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Morta la Prof Elena Fasano Guarini, Commemorazione all’Unipi

Redazione Controcampus 27 Febbraio 2014
R. C.
19/06/2021

Università degli Studi di Pisa - È scomparsa la professoressa Elena Fasano Guarini, a lungo docente di Storia moderna presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Pisa.

 

Domani 28 febbraio 2014, alle ore 10.30, nell’aula Multimediale di Palazzo Ricci, si terrà una commemorazione della professoressa.

Elena Fasano Guarini, nata a Milano il 16 aprile 1934, è stata a lungo professore ordinario di Storia moderna presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Pisa.

Allieva della Scuola Normale Superiore (1952-1955) come vincitrice del primo concorso di ammissione aperto anche alle donne, si è laureata in Lettere all’Università di Pisa e, successivamente, è stata borsista presso l’Istituto italiano di studi storici di Napoli. Dal 1958 al 1963 ha lavorato a Parigi, alla VIe section de l’Ecole Pratique des Hautes Etudes, sotto la direzione dì F. Braudel, con la qualifica di Préparateur de recherche. Rientrata in Italia, nell’ambito del progetto sull’Atlante storico italiano diretto da M. Berengo, L. Gambi, G. Martini, ha usufruito di contratti del CNR grazie ai quali ha svolto la ricerca per la redazione della Carta del Granducato di Toscana che, pubblicata nel 1973, è rimasta un unicum nell’impresa, e a tutt’oggi costituisce un modello ineguagliato di cartografia storica.

Dal 1969 è stata incaricata di Storia medievale e moderna, e poi di Storia moderna all’Università di Cagliari, dove è stata anche assistente ordinario di Storia moderna. Con l’anno accademico 1973-74 ha iniziato a insegnare alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Pisa come professore incaricato di Storia degli antichi stati italiani. Vinto il concorso di professore ordinario di Storia moderna nel 1980, Elena Fasano Guarini dal 1980 al 1983 ha tenuto la cattedra di Storia moderna all’Università di Urbino, e nel 1984 è stata richiamata come professore ordinario di Storia moderna dalla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Pisa, di cui è stata anche preside dal 15 febbraio 1994 al 1° novembre 1997, dopo aver ricoperto le cariche di Direttore del Dipartimento di Storia moderna e contemporanea (dal 1985 al 1987) e di Presidente del Corso di Laurea in Storia. Per meriti culturali era stata insignita del Cavalierato della Repubblica. È andata in pensione nel 2008. Nel 1998 è stata insignita dell’Ordine del Cherubino e nel 2012 è stata nominata Professore Emerito.

Nel corso della sua intensa attività di studiosa, Elena Fasano Guarini si è mossa secondo tre direttrici che rinviano ai seguenti ambiti: la storia degli antichi stati italiani, con particolare riferimento al Gran Ducato di Toscana; la storia del pensiero politico e delle istituzioni nella prima età moderna; la riflessione storiografica e metodologica.

Sulla storia della Toscana tra XVI e XVIII secolo, sempre analizzata in una prospettiva comparativa, a dimensione delle conoscenze, quanto in termini di rinnovamento delle categorie analitiche e degli approcci metodologici, sicché gli studi di Elena Fasano Guarini nel settore sono diventati punti di riferimento per tutti gli storici della prima età moderna, sia in Italia che all’estero. La partecipazione di Elena Fasano Guarini a seminari e convegni internazionali (Francia, Gem1ania, Inghilterra, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America) prova non solo la ricchezza delle sue relazioni accademiche e scientifiche, ma anche la risonanza che le sue ricerche, proprio per le ragioni suddette, hanno nella comunità scientifica internazionale. In generale Elena Fasano Guarini, nel corso delle sue ricerche sulla Toscana moderna, ha analizzato i processi di trasformazione che tra Cinque e Settecento hanno portato in Toscana, e più generalmente in Italia, a nuovi assetti statali, urbani, e più specificamente territoriali. In questo ambito, comunque, alcuni lavori non possono non essere rammentati: Lo stato mediceo di Cosimo I (Firenze, Sansoni, 1973); Città soggette e contadi nel dominio fiorentino (1976); Potere centrale e comunità soggette (1977); La Maremma senese nel granducato mediceo (dalle “visite” memorie del tardo Cinquecento) (l979); Siena nel granducato mediceo (1980); Gli statuti delle città soggette (1991).

Infine bisogna ricordare l’opera di coordinamento svolta da Elena Fasano Guarini, per la ricerca e la redazione del volume collettaneo della Storia di Prato diretta da F. Braudel, Un microcosmo in movimento (1494-1815) (Firenze-Prato, Le Monnier-Comune di Prato, 1986) e la Sintesi ivi pubblicata, dove Elena Fasano Guarini, proprio avvalendosi delle sue competenze nel suddetto settore di studi, ha dato vita a un volume che è stato giudicato un modello esemplare di storia di una realtà urbana in età moderna, conseguendo risultati ancor oggi ineguagliati e dal punto di vista metodologico e dal punto di vista storiografico.

Elena Fasano Guarini, nel corso della sua attività di studiosa, non solo ha prodotto ricerche sempre più originali e innovative, ma ha anche diretto e animato iniziative collettive che hanno avuto per esito la redazione di volumi caratterizzati dalla simultanea qualità di essere scientificamente rigorosi e indirizzati a un più largo pubblico, per rispondere alla forte attenzione che la studiosa ha di continuo manifestato verso un rapporto costante con le istituzioni pubbliche e con i cittadini, quali destinatari della attività di studio e di ricerca (Il Principato, vol. III di Storia della civiltà toscana, Firenze, Le Monnier, 2003; in collaborazione con G. Petralia e P. Pezzino, Storia della Toscana, Roma-Bari, Laterza, 2004, voll. 2; La Provincia di Pisa (1856-1990), Bologna, il Mulino, 2004).

La seconda linea di ricerca di Elena Fasano Guarini si è articolata attorno al problema degli apparati istituzionali e alla questione della riflessione politica nella prima età moderna, intorno al pensiero di Machiavelli e al repubblicanesimo rinascimentale. L’analisi delle istituzioni è sempre stata condotta con una grande attenzione verso le concrete pratiche di potere che le hanno animate e pervase nel corso del tempo e quindi si è affiancata all’analisi dei modi con cui tali pratiche di potere sono state rappresentate. In questa prospettiva Elena Fasano Guarini si è mossa indagando non solo i contenuti e le forme del discorso politico, ma anche, secondo le tendenze le più recenti, analizzando il linguaggio politico e le immagini che da questo scaturiscono come sua rappresentazione più immediata.

Per quanto riguarda il terzo aspetto dell’attività scientifica di Elena Fasano Guarini, in una ricca produzione di riflessione storiografica e metodologica, i riferimenti più significativi sono la raccolta antologica di saggi Potere e società negli stati regionali italiani tra ‘500 e ‘600, Bologna, il Mulino, 1978 (2a ed. 1994) con un’ampia Introduzione, un volume che è diventato un testo di riferimento tanto in abito scientifico che didattico; Centro e periferia. Accentramento e particolarismi, in G. Chittolini, A. Molho, P. Schiera (a c.), Origini dello stato, Bologna, il Mulino, 1994 (trad. inglese 1995 e 1996); «Terre» marchigiane e Stato pontificio nell’itinerario biografico di G.B. Zenobi, in G. Signorotto (a c.), La ricerca storica e l ‘opera. di Bandino Giacomo Zenobi, Urbino, Quattroventi, 1996; État moderne et anciens états italiens dans l’historiographie récente en Italie, «Revue d’histoire moderne et contemporaine», 1998; L’assolutismo, in F. Benigno (a c.), Storia moderna, Roma, Donzelli, 1998; Geographies of Power: the territorial State in Early Modern Italy, J.J. Marin (ed.), The Renaissance Italy and abroad London, Routledge, 2003.

Di recente pubblicazione sono infine le due raccolte di saggi dedicate a L’Italia moderna e la Toscana dei Principi, dell’editore Le Monnier e a Repubbliche e principi. Istituzioni e pratiche di potere nella Toscana granducale del ‘500-‘600, per il Mulino.

© Riproduzione Riservata
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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto