Università di Modena e Reggio Emilia: Immatricolazioni Unimore 2013/2014

Redazione Controcampus 13 Marzo 2014

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Immatricolazioni A.

A. 2013/2014

L’Unimore smentisce le statistiche nazionali sul calo degli immatricolati e degli iscritti al sistema universitario.

In questo anno accademico e per il decimo anno consecutivo gli immatricolati aumentano: sono 6.427 pari al + 4,90%, mentre gli iscritti, nonostante vada riducendosi il numero dei “fuori corso” si avviano a raggiungere la soglia dei 20mila. L’incremento dovuto soprattutto all’appeal delle lauree magistrali biennali (+ 10,42%). Si nota, invece, una flessione (- 2,41%) per le laurea magistrali a ciclo unico. Anche gli immatricolati per la prima volta al sistema universitario sono in aumento: 4.056 (+ 1,40%).

Non si arresta la crescita dell’Unimore che, contravvenendo alla generale tendenza negativa che si registra per il sistema universitario italiano, continua a veder incrementati tanto il numero degli immatricolati che degli iscritti, nonostante vada riducendosi l’entità complessiva dei “fuori corso”.

In questo anno accademico 2013/2014 le matricole dell’Unimore ai 75 corsi di laurea (1 in meno rispetto all’anno scorso) che compongono l’offerta formativa dei 14 dipartimenti dell’ateneo risultano essere 6.427 (+ 4,90% sull’anno scorso), il numero più alto mai raggiunto dall’ateneo emiliano dalla entrata a regime della riforma dei corsi di laurea, del cosiddetto 3+2. Di questi 4.056 sono diplomati di secondo grado della scuola superiore iscritti per la prima volta al sistema universitario italiano (+ 1,40% sull’anno scorso).

Nel raffronto con quanto accaduto undici anni fa, nell’anno accademico 2003-2004 dell’Unimore, quando ci si presentò con una proposta di corsi di laurea più numerosa (80) e con un minor numero di lauree a numero chiuso (18 di allora contro le 28 attuali) si è assistito ad un aumento generale di 1.323 matricole, pari al + 25,92%, aumento che – va precisato – è principalmente attribuibile al considerevole interesse ed attrattività che vanno esercitando le lauree magistrali (biennali) modenesi-reggiane sui laureati di primo livello, soprattutto da altri atenei. Nel periodo preso in esame (ultimi 11 anni) le matricole iscritte alle lauree magistrali sono più che raddoppiate: tra il 2003/2004 e quest’anno per questi corsi si è passati da 564 matricole a 1.399 (+ 148,05%).

Sono numeri – dichiara il Rettore dell’Unimore prof. Angelo O. Andrisanoche confermano inequivocabilmente la salute ed il prestigio di cui gode il nostro Ateneo, il quale grazie ad un pacchetto di corsi di lauree magistrali pensato a misura della occupabilità dei nostri iscritti e della reale domanda di formazione che ci perviene dal sistema produttivo e sociale, è riuscito ad arrestare l’emorragia di cui sembra soffrire il sistema universitario italiano. UNIMORE cresce e cresce significativamente nel segmento di corsi dai contenuti più avanzati, quelli dove si acquisisce una solida preparazione professionale e scientifica e dove alto è lo sforzo dei docenti a sviluppare e coltivare negli studenti anche doti di ricerca e innovazione”.

1.2 Decisamente sostenuto l’incremento delle lauree magistrali biennali all’Unimore (+ 10,42%); giovani meno attratti dalle lauree magistrali a ciclo unico

Distinguendo rispetto alla tipologia dei corsi di laurea Unimore le matricole dell’A.A. 2013/2014 si sono distribuite in questo modo:

  • immatricolati alle 38 lauree di primo livello Unimore (triennali) 4.287, corrispondenti a 161 in più (+ 3,90% rispetto ad un anno fa) e di questi 3.513 sono iscritti per la prima volta al sistema universitario italiano
  • immatricolati alle 6 lauree magistrali a ciclo unico Unimore (quinquennali o sessennali) 688, corrispondenti a 17 in meno (– 2,41% rispetto ad un anno fa) e di questi 523 sono iscritti per la prima volta al sistema universitario italiano
  • immatricolati alle 31 lauree magistrali Unimore (biennali) 1.399, corrispondenti a 132 in più (+ 10,42% rispetto ad un anno fa) e di questi 20 sono iscritti per la prima volta al sistema universitario italiano

Dietro al sostenuto aumento delle matricole ai corsi di laurea magistrale di durata biennale non vi è solo l’appeal che le nostre lauree hanno sui cosiddetti <fuori sede> – spiega il prof. Marco Sola, Delegato del Rettore dell’Unimore per la Didattica -, ma negli anni più recenti vi è stato anche la maggiore difficoltà dei laureati triennali a trovare lavoro, per il non pieno riconoscimento da parte delle imprese e degli ordini professionali di questo tipo di laurea, che ha certamente bisogno di essere ripensata nel suo valore e nella sua efficacia. L’ultimo rapporto AlmaLaurea a questo proposito ci consegna una fotografia che mette in evidenza questo ritardo: se il tasso di occupazione, rilevato secondo l’indice Istat, di un laureato magistrale UNIMORE a un anno dal titolo è del 67% (55% la media nazionale), per un laureato della triennale è appena del 52% (41% a livello nazionale)”.

In generale, gettando uno sguardo al recente passato, ovvero a ciò che è successo dopo il 2010, si può notare che conseguentemente al blocco del mercato del lavoro ed alla crisi occupazionale che ne è seguita, le matricole e le loro famiglie si sono preferenzialmente indirizzate verso corsi di durata triennale, abbandonando in parte corsi a ciclo unico che richiedono un impegno economico di prospettiva più lunga (5-6 anni). Infatti se nel 2009/2010 per quanto riguarda l’Unimore i neodiplomati che scelsero lauree magistrali a ciclo unico furono il 18,60% del totale delle matricole iscritte per la prima volta al sistema universitario italiano, nel 2013/2014 il loro numero è sceso al 12,96%, con una flessione superiore al – 5%.

1.3 L’incremento delle immatricolazioni pesa quasi interamente sulla sede d’Ateneo di Reggio Emilia che segna un balzo del + 13,44%; stazionaria la situazione dei corsi di Modena

L’incremento relativo alle immatricolazioni dell’Unimore avutosi quest’anno all’UNIMORE è quasi interamente attribuibile alla esplosione dei 20 corsi di laurea della sede d’Ateneo di Reggio Emilia, praticamente l’unica a contare iscritti a corsi che si avvalgono del supporto aggiuntivo per la frequenza a distanza (4).

Distinguendo le immatricolazioni per sede dell’Unimore ne troviamo, infatti, 4.089 su Modena (+ 23, pari al + 0,57%) 17 dei quali FAD (modalità a distanza), così suddivise:

  • 2.651 a lauree triennali (- 5, – 0,19%)
  • 553 a lauree magistrali a ciclo unico (-12, – 2,12%)
  • 885 a lauree magistrali biennali (+ 40, + 4,73%).

Mentre a Reggio Emilia ce ne sono 2.338 (+  277, pari al + 13,44%) così ripartite:

  • 1.636 a lauree triennali (+ 166, + 11,29%), 223 delle quali iscritti a corsi offerti col supporto FAD (modalità a distanza)
  • 135 a lauree magistrali a ciclo unico (- 5, – 3,57%)
  • 514 a lauree magistrali biennali (+ 92, – + 21,80%), 48 delle quali iscritti a corsi offerti col supporto FAD (modalità a distanza).

Il forte incremento delle immatricolazioni registrato dai corsi di studio reggiani – commenta il Pro Rettore per la sede dell’Unimore di Reggio Emilia prof. Riccardo Ferretti testimonia l’apprezzamento verso l’offerta didattica della sede e l’efficacia del forte collegamento fra essa e le eccellenze del territorio. In pochi anni i corsi reggiani hanno saputo qualificarsi e distinguersi creando un ambiente formativo accogliente e di alta qualità, capace di attrarre una quota rilevante di studenti provenienti da altre province e regioni. Gi iscritti alla sede reggiana vengono così a superare per la prima volta il 30% degli iscritti totali. Questa crescita, per certi aspetti inattesa nella sua rapidità, ci riempie di responsabilità e deve stimolare istituzioni e corpo sociale a proseguire con convinzione politiche capaci di restituire a Reggio Emilia la dimensione ed il carattere di città universitaria”.

1.4 Tra le neo-matricole diminuisce  l’interesse a frequentare corsi che si avvalgono del supporto didattico aggiuntivo per la frequenza a distanza (FAD)

Complessivamente gli immatricolati iscritti a corsi che si avvalgono del supporto didattico aggiuntivo per la frequenza a distanza (FAD), nella stragrande maggioranza afferenti a corsi istituti presso la sede d’Ateneo di Reggio Emilia, sono 271 (4,22%), solo 117 dei quali iscritti per la prima volta al sistema universitario italiano, corrispondenti al 2.88% del totale delle neo-matricole. Osservando retrospettivamente il gradimento dei giovani per i corsi di studio proposti nella modalità della frequenza a distanza si nota che l’interesse da un quinquennio a oggi è andato scemando: si è passati da 172 neo-matricole FAD nell’anno accademico 2009/2010 agli attuali 117 (– 31,98%), un dato sostanzialmente stabile da circa un triennio.

A livello di iscritti oggi i frequentanti corsi in modalità FAD sono 702 (3,61%) e, anche in questo caso, il loro numero è andato progressivamente diminuendo: nel quinquennio dal 2009 a quest’anno vi è stata una contrazione pari al – 24,30%.

1.5 Ripresa di interesse delle matricole per i corsi ad indirizzo economico e per le scienze dell’educazione. Forte l’attrazione per i corsi tecnologici. Flessione per gli studi giuridici, biologici e biotecnologici

Volendo comprendere più nel dettaglio come si sono distribuite le preferenze dei neodiplomati e capire da quali studi sono state più attratte le matricole di quest’anno, si nota lo spiccato interesse per corsi appartenenti alla cosiddetta area “società”, tra cui spiccano con incrementi superiori al + 20% i corsi reggiani di Marketing e organizzazione d’impresa e Scienze dell’educazione, ma anche le 3 lauree ad indirizzo economico offerte dal dipartimento “Marco Biagi”, che hanno messo a segno incrementi complessivi del + 14,91%. Pesante, invece, la flessione patita dai corsi ad indirizzo giuridico (- 11,79%).

Molto bene anche i corsi dell’area “tecnologia”, comprendente tutti gli studi in campo ingegneristico che vedono i 4 corsi triennali modenesi avanzare di un quasi + 9% ed i 2 corsi reggiani di quasi il  + 5%.

Segnano il passo i corsi dell’area “vita”, dove si evidenziano accentuati cali il corso di Scienze e tecnologie agrarie e degli alimenti (- 21,98%) e anche i corsi di Biologia e Biotecnologie ( – 32%), mentre reggono i corsi ad indirizzo farmaceutico, sostanzialmente invariati.

Il calo di iscrizioni alle lauree triennali in Biotecnologie, Biologia e Scienze e tecnologie agrarie e degli alimenti – commenta il Delegato del Rettore alla Didattica prof. Marco Solaè in buona parte dovuto alla riduzione a partire dal corrente anno accademico dei posti ad accesso programmato per i primi due corsi, rispettivamente da 100 a 75 e da 120 a 100, nonché dall’introduzione per la prima volta, nel terzo caso, del numero chiuso. La decisione è stata assunta con la consapevolezza che avremmo potuto scontare una flessione di studenti, ma  è stata sostenuta dalla volontà di puntare a tenere alta la qualità dei corsi, prestando attenzione all’equilibrio fra studenti,  docenti, strutture e loro sostenibilità economico-finanziaria, preludio alle future procedure di accreditamento dei corsi di studio”.

TABELLA – IMMATRICOLATI UNIMORE SU  
Dipartimento/Facoltà                                             2013/2014        2012/2013        Diff. % 
Fac. Medicina e Chirurgia                                          406                    397             +   2,27
Dip. Comunicazione ed Economia                             508                    440             +  15,45
Dip. Economia Marco Biagi                                       550                    524             +    4,96
Dip. Giurisprudenza                                                   374                    424              –   11,79
Dip. Ingegneria Enzo Ferrari                                     607                    557             +    8,98
Dip. Scienze Chimiche e Geologiche                          181                    176             +   2,84
Dip. Scienze della Vita                                                 441                    562            –    21,53
Dip. Scienze e Metodi dell’Ingegneria                       217                    207             +    4,83
Dip. Scienze Fisiche Informatiche Matematiche      122                    134             –     8,96
Dip. Studi Linguistici e Culturali                               227                    234             –     2,99
Dip. Educazione e Scienze Umane                             423                    345             +   22,61 
TOTALE                                                                    4.056                 4.000            +     1,4

1.6 Il numero degli iscritti è ridimensionato dai ritardatari “fuori corso” ma ci si avvia a raggiungere la soglia dei 20mila 

Uno sguardo sulla situazione degli iscritti Unimore che al momento raggiungono la quota di 19.465 e risultano in flessione rispetto all’anno accademico 2012/2013 di 248 unità (– 1,26%), un dato -tuttavia – che non preoccupa in quanto non ancora assestato per la mancata iscrizione di qualche centinaia di “fuori corso”, che regolarizzeranno presumibilmente l’iscrizione nel momento in cui sosterranno esami. Infatti, la quota di iscritti “fuori corso” di quest’anno è di 3.495, un numero decisamente troppo contenuto rispetto alla consuetudine che vuole siano oltre quattromila: nel 2012/2013 erano 4.217.

Sulla scorta di questi numeri è decisamente alla portata il traguardo dei 20mila iscritti ai soli corsi di laurea, mentre la popolazione studentesca complessiva, che comprende anche iscritti a corsi post-laurea (scuole di specializzazione, dottorati di ricerca, master e corsi di perfezionamento) sfiora le 22mila unità.

Territorialmente gli iscritti si distribuiscono: 13.328 sulla sede dell’Unimore di Modena (13.804 l’anno scorso, – 3,45%) e 6.137 sulla sede d’Ateneo di Reggio Emilia (5.909 l’anno scorso, + 3,86%).

1.7 Progressivo calo dei “fuori corso”: all’UNIMORE sono poco più di uno su cinque

Il fenomeno dei “fuori corso”, un problema endemico per l’università italiana come anche quello degli abbandoni, all’UNIMORE si presenta in forme decisamente più contenute, poiché sono poco più di uno su cinque ed è in progressivo calo. Nell’anno accademico 2003/2004 i “fuori corso” (4.181) avevano un peso del 23,45% sul totale iscritti, mentre l’anno scorso (4.217) risultavano essere il 21,39%. In dieci anni vi è stata quindi una flessione del – 2,06%.

A Modena, nell’anno accademico scorso, gli iscritti “fuori corso” erano 2.929 su un totale di 13.804 (21,22%). A Reggio Emilia erano 1.288 su un totale di 5.909 iscritti (21,80%).

TABELLA – IMMATRICOLATI UNIMORE SU
Dipartimento/Facoltà                                             2013/2014        2012/2013        Diff. % 
 Fac. Medicina e Chirurgia                                          406                    397             +   2,27
Dip. Comunicazione ed Economia                             508                    440             +  15,45
Dip. Economia Marco Biagi                                       550                    524             +    4,96
Dip. Giurisprudenza                                                   374                    424              –   11,79
Dip. Ingegneria Enzo Ferrari                                     607                    557             +    8,98
Dip. Scienze Chimiche e Geologiche                          181                    176             +   2,84
Dip. Scienze della Vita                                                 441                    562            –    21,53
Dip. Scienze e Metodi dell’Ingegneria                       217                    207             +    4,83
Dip. Scienze Fisiche Informatiche Matematiche      122                    134             –     8,96
Dip. Studi Linguistici e Culturali                               227                    234             –     2,99
Dip. Educazione e Scienze Umane                             423                    345             +   22,61
 TOTALE                                                                    4.056                 4.000            +     1,4

1.6 Il numero degli iscritti è ridimensionato dai ritardatari “fuori corso” ma ci si avvia a raggiungere la soglia dei 20mila 

Uno sguardo sulla situazione degli iscritti che al momento raggiungono la quota di 19.465 e risultano in flessione rispetto all’anno accademico 2012/2013 di 248 unità (– 1,26%), un dato -tuttavia – che non preoccupa in quanto non ancora assestato per la mancata iscrizione di qualche centinaia di “fuori corso”, che regolarizzeranno presumibilmente l’iscrizione nel momento in cui sosterranno esami. Infatti, la quota di iscritti “fuori corso” di quest’anno è di 3.495, un numero decisamente troppo contenuto rispetto alla consuetudine che vuole siano oltre quattromila: nel 2012/2013 erano 4.217.

Sulla scorta di questi numeri è decisamente alla portata il traguardo dei 20mila iscritti ai soli corsi di laurea, mentre la popolazione studentesca complessiva, che comprende anche iscritti a corsi post-laurea (scuole di specializzazione, dottorati di ricerca, master e corsi di perfezionamento) sfiora le 22mila unità.

Territorialmente gli iscritti si distribuiscono: 13.328 sulla sede dell’Unimore di Modena (13.804 l’anno scorso, – 3,45%) e 6.137 sulla sede d’Ateneo di Reggio Emilia (5.909 l’anno scorso, + 3,86%).

1.7 Progressivo calo dei “fuori corso”: all’UNIMORE sono poco più di uno su cinque

Il fenomeno dei “fuori corso”, un problema endemico per l’università italiana come anche quello degli abbandoni, all’UNIMORE si presenta in forme decisamente più contenute, poiché sono poco più di uno su cinque ed è in progressivo calo. Nell’anno accademico 2003/2004 i “fuori corso” (4.181) avevano un peso del 23,45% sul totale iscritti, mentre l’anno scorso (4.217) risultavano essere il 21,39%. In dieci anni vi è stata quindi una flessione del – 2,06%.

A Modena, nell’anno accademico scorso, gli iscritti “fuori corso” erano 2.929 su un totale di 13.804 (21,22%). A Reggio Emilia erano 1.288 su un totale di 5.909 iscritti (21,80%).

A Modena, nell’anno accademico scorso, gli iscritti “fuori corso” erano 2.929 su un totale di 13.804 (21,22%). A Reggio Emilia erano 1.288 su un totale di 5.909 iscritti (21,80%).

TABELLA – IMMATRICOLATI UNIMORE SU

Dipartimento/Facoltà                                             2013/2014        2012/2013        Diff. % 

 Fac. Medicina e Chirurgia                                          406                    397             +   2,27

Dip. Comunicazione ed Economia                             508                    440             +  15,45

Dip. Economia Marco Biagi                                       550                    524             +    4,96

Dip. Giurisprudenza                                                   374                    424              –   11,79

Dip. Ingegneria Enzo Ferrari                                     607                    557             +    8,98

Dip. Scienze Chimiche e Geologiche                          181                    176             +   2,84

Dip. Scienze della Vita                                                 441                    562            –    21,53

Dip. Scienze e Metodi dell’Ingegneria                       217                    207             +    4,83

Dip. Scienze Fisiche Informatiche Matematiche      122                    134             –     8,96

Dip. Studi Linguistici e Culturali                               227                    234             –     2,99

Dip. Educazione e Scienze Umane                             423                    345             +   22,61

TOTALE                                                                    4.056                 4.000            +     1,4

1.6 Il numero degli iscritti è ridimensionato dai ritardatari “fuori corso” ma ci si avvia a raggiungere la soglia dei 20mila 

Uno sguardo sulla situazione degli iscritti che al momento raggiungono la quota di 19.465 e risultano in flessione rispetto all’anno accademico 2012/2013 di 248 unità (– 1,26%), un dato -tuttavia – che non preoccupa in quanto non ancora assestato per la mancata iscrizione di qualche centinaia di “fuori corso”, che regolarizzeranno presumibilmente l’iscrizione nel momento in cui sosterranno esami. Infatti, la quota di iscritti “fuori corso” di quest’anno è di 3.495, un numero decisamente troppo contenuto rispetto alla consuetudine che vuole siano oltre quattromila: nel 2012/2013 erano 4.217.

Sulla scorta di questi numeri è decisamente alla portata il traguardo dei 20mila iscritti ai soli corsi di laurea, mentre la popolazione studentesca complessiva, che comprende anche iscritti a corsi post-laurea (scuole di specializzazione, dottorati di ricerca, master e corsi di perfezionamento) sfiora le 22mila unità.

Territorialmente gli iscritti si distribuiscono: 13.328 sulla sede d’Ateneo di Modena (13.804 l’anno scorso, – 3,45%) e 6.137 sulla sede d’Ateneo di Reggio Emilia (5.909 l’anno scorso, + 3,86%).

1.7 Progressivo calo dei “fuori corso”: all’UNIMORE sono poco più di uno su cinque

Il fenomeno dei “fuori corso”, un problema endemico per l’università italiana come anche quello degli abbandoni, all’UNIMORE si presenta in forme decisamente più contenute, poiché sono poco più di uno su cinque ed è in progressivo calo. Nell’anno accademico 2003/2004 i “fuori corso” (4.181) avevano un peso del 23,45% sul totale iscritti, mentre l’anno scorso (4.217) risultavano essere il 21,39%. In dieci anni vi è stata quindi una flessione del – 2,06%.

A Modena, nell’anno accademico scorso, gli iscritti “fuori corso” erano 2.929 su un totale di 13.804 (21,22%). A Reggio Emilia erano 1.288 su un totale di 5.909 iscritti (21,80%).

© Riproduzione Riservata
avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto