Università Cà Foscari: il volto dell’emigrazione italiana oggi

Redazione Controcampus 7 Marzo 2014

Università Cà Foscari di Venezia - All'Università Cà Foscari, il convegno internazionale sul tema organizzato dal Master su immigrazione.

Fenomeni migratori e trasformazioni sociali dell’ateneo veneziano e dalla Scuola in Servizio Sociale e Politiche Pubbliche

Università Cà Foscari

Università Cà Foscari

Manager,  intellettuali, donne e 20enni. Verso Uk, Spagna, brasile, Australia, Africa

Ecco il volto dell’ emigrazione italiana oggi. I cittadini italiani all’estero sono 4 milioni e 387 mila, presenze maggiori concentrate in Francia, Svizzera e Germania ma cresce l’attrazione per le ‘frontiere’ più ‘trendy’

Sono 4 milioni e 387mila (AIRE) i cittadini italiani residenti all’estero, le concentrazioni maggiori risultano in Paesi come la Svizzera e la Germania con oltre 500mila italiani, la Francia(366mila), il Belgio(252mila), il Regno Unito(200mila). Questi alcuni dei numeri, tracciati oggi durante il convegno internazionale “La nuova emigrazione italiana”, organizzato dall’Università Cà Foscari Venezia (Scuola in Servizio Sociale e Politiche Pubbliche – Master sull’Immigrazione)

Ma quali sono le nuove tendenze? Quali sono i Paesi che negli ultimi anni, con l’incidere della crisi, attirano maggiormente il trasferimento degli italiani? E qual è il volto dell’emigrazione italiana oggi?

Pietro Basso, docente dell’Università Cà Foscari e Direttore del Master sull’Immigrazione: «I primi sei paesi per destinazione delle migrazioni italiane verso l’estero negli anni 2000-2010 sono stati sei paesi di tradizionale emigrazione italiana come la Germania, la Svizzera, gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia, l’Argentina – spiega il prof. Basso dell’Università Cà Foscari – Ma nonostante ciò le novità sono rilevanti perché ci sono anche nuove destinazioni (inclusi alcuni paesi africani come Mozambico e Angola, o come la Cina, dove iniziano ad esserci nelle fabbriche stagisti italiani); perché si tratta quasi sempre di migrazioni di urbanizzati e non di popolazione rurale; perché, rispetto alle grandi migrazioni italiane del passato, diversa, assai più variegata e spostata verso le classi medie, è la composizione sociale, così come assai più variegati sono le motivazioni e i progetti migratori; perché molto più forte è la componente femminile, e in particolare delle donne che emigrano da sole; perché assai diversa è l’Italia di oggi, immersa da più di due decenni in un declino da accelerata deindustrializzazione e da altri mali sociali e politici, rispetto a quella in qualche modo in ascesa di inizio ‘900 e del secondo dopoguerra».

Enrico Pugliese, CNR-IRPPS: «Nel periodo più recente poi – e con un accelerazione negli anni della crisi – si delinea una ripresa della emigrazione all’estero, anche verso mete che sembravano definitivamente superate come qualche paese dell’America Latina, come l’Argentina. Secondo le più recenti tendenze infatti la Spagna è diventata un’area di attrazione per italiani, soprattutto giovani, anche se non è certo tra i paesi in testa alla classifica dei paesi col maggior numero di italiani. Tra i paesi transoceanici il Brasile e gli Stati Uniti d’America seguono l’Argentina per ordine di dimensione della presenza italiana».

Articolata, e molto diversa da quella di qualche anno fa, è al composizione della emigrazione italiana odierna, ha spiegato ancora Pugliese: «Si tratta indubbiamente di una emigrazione scolarizzata non sempre però legata a occupazioni intellettuali. Esiste al suo interno una componente intellettuale in senso stretto, costituita da ricercatori e, generalmente giovani, che è una espressione riduttiva rispetto alla complessità dei nuovi flussi di personale italiano altamente qualificato che lavora all’estero: funzionari di imprese italiane, straniere o multinazionali nell’ambito della industria e soprattutto della finanza ma anche personale a livello medio alto, che rientra nella categoria oggetto di grande attenzione in questo periodo che è quella delle ‘skilled migration’, ossia delle migrazioni di persone a elevato livello di qualificazione. Esiste infine una componente di diplomati e anche di laureati che si muovono alla ricerca di un lavoro qualunque».

Oggi a Venezia l’Università Cà Foscari ha ospitato anche l’intervento “Giovani italiani a Londra e nel Regno Unito” di S. McKay  della London Metropolitan University «Nel 2012 la crisi ha incoraggiato l’emigrazione verso il Regno Unito – spiega – il 17% dei migranti proveniva da Paesi dell’Unione Europea, percentuale superiore a quella di provenienza interna(UK) attestata al 16%».

Dall’Università di Koblenz arrivaa Venezia S. Haug che ha illustrato il quadro su “Gli immigrati italiani in Germania”: «L’emigrazione verso la Germania sta crescendo dal 2010 e i migranti italiani sono uno dei tre gruppi più numerosi dopo i Turchi e i Polacchi –spiega – Nel 2012 in Germania vivevano più di mezzo milione di italiani e 760mila di origini italiane. Le donne generalmente hanno un titolo di studio di livello più alto rispetto agli uomini, ma più frequentemente sono i maschi italiani ad avere una occupazione con una qualificazione più alta. Nel corso degli ultimi 12 mesi l’emigrazione dall’Italia è creciuta passando da 37mila migranti del 2012 a 45mila del 2013. Il 39% dei migranti italiani in Germania nel 2012 sono donne, la metà al di sotto dei 25 anni».

L’Argentina torna a essere un’area di attrazione per gli italiani, come spiega Adriana Bernardotti – FILEF/“Cambia il mondo”: «Non si può parlare di una ripresa dell’emigrazione italiana in Argentina, alla pari del fenomeno storico che tutti noi conosciamo, ma certamente oggi l’Argentina rappresenta un’area di attrazione per una nuova fetta di italiani che possiamo suddividere in due gruppi: giovani e giovanissimi, neolaureati, senza una esperienza di lavoro, da un lato e dall’altro persone più adulte che hanno perso il lavoro, veri e proprio disoccupati».

Oggi, all’Università Ca’Foscari, il convegno internazionale sul tema organizzato dal Master su immigrazione. Fenomeni migratori e trasformazioni sociali dell’ateneo veneziano e dalla Scuola in Servizio Sociale e Politiche Pubbliche

Manager,  intellettuali, donne e 20enni

Verso uk, spagna, brasile, australia, africa

Ecco il volto dell’ emigrazione italiana oggi

I cittadini italiani all’estero sono 4 milioni e 387 mila, presenze maggiori concentrate in Francia, Svizzera e Germania ma cresce l’attrazione per le ‘frontiere’ più ‘trendy’
 
 
 
VENEZIA – Sono 4 milioni e 387mila (AIRE) i cittadini italiani residenti all’estero, le concentrazioni maggiori risultano in Paesi come la Svizzera e la Germania con oltre 500mila italiani, la Francia(366mila), il Belgio(252mila), il Regno Unito(200mila). Questi alcuni dei numeri, tracciati oggi durante il convegno internazionale “La nuova emigrazione italiana”, organizzato dall’Università Ca’Foscari Venezia (Scuola in Servizio Sociale e Politiche Pubbliche - Master sull’Immigrazione)
Ma quali sono le nuove tendenze? Quali sono i Paesi che negli ultimi anni, con l’incidere della crisi, attirano maggiormente il trasferimento degli italiani? E qual è il volto dell’emigrazione italiana oggi?
 
Pietro Basso, docente dell’Università Ca’Foscari e Direttore del Master sull’Immigrazione: «I primi sei paesi per destinazione delle migrazioni italiane verso l'estero negli anni 2000-2010 sono stati sei paesi di tradizionale emigrazione italiana come la Germania, la Svizzera, gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia, l'Argentina – spiega il prof. Basso - Ma nonostante ciò le novità sono rilevanti perché ci sono anche nuove destinazioni (inclusi alcuni paesi africani come Mozambico e Angola, o come la Cina, dove iniziano ad esserci nelle fabbriche stagisti italiani); perché si tratta quasi sempre di migrazioni di urbanizzati e non di popolazione rurale; perché, rispetto alle grandi migrazioni italiane del passato, diversa, assai più variegata e spostata verso le classi medie, è la composizione sociale, così come assai più variegati sono le motivazioni e i progetti migratori; perché molto più forte è la componente femminile, e in particolare delle donne che emigrano da sole; perché assai diversa è l'Italia di oggi, immersa da più di due decenni in un declino da accelerata deindustrializzazione e da altri mali sociali e politici, rispetto a quella in qualche modo in ascesa di inizio '900 e del secondo dopoguerra».
 
Enrico Pugliese, CNR-IRPPS: «Nel periodo più recente poi – e con un accelerazione negli anni della crisi – si delinea una ripresa della emigrazione all’estero, anche verso mete che sembravano definitivamente superate come qualche paese dell’America Latina, come l’Argentina. Secondo le più recenti tendenze infatti la Spagna è diventata un’area di attrazione per italiani, soprattutto giovani, anche se non è certo tra i paesi in testa alla classifica dei paesi col maggior numero di italiani. Tra i paesi transoceanici il Brasile e gli Stati Uniti d’America seguono l’Argentina per ordine di dimensione della presenza italiana».
 
Articolata, e molto diversa da quella di qualche anno fa, è al composizione della emigrazione italiana odierna, ha spiegato ancora Pugliese: «Si tratta indubbiamente di una emigrazione scolarizzata non sempre però legata a occupazioni intellettuali. Esiste al suo interno una componente intellettuale in senso stretto, costituita da ricercatori e, generalmente giovani, che è una espressione riduttiva rispetto alla complessità dei nuovi flussi di personale italiano altamente qualificato che lavora all’estero: funzionari di imprese italiane, straniere o multinazionali nell’ambito della industria e soprattutto della finanza ma anche personale a livello medio alto, che rientra nella categoria oggetto di grande attenzione in questo periodo che è quella delle ‘skilled migration’, ossia delle migrazioni di persone a elevato livello di qualificazione. Esiste infine una componente di diplomati e anche di laureati che si muovono alla ricerca di un lavoro qualunque».
 
Oggi a Venezia Ca’Foscari ha ospitato anche l’intervento “Giovani italiani a Londra e nel Regno Unito” di S. McKay  della London Metropolitan University
«Nel 2012 la crisi ha incoraggiato l’emigrazione verso il Regno Unito – spiega – il 17% dei migranti proveniva da Paesi dell’Unione Europea, percentuale superiore a quella di provenienza interna(UK) attestata al 16%».
 
Dall’Università di Koblenz arrivaa Venezia S. Haug che ha illustrato il quadro su “Gli immigrati italiani in Germania”: «L’emigrazione verso la Germania sta crescendo dal 2010 e i migranti italiani sono uno dei tre gruppi più numerosi dopo i Turchi e i Polacchi –spiega – Nel 2012 in Germania vivevano più di mezzo milione di italiani e 760mila di origini italiane. Le donne generalmente hanno un titolo di studio di livello più alto rispetto agli uomini, ma più frequentemente sono i maschi italiani ad avere una occupazione con una qualificazione più alta. Nel corso degli ultimi 12 mesi l’emigrazione dall’Italia è creciuta passando da 37mila migranti del 2012 a 45mila del 2013. Il 39% dei migranti italiani in Germania nel 2012 sono donne, la metà al di sotto dei 25 anni».
 
L’Argentina torna a essere un’area di attrazione per gli italiani, come spiega Adriana Bernardotti – FILEF/“Cambia il mondo”: «Non si può parlare di una ripresa dell’emigrazione italiana in Argentina, alla pari del fenomeno storico che tutti noi conosciamo, ma certamente oggi l’Argentina rappresenta un’area di attrazione per una nuova fetta di italiani che possiamo suddividere in due gruppi: giovani e giovanissimi, neolaureati, senza una esperienza di lavoro, da un lato e dall’altro persone più adulte che hanno perso il lavoro, veri e proprio disoccupati».

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto