazione accademica e personale; in Italia invece, lo studente viene classificato come il relitto delle  categorie sociali. Fior fior di ministri e onorevoli l’hanno etichettato negli anni (choosy, sfigato,  fannullone) ma senza far nulla, lasciandolo completamente solo e abbandonato, tra una burocrazia  imperante e la totale assenza di stimoli. Anche se potrò sembrare dura in questa analisi, lo  ammetto, purtroppo non si tratta che della cruda realtà”.

In collaborazione con Antonio Migliorino

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