Organizzare lo studio: come organizzare lo studio e superare esami

Redazione Controcampus 29 Aprile 2014

Ecco la nostra guida su come organizzare lo studio e le tecniche vincenti per superare gli esami.


Molti gli studenti alle prese con lo studio e con tutte le difficoltà che esso comporta.

Spesso i ragazzi, spaesati dalle lezioni e dagli insegnanti dai metodi differenti, non sanno come approcciare con lo studio e, inevitabilmente, si vedono travolti da ulteriori difficoltà decisamente deleterie per una preparazione in funzione degli esami, siano essi di scuola elementare, media o superiore.

Per far fronte a queste difficoltà ecco degli utili consigli per organizzare lo studio in maniera appropriata ai fini, soprattutto, di un esame di fine percorso scolastico.

Ecco i passi fondamentali per organizzare lo studio:

  • Organizzare lo studio programmazione efficace: questo primo passo prevede un piano settimanale in cui siano presenti momenti dedicati allo studio ed altri riservati allo svago. La pianificazione serve a ridurre il tempo di studio aumentandone l’efficacia, in modo da permettere alla persona di avere del tempo libero per le attività extrascolastiche, il tutto al fine di non rendere lo studio un momento negativo. Ciò che conta per rendere lo studio funzionale è non prevedere molte ore di studio ma concentrazione, pause e tempi utili per il ripasso.
  • Organizzare lo studio programmazione dei tempi: questa può essere divisa in ulteriori tre fasi.
  • Organizzare lo studio Revisione: è utile rimettere in ordine quanto fatto la mattina, così da risparmiare tempo nello studio a casa.
  • Organizzare lo studio ed esecuzione di compiti: provare a svolgere i compiti a casa senza le basi è decisamente sbagliato. E’ necessario impegnare del tempo con lo studio della parte teorica; si può credere ciò richieda più tempo ma si tratta di una falsa illusione in quanto, studiando bene la parte teoria, gli esercizi saranno svolti più velocemente, dunque si potrà quanto prima abbandonare i libri.
  • Organizzare lo studio ripasso: dopo aver lasciato “sedimentare” le conoscenze, ripassi successivi permetteranno di inserire le conoscenze nella memoria a lungo termine.
  • Organizzare lo studio verificare la pianificazione dello studio sia realistica: Se lo si ritiene opportuno, dopo un’accurata analisi del piano, è bene correggere la tabella di marcia, ricordando che si può sempre sbagliare. La pianificazione, però, dipende dal tipo di scuola che si frequenta. Ora vediamo nel dettaglio come organizzare lo studio per ogni grado di scuola.

Come organizzare lo studio e superare gli esami: consigli per la scuola elementare

Durante gli anni della scuola elementare i bambini iniziano ad approcciare ai compiti a casa nella loro forma più “leggera”. Ciò che è importante in questa fase è svolgere i compiti man mano, dunque il giorno stesso in cui vengono assegnati. Trattandosi di esercitazioni e letture rivolte soprattutto alla ripetizione (soprattutto nei primi anni), è bene il bambino non aspetti mai il giorno prima per svolgere i suoi compito.

In questa fase il bambino viene educato alla responsabilità e su questa è doveroso che lavori. Il diario è fondamentale per i compiti: molti bambini segnano i compiti sui quaderni, questo metodo è sconsigliato in quanto il bambino non ha una pianificazione quotidiana di quanto deve fare. Altrettanto importante è la concentrazione in classe, il bambino si troverà avvantaggiato nello studio a casa. Per il resto, è importante i genitori non abbandonino i figli a loro stessi ma li seguano nel loro studio, responsabilizzandoli ed evitando che distolgano l’attenzione dai propri studi.

Come organizzare lo studio: consigli per la Scuola Media

Per quanto riguarda la scuola media su come organizzare lo studio, lo studente inizia a vivere lo studio con più impegno. È qui che i ragazzi hanno una mole di lavoro più ingente e delle aspettative più alte. Iniziano le prime interrogazioni e i primi compiti in classe, dunque lo studente è decisamente più sotto pressione. In questo caso l’organizzazione dello studio diventa essenziale in quanto aiuta non solo all’assimilazione dei concetti ma anche alla tranquillità dovuta ad una preparazione più dettagliata e non costruita sulla fretta di terminare. Lo studio, dunque, deve essere ben organizzato e approfondito in modo da essere concepito non come fine a se stesso ma come acquisizione di nozioni utili per la costruzione della propria cultura personale.

Anticipare, quando molto complessi, compiti ed esercizi è molto utile: non limitandosi allo svolgimento sempre solo il giorno prima, lo studente ha la possibilità di approcciare allo studio con maggiore tranquillità e avendo anche il tempo per ripetere così da non rischiare di dimenticare tutto ciò che si è fatto.

Infine, prendere appunti in classe; in questo modo si avrà uno schema di quanto appreso a scuola e sarà più semplice capire quanto si sta apprendendo sul proprio libro di testo a casa propria.

Come organizzare lo studio: consigli per la Scuola Superiore

Per la scuola superiore la situazione su come organizzare lo studio si fa più complessa. Gli studenti hanno acquisito una certa maturità nello studio. Il tutto, ovviamente, ritornerà utile vista la maggiore quantità di materie da studiare e le esigenze da soddisfare. Pur avendo acquisito un certo metodo durante la scuola media, molti studenti tendono a ridursi all’ultimo momento per la preparazione ad interrogazioni e compiti in classe. Gli svantaggi dell’affidare i risultati alla forza della memoria a breve termine però sono numerosi. Infatti i risultati che si ottengono in questo modo sono imprevedibili per vari motivi.

L’ansia, ad esempio, gioca un ruolo molto importante nel nostro rendimento: se non siamo sicuri della nostra preparazione potremmo bloccarci, non ricordare più niente, fare una gran confusione. Se la preparazione è fragile, basta una domanda posta in modo per cadere nel tranello dell’interrogazione. Lavorare sempre con la memoria a breve termine non consente la costruzione di una rete di conoscenze utile al fine del superamento dell’esame di maturità e, soprattutto, se si decidesse di iscriversi all’università. E’ opportuno, infine, distinguere tra preparazione prossima e preparazione remota.

La prima è quella che si realizza con gli studi fatti a casa prima dell’interrogazione o della verifica. La seconda, invece, incomincia dalla prima spiegazione dell’argomento in classe, attraverso l’ascolto, appunti, la revisione a casa, la richiesta di chiarimenti e gli esercizi. Il giorno prima di una verifica o un’interrogazione è possibile solo fare un ripasso per accertarsi di sapere esporre e utilizzare ciò che si è appreso.

Come organizzare lo studio per il Coach Alessandra Pollina
Come organizzare lo studio per Alessandra Pollina

Alessandra Pollina

Per avere maggiori chiarimenti su come organizzare lo studio abbiamo fatto alcune domande alla dott.ssa Alessandra Pollina, life coach ed esperta in Programmazione Neuro-Linguistica, in Counseling Approccio Breve, formatrice Mindfulness e MBSR Mindfulness Based Stress Reduction.

Dott.ssa Pollina, con la scuola elementare si inizia a fare i primi passi nello studio. In quanto bambini, i genitori giocano un ruolo fondamentale nella preparazione a casa del proprio figlio;  Quali consigli si sente di dare a giovani studenti su come organizzare lo studio per gli studenti di scuola.

“Il ruolo del genitore è fondamentale in questa fase in quanto contribuisce alla costruzione dei caratteri stessi del bambino. Lo studente deve percepire dal proprio genitore una certa fiducia nelle proprie capacità, così da sentirsi sicuro di sé e in grado, dunque, di svolgere i compiti anche da solo. I bambini, infatti, percepiscono le aspettative dei propri genitori come delle ansie riflesse che si ripercuotono nei risultati scolastici: i genitori devono intervenire solo in caso di bisogno e non sostituire l’alunno nello svolgimento dei compiti. Se così fosse, il bambino penserebbe di non essere in grado e non approccerebbe più ai compiti da solo”.

“Lo studente, dunque, deve vedere il proprio genitore come una presenza libera, che infonde sicurezza e stimola all’autonomia. Dopo aver fatto i compiti il bambino potrà rivederli insieme ai genitori, questo ovviamente dopo averli svolti da sé”.

Discorso simile vale per la scuola media; i ragazzi, in una fascia d’età notoriamente di transizione, sentono il bisogno di ribellarsi e riuscire nello studio soddisfacendo le aspettative  proprie e della propria famiglia. Per far fronte a tale problematica, quali consigli si sente di dare ai ragazzi che stanno frequentando la scuola media in merito a come organizzare lo studio?

“Così come precedentemente ho affermato in merito ai bambini delle elementari, anche per i ragazzi di scuola media vale lo stesso discorso: vanno lasciati liberi, in modo da fornire loro le basi per un distacco graduale dai genitori. Questi ultimi devono fare in conti con la fase preadolescenziale fatta di alternanza fra momenti di autonomia e  ricerca dei genitori: i ragazzi devono percepire il controllo ma non sentirsene sopraffatti, assimilando un ansia capace solo di inibire l’iniziativa all’autonomia”.

“Il ragazzo percepirà, dunque, lo studio come una responsabilità, un “lavoro”, mettendolo nella condizione di acquisire una libertà fatta, però, di obblighi sociali e limiti condivisi con i genitori”.

“In questa delicata fase, infine, gli studenti acquisisco un primo vero metodo di studio attraverso il quale acquisire nozioni in maniera più concettuale. Ovviamente, ogni studente acquisisce un proprio metodo di studio personale e adatto alle proprie capacità; ciò che è importante è che il ragazzo concepisca lo studio non come una meta da raggiungere per dare soddisfazione a professori o genitori ma per arricchire e gettare le basi per la propria cultura personale”.

Si passa, dunque, alla scuola superiore. In fase adolescenziale, i ragazzi inevitabilmente sviluppano una propensione all’autonomia e all’affermazione di sé, rapportandosi spesso e volentieri alle figure autoritarie (genitori, professori) in maniera conflittuale. In questa importante fase della vita, quale consigli si sente di dare ai ragazzi per organizzare al meglio i propri studi, soprattutto in vista dell’esame finale?

“Ciò che si è costruito negli anni di scuola precedente è fondamentale. Partire con una ben strutturata fiducia nelle proprie capacità permette allo studente di approcciare allo studio in maniera più autonoma e organizzata”.

“Nei casi in cui il ragazzo ha avuto genitori che hanno imposto un rigido controllo sulle prestazioni scolastiche del figlio, solitamente si manifestano segni di disinteresse verso lo studio motivati da una scarsa considerazione delle proprie capacità. In casi come questo il ruolo della scuola è fondamentale: la presenza e il contatto con insegnanti capaci di motivare i ragazzi e di risvegliare in loro la propria autostima e fiducia può ribaltare completamente le sorti della vita dello studente”.

“In questa fase, infine, suggerisco ai ragazzi di studiare non solo per il risultato immediato ma soprattutto per soddisfare un’aspettativa futura: può sembrare prematuro ma è consigliabile che lo studente valuti le proprie ambizioni sin da ora ponendosi la domanda “cosa vorrò fare domani?”. Non appena si è riusciti a dare una risposta, è bene fare tutti i passi indietro utili alla conoscenza del percorso più adatto per raggiungere quel dato obbiettivo prefissato, programmando quali passi fare e facendo dello studio il bagaglio culturale utile al raggiungimento dello stesso”.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto