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3 dicembre 2013

Università degli Studi di Pisa: dal Nobel per lo Z al Nobel per l’Higgs

Università degli Studi di PISA – «Dal Nobel per lo Z al Nobel per l’Higgs» all’Università degli Studi di Pisa

Università degli Studi di Pisa

Università degli Studi di Pisa

Al Polo Fibonacci un incontro sulla storia della fisica delle particelle, dalle scoperte di Rubbia e Van Der Meer quelle di Higgs ed Englert

Mercoledì 4 dicembre, alle ore 15.00, nell’Aula magna del Polo Fibonacci, in Largo Bruno Pontecorvo, si terrà l’incontro “Dal Nobel per lo Z al Nobel per l’Higgs”, un’iniziativa che intende ricordare la scoperta dei bosoni W/Z del 1982-83 – che ha portato al premio Nobel per Carlo Rubbia e Simon Van Der Meer nel 1984 – e la scoperta del bosone di Higgs del 2012 – che ha portato all’assegnazione del premio Nobel a Peter W. Higgs e François Englert nel 2013. All’incontro, presieduto da Francesco Fidecaro, direttore del dipartimento di Fisica dell’Ateneo, parteciperanno Mario Calvetti (Università di Firenze e INFN), Luigi Di Lella (CERN), Vincenzo Cavasinni – Università degli Studi di Pisa e INFN). L’iniziativa è promossa dal dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Pisa, dalla Sezione INFN di Pisa e dal Consiglio degli studenti.

La scoperta dei bosoni W e Z, mediatori delle interazioni elettrodeboli, ha segnato un traguardo essenziale per la comprensione della fisica delle particelle elementari. Saranno ricordate le motivazioni teoriche per l’esistenza di queste particelle e le sfide sperimentali affrontate per la messa in opera del collisionatore protone-antiprotone al CERN e degli apparati sperimentali, UA1 e UA2, necessari per la loro scoperta. L’origine della massa di queste particelle, tuttavia, è stato uno degli interrogativi teorici e sperimentali più importanti degli anni seguenti.

La teoria proposta da Higgs, Englert e Brout nel 1964 risolveva questo problema ipotizzando l’esistenza di una nuova particella, il bosone di Higgs. La ricerca di questa particella ha motivato la costruzione e messa in opera al CERN di uno dei più grandi esperimenti scientifici mai concepiti costituito dal collisionatore per protoni, LHC, e dai due rivelatori ATLAS e CMS. La scoperta del bosone di Higgs nel 2012 è stato il coronamento di anni di ricerche di una comunità di ricercatori, tecnologi e tecnici provenienti dai quattro continenti. Uno dei canali per dimostrare l’esistenza dell’Higgs è stato la misura del suo decadimento in coppie di bosoni Z in cui il bosone Z, scoperto 30 anni prima, diventa uno strumento di ricerca di nuovi segnali di fisica.

Agli esperimenti UA2, ATLAS e CMS hanno dato contributi fondamentali docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Pisa, della Scuola Normale Superiore e della Sezione di Pisa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

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