• Google+
  • Commenta
12 marzo 2014

All’Unict biomasse da impiegare in ambito zootecnico ed agroenergetico

Università degli Studi di Catania – Biomasse da impiegare in ambito zootecnico ed agroenergetico, venerdì ad Agraria dell’Unict si presentano i risultati del progetto Malena

E’ possibile ottenere della biomassa di buona qualità da utilizzare in ambito zootecnico e agro energetico, sfruttando al massimo le potenzialità delle aziende agricole siciliane  e cercando al contempo di fare sistema?

A questo interrogativo cercheranno di dare una risposta gli imprenditori agricoli e i partner scientifici, tra questi ll’Unict, a conclusione del progetto  Malena.

Venerdì 14 marzo, alle 10, nell’aula magna “Amedeo Jannaccone” in via Valdisavoia 5, saranno presentati i risultati definitivi della ricerca.  All’incontro organizzato dal DiGeSa dell’Unict, parteciperà il rettore dell’Unict Giacomo Pignataro, il direttore del dipartimento prof. Giovanni Cascone e il prof. Biagio Pecorino coordinatore scientifico del progetto Malena.

L’obiettivo principale del progetto di trasferimento, realizzato ai sensi della Misura 124 del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Sicilia 2007/2013 “Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare e in quello forestale”,  è infatti il miglioramento quali-quantitativo delle biomasse realizzate in Sicilia.

Secondo il progetto di ricerca, in alcune aree della Sicilia è ancora necessario assistere gli agricoltori e gli allevatori nell’adozione di pratiche agronomiche corrette per l’ottenimento delle biomasse da utilizzare per la zootecnia e/o per la produzione di energia. Di fatto soprattutto nelle aree interne della Sicilia, una limitata utilizzazione del terreno, pratiche agronomiche errate, terreni quasi abbandonati, redditi insoddisfacenti a causa di costi di produzione troppo elevati per unità di superficie e di prodotto.

Di contro esistono imprese zootecniche di medie dimensioni (come la capofila del progetto) costrette a reperire alimenti in altre aree o regioni. In altre parole non vi è un sistema integrato che consenta la valorizzazione delle aree interne della Sicilia attraverso una zootecnia efficiente.

La mancanza di un sistema è evidente anche nella sottoutilizzazione o, peggio, in una mancata utilizzazione degli scarti del sistema agroalimentare e in particolare deiezioni zootecniche (letame, liquami, pollina, ecc.), prodotti residui della filiera lattiero casearia (siero, ecc.), olivicola (sanze e acque di vegetazione), vitivinicola (vinacce e raspi),  cerealicola (paglia, pula, crusca, residui e scarti di pane e pasta e dolci), secondi raccolti, ecc.. Tali carenze spesso fanno emergere problematiche di natura ambientale con risvolti spiacevoli per gli attori coinvolti.

Il programma del convegno all’Unict prevede anche una tavola rotonda, coordinata da Michela Giuffrida,  che si terrà a partire dalle ore 15, sul tema:” Le agroenergie in ambiente Mediterraneo”. Ai lavori  parteciperanno, oltre ad esperti del settore agro energetico, Rosaria Barresi dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Agricoltura dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, Dario Cartabellotta assessore regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, Nicolo Marino assessore regionale all’Energia, l’europarlamentare Giovanni La Via e Giuseppe Castiglione sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Google+
© Riproduzione Riservata