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Università di Trento: riflessione di Romano Prodi all’Unitn

Redazione Controcampus 5 Febbraio 2014
R. C.
16/06/2021

Università di TRENTO - «L’Europa è un laboratorio, non un museo» La riflessione di Romano Prodi, ospite dell'Università di Trento, sulle potenzialità del “Vecchio Continente” e sulle opportunità dell’Italia.

La vitalità del tessuto imprenditoriale di piccole e medie imprese va sostenuta con adeguate politiche industriali.

La partita delle riforme, la pressione del rigore sul debito e la crescita da rilanciare: analisi dei problemi e dei talenti del Paese

Riforme, competitività delle piccole e medie imprese italiane, disoccupazione “tecnologica”, potenziale economico dei Paesi emergenti: sono queste le parole chiave attorno a cui oggi pomeriggio Romano Prodi è intervenuto aall’Università di Trento in un dialogo aperto con studenti, ricercatori, professori e tanti cittadini. I temi dei dibattito hanno preso le mosse da una sintesi delle numerose domande – circa una quarantina – arrivate tramite la rete, al sito dell’Università di Trento. Sul tavolo le problematiche e le sfide che attendono l’Unione Europea e i governi nazionali alle prese con la coda della crisi economica e con la crescente competizione globale. Sullo sfondo anche il prossimo semestre italiano, appuntamento che offrirà al nostro Paese un’occasione di riscatto e di leadership. L’ex premier (per due volte, dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008) e presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004, nonché docente universitario, Romano Prodi, è intervenuto rispondendo con disponibilità e franchezza alle domande del pubblico, numeroso e attento, presente in sala, nell’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza, completamente aperta per l’occasione. Ad accoglierlo e introdurlo con il benvenuto della comunità accademica e della cittadinanza, la rettrice Daria de Pretis e il promotore dell’incontro, il docente Michele Andreaus (responsabile del corso di laurea magistrale in Management del Dipartimento di Economia e Management e presidente della Fondazione Trentino Università).

Prodi ha accettato l’invito dell’Università di Trento a tenere un intervento e a confrontarsi con la comunità accademica e con la cittadinanza sul ruolo che il nostro Paese potrà avere in futuro nello sviluppo sociale ed economico e nella partita delle riforme cruciali che dovranno essere affrontate in una prospettiva europea. «Stiamo attraversando una fase di cambiamento enorme – ha esordito Prodi – e viviamo in un mondo completamente diverso rispetto a qualche decennio fa, quando lo scenario globale, dal punto di vista economico e militare era dominato dall’influenza degli Stati Uniti. Il ritorno sulla scena internazionale della Russia e la forte spinta al cambiamento – di cui saranno emblema le prossime olimpiadi di Sochi – unita alle pressioni dei Paesi emergenti, primi fra tutti la Cina, hanno cambiato gli equilibri mondiali e hanno contribuito a mettere l’accento sulle disuguaglianze sociali ed economiche e a rimarcare le spinte nazionalistiche». Nella riflessione introduttiva sugli scenari di politica internazionale, Prodi ha dedicato un focus particolare alla Cina (dove «la trasformazione economica e sociale con lo spostamento dei cinesi dalle campagne alle città non è ancora compiuta, ma già i problemi globali si fanno pressanti»), e ai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, con la Turchia in prima fila.

Avvicinandosi alle questioni europee, Prodi ha poi riflettuto sulle difficoltà di affermazione del primato economico e politico dell’Europa a livello globale. «Sapevamo che una moneta unica non poteva sostenere l’Europa senza una politica monetaria. Nonostante questa consapevolezza, i passi da fare erano molti e complessi e i governi che si sono succeduti hanno preso strade diverse. Nonostante il grande lavoro fatto, dunque, l’Europa non riesce a sfruttare le proprie potenzialità per sostenere i processi di globalizzazione. Perché non riesce a imporsi e ha un atteggiamento dimesso a livello internazionale. Gli sforzi fatti per favorire la coesione e l’integrazione interna hanno consumato le energie e hanno alimentato un atteggiamento di paura che si nutre delle spinte verso le divisioni e del timore nei confronti del diverso, di cui gli immigrati sono il simbolo. Ma non sono pessimista sul ruolo e sul futuro dell’Europa. Noi siamo stati il grande laboratorio di cambiamento, anche se ancora non vedo una grande svolta. L’Europa è un laboratorio, non un museo. Non si può più stare fermi, occorre fare passi in avanti. Accettare il fatto che l’Europa è cambiata e che a tirare è l’asse franco-tedesco».

E per quanto riguarda il futuro dell’Italia nell’Europa? «Oggi stare assieme in Europa per il nostro Paese è una necessità. Attraverso l’Europa possiamo avere una voce nel mondo. Il sistema economico funziona ancora ma le rigide regole imposte non ne permettono la ripresa e se forse la discesa si è arrestata, ancora non si vedono i segnali di ripresa di cui si parla. Il nostro Paese si trova a dover affrontare un forte problema di domanda interna, testimoniato ad esempio dalla persistenza del divario marcato tra Nord e Sud. Ora per incentivare la ripresa è necessario un cambiamento di impostazione nella politica europea, che non sia una mera contrapposizione alle posizioni tedesche, quanto piuttosto un superamento della politica di rigore che soffoca il rilancio dell’economia».

«Il nostro valore aggiunto, la carta vincente dell’Italia – ha aggiunto Prodi – si trova nel tessuto delle circa 3mila imprese piccole e medie che caratterizzano l’economia del nostro Paese e che possono affacciarsi con buone possibilità di successo sui mercati internazionali. Abbiamo bisogno di politiche industriali che le sostengano, ne favoriscano l’accorpamento o che, ad esempio, ne seguano il ricambio generazione.  Dobbiamo investire su questa vitalità».

Prodi ha fatto poi riferimento alla ricchezza del Trentino dal punto di vista scientifico: «Grazie all’autonomia il vostro territorio è ricco di centri di ricerca attivi e prestigiosi.

Una realtà che purtroppo non si incontra in altre zone d’Italia». Uno spunto che ha colto anche la rettrice dell’Università di Trento, Daria de Pretis nel suo saluto, perrimarcare le difficoltà della ricerca in Italia, potenzialmente eccellente, ma stretta in una cronica carenza di finanziamenti.

Al termine del suo intervento, Prodi ha quindi risposto alle numerose domande dal pubblico, che hanno spaziato dal progetto di un’Europa unita e coesa ai problemi della moneta unica, dalle emergenze strutturali italiane ai rapporti tra sovranità nazionale e politiche europee, dalle elezioni europee al semestre italiano.

La registrazione video dell’incontro con Romano Prodi sarà disponibile sul sito di Ateneo all’indirizzo: Università di Trento

Inoltre, la registrazione audio in formato podcast, sarà disponibile sul sito di radio “Trentino inBlu”: www.trentinoinblu.it

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto