Michele Sarno: un programma a Sindaco tra Città di Salerno e Unisa

Redazione Controcampus 18 Agosto 2014

Intervista esclusiva all’Avv.

Intervista esclusiva all’Avv. Michele Sarno, candidato a sindaco di Salerno. Il punto di Michele Sarno, avvocato dal cuore nobile, su elezioni primaverili del 2015, università e giovani italiani.

“Le persone devono essere coinvolte. Vorrei che tutti i quartieri della mia città partecipassero attivamente alla ricerca di soluzioni condivise. Sono stato fortunato perché nonostante non provenissi da una famiglia importante, ho avuto la possibilità di studiare”. – Dichiara l’Avvocato Michele Sarno –

Elezioni comunali Salerno: dal ripristino del connubio tra politica e cittadini, all’elogio della democrazia partecipativa. Un passato da studente modello, un presente da oratore di successo ed un futuro da paladino del popolo salernitano: il principe del foro campano è il primo candidato alle prossime elezioni comunali di Salerno.

Chi è l’avvocato Michele Sarno di Salerno:

Michele Sarno è un uomo perbene, un professionista esemplare che, nel corso della sua fortunata carriera, ha collezionato innumerevoli trionfi giudiziari, assurgendo, al rango di principale penalista del mezzogiorno italiano. E’ un uomo schietto, sincero, pragmatico, dotato di nobiltà d’animo e saggezza assai laute. Lo si arguisce ascoltando il timbro maieutico delle sue parole, l’onestà intellettuale e la passione con le quali si racconta, senza censure e voli pindarici, con grande, grandissima dignità. Michele Sarno non dimentica le sue umili origini. Descrive, con sagacia ed emozione, i primi anni di carriera, le difficoltà e i timori di un giovane avvocato alle prime armi. Onora il padre, appuntato della guardia di finanza, perché è grazie ai suoi sacrifici che ha potuto suggellare le proprie ambizioni. Il candidato sindaco della città di Salerno, infatti, è partito da zero, iniziando, con coraggio e dignità, l’insidioso cursus honorum. E oggi, a 49 anni, continua a sentirsi un ragazzo, perché “essere giovani – dice – significa avere passioni, sentimenti e sogni”.

L’Avvocato Michele Sarno ha da poco inaugurato l’Associazione “Per Salerno”, un ambizioso progetto destinato ad esaudire i desideri della comunità salernitana ed a dar vita ad un’area alternativa di centrodestra. Michele Sarno è, infatti, un ex militante di An e del Pdl; un uomo di destra che ha scelto, tuttavia, di candidarsi, prendendo le distanze dalle logiche dei partiti e dalle ataviche liturgie politiche.

Di recente, ha ufficializzato la sua intenzione di scendere in campo per tutelare gli interessi di Salerno, la culla della prima Scuola Medica d’Europa.

Con un programma a dir poco rivoluzionario, il talentuoso giurista salernitano Michele Sarno ha in mente di attuare un vero e proprio iperbato concettuale, una nevralgica inversione degli interessi in gioco che sia in grado di instaurare un solido legame con la cittadinanza.

Per il popolo salernitano, dunque, il 2015 sarà l’anno della svolta. Al di là dell’epilogo dell’ormai nota vicenda relativa all’incompatibilità del Sindaco De Luca, le prossime competizioni elettorali sobilleranno l’inizio di una nuova e sublime avventura. Di una rinascita sociale e culturale, corredata dal vegliardo vessillo della democrazia partecipativa. Gli abitanti della ridente cittadina campana, infatti, saranno coinvolti in prima persona, caldeggiando e proponendo le proprie idee, contribuendo, quindi, alla stesura ed alla selezione delle future scelte politiche. E’ necessario ripristinare il connubio tra politica e cittadini, anche a costo di superare gli steccati ideologici. E’ questo il leitmotiv della campagna elettorale di Michele Sarno.

Intervista al candidato sindaco della Città di Salerno, Michele Sarno

Michele Sarno

Michele Sarno

Avv. Michele Sarno: Lei è uno dei più importanti penalisti del meridione italiano. Ci parli della Sua candidatura.

“Ho deciso di scendere in campo dando vita alla lista civica Per Salerno, prendendo le distanze dai partiti politici, che con la vecchia liturgia della politica ingessano le possibilità d’intervento all’interno delle comunità. C’è bisogno di rappresentanti che siano disposti a tutelare gli interessi dei cittadini. Ritengo nevralgico, dunque, instaurare un patto, un legame con i miei concittadini senza passare per le segreterie dei partiti.” – Dichiara l’Avv Michele Sarno –

“Purtroppo, nel corso degli anni, siamo stati resi edotti sui meccanismi farraginosi della politica italiana. Se i partiti nazionali sono in crisi, le cause vanno, probabilmente, ricercate nel distacco totale con il corpo sociale. Nelle segreterie dei partiti, infatti, i candidati vengono scelti non sulla base di qualità aderenti alle esigenze del territorio, ma in virtù di amicizie ed appartenenze a cordate gradite ai leader. Il criterio della meritocrazia è stato sostituito con quello dell’amicizia”. – Dice l’Avvocato Michele Sarno –

“Credo non si possa continuare in questa direzione. – Continua Michele Sarno –  Dobbiamo ripristinare il connubio tra politica e cittadini, anche a costo di superare gli steccati ideologici. Non rinnego la mia storia, i miei valori e le mie ideologie, ma credo che una comunità importante come Salerno, necessiti di esperienze variegate cha vadano al di là dei colori politici. Credo che su alcune tematiche essenziali non vi siano più posizioni geometriche da rispettare, siano esse di centro, di destra o di sinistra. Su alcuni temi, infatti, si può trovare un accordo unanime. Penso all’ambiente, al lavoro o alla salute, e ad altri argomenti che necessitano di un progetto serio che venga articolato insieme ai cittadini. Sono favorevole alla democrazia partecipativa e diretta. Le persone devono essere coinvolte. Vorrei che tutti i quartieri della mia città partecipassero attivamente alla ricerca di soluzioni condivise. Credo che questa sia la rivoluzione politica che vogliamo mettere in atto”. – Dice Michele Sarno – 

Lei è un professionista di successo abituato al contatto con la gente. Ha da poco inaugurato l’Associazione “Per Salerno”, un ambizioso progetto destinato ad esaudire i desideri del popolo salernitano. Qual è la Sua opinione in merito all’importanza della cultura?

“La cultura è fondamentale. L’Italia è un Paese pingue di intelligenze, ma privo di materie prime il quale, per eccellere, necessita di investire sulla formazione. Il vero investimento, quindi, viene effettuato attraverso una formazione adeguata. Se creassimo dei giovani capaci ed attrezzati, consentiremmo loro di giocare un ruolo da protagonista nel mercato aperto. Siccome l’Italia non ha le materie prime, ma possiede ingenti risorse intellettive, credo che queste ultime vadano coltivate ed accompagnate per dar vita ad un terreno fertile sul quale edificare il nostro futuro. La cultura è dunque fondamentale. Salerno ha in tal senso un grande deficit. Non esistono punti di aggregazione, laboratori culturali e poli scientifici. Dunque, dobbiamo crescere anche dal punto di vista culturale. Il problema del lavoro potrebbe essere risolto attraverso la predisposizione di un apparato culturale che crei formazione adeguata nei nostri territori”. – Dichiara l’Avvocato Michele Sarno –

Che cosa ne pensa dei giovani italiani?

“Credo che la grandezza di una persona sia direttamente proporzionale alla sua capacità, nel caso in cui raggiunga obiettivi importanti, di non dimenticare mai il punto da cui è partito. Noi abbiamo un grande compito, una grande responsabilità. Sono innamorato dei giovani, perché mi sento come loro, nonostante abbia 49 anni. Essere giovane significa avere passioni, sentimenti e sogni. Credo che il più grande delitto che la mia generazione abbia mai compiuto nei confronti dei ragazzi sia stato quello di distruggere i loro sogni. La nostra è una realtà ormai agnostica ai valori, priva di alternative. Una realtà nella quale un uomo viene qualificato non per ciò che è ma per ciò che possiede. I giovani devono comprendere di poter perseguire i propri talenti, perché è grazie ad essi, e non ai soldi che realizzeranno, che le loro vite sono straordinarie. Ai giovani, dunque, bisogna dire di vivere con speranza, di tentare di realizzare i propri sogni. Quel che conta nella vita è non avere il sapore amaro di una sconfitta senza aver giocato una partita. Io sono stato un atleta. Le partite vanno giocate. Si possono perdere e vincere, ma l’importante è dare tutto. Perché alla fine quando hai dato tutto non hai nulla da recriminare, sei sereno”.

Secondo la classifica del Sole 24 ore relativa alla qualità delle Università, l’ateneo salernitano godrebbe di ottima salute. Il Campus campano d’impronta statunitense, infatti, è assurto al rango di primo ateneo del mezzogiorno, agguantando la ventitreesima posizione nella graduatoria nazionale. Di recente, nel corso di un’intervista rilasciata al TG 3, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Prof. Aurelio Tommasetti, si è detto molto soddisfatto della proficua performance, ed ha evocato l’inizio di una vera e propria scalata trionfale che possa ridonare a Salerno, ed al Meridione italiano, lo smalto ed il vigore necessari a ridurre il gap con gli atenei del Nord. Avv. Michele Sarno, che cosa ne pensa dell’Ateneo salernitano, crede sia competitivo?

“Credo che i progressi e i risultati raggiunti dall’Università di Salerno siano di dominio pubblico. Nel corso degli anni, l’ateneo è diventato un vero e proprio campus universitario, facendo notevoli passi in avanti. Ovviamente, l’opinione espressa dal Rettore Tommasetti, massima istituzione universitaria, è di estrema importanza. Credo, tuttavia, che tali classifiche dipendano molto anche dai giudizi degli studenti. Pertanto, sarebbe interessante ribaltare la domanda, e chiedere ai giovani studenti cosa ne pensino della loro università. Comunque sia, poiché non voglio eludere la domanda, ma evaderla, cioè darle comunque una risposta, credo che, al di là dei successi maturati, a Salerno, così come negli altri atenei, si debba studiare qualcosa che sia in grado di rivoluzionare il sistema universitario. Credo, cioè, che le nostre università, e ovviamente mi riferisco alle facoltà ed ai percorsi di studio da me conosciuti, cioè giurisprudenza e scienze politiche, difettino di praticità. Ritengo che tali corsi, pur essendo in grado di fornire preparazioni teoriche adeguate, siano sostanzialmente privi di approfondimenti pratici dei temi oggetto di studio. Sarebbe interessantissimo, invece, dar vita a dei corsi di preparazione e specializzazione che consentano, ad esempio, ad uno studente di giurisprudenza, di iniziare, durante il percorso universitario didattico, una vera e propria pratica. Molti docenti a contratto, del resto, sono di norma avvocati di lungo corso, i quali potrebbero mettere a disposizione degli studenti la propria esperienza. Potrebbero organizzare giornate tematiche in tribunale o, ad esempio, responsabilizzare gli studenti, conferendo loro il compito di seguire, sin dai tempi dei banchi universitari, dei veri e propri fascicoli processuali.”

“Le riporto la mia esperienza. – Racconta l’Avv Michele Sarno –  Mi laureai con il massimo dei voti in Giurisprudenza. Quando uscii dall’Università ed iniziai a fare la pratica, iniziai ad avere delle titubanze. Mi sentii completamente a digiuno della pratica, e mi resi conto di come le nozioni teoriche acquisite assumessero, nella pratica, un significato completamente diverso. Quindi, nonostante pensassi di aver raggiunto un risultato importante, come la laurea, fui costretto rimboccarmi le maniche ed a ricominciare d’accapo. Credo che questo sia un dramma. In una società che va a duemila all’ora, in cui non si può perder tempo, dovrebbero essere elise le situazioni di svantaggio che impediscono ad un giovane di realizzare le proprie ambizioni professionali e lavorative. Esistono, ad ogni modo, delle università scientifiche di nicchia, dotate di particolari rapporti con il mondo delle imprese, che organizzano stage ed altre attività in grado di inserire i propri studenti nel mercato del lavoro. Io credo, invece, che questa tendenza debba diventare una norma consuetudinaria favorevole per tutti gli studenti. Una prassi che assurga al rango di costume, ottemperato con puntualità dagli atenei, secondo il quale vi sia una fase pratica da affiancare al percorso teorico”.

Qual è la Sua opinione in merito al sistema universitario italiano ed al precariato giovanile?

“Il sistema universitario italiano paga purtroppo il fatto di non essere adeguato alla realtà in cui viviamo. E’ questo il problema principale. Appartengo alla corrente di pensiero di coloro i quali sono contrari al numero chiuso. Credo che tutti i giovani debbano avere la chance di studiare e raggiungere un risultato. Chi è favorevole alle gabbie d’accesso desidera edificare una classe elitaria. Ciò va a detrimento del concetto di democrazia in cui credo. Veda, sono figlio di persone umili. Se fossi vissuto in una società di classi e di numeri chiusi, forse non avrei potuto suggellare le mie ambizioni professionali. Voglio, ovviamente, una società in cui si dia il giusto merito a chi eccelle, ma desidero che sia data a tutti la stessa chance. Non credo che le attuali regole relative al numero chiuso possano contribuire a selezionare, in modo adeguato, i futuri medici”.

E’ vero che sta scrivendo un libro?

“Sì. Sto scrivendo un libro sull’importanza e sulla dignità dei praticanti, cioè di quelle persone che frequentano per un certo periodo gli studi legali. Si tratta di una sorta di testimonianza d’affetto nei confronti delle persone di cui ci si dimentica sempre. Spesso accade che il giovane praticante venga relegato a mansioni marginali. Alcuni raccontano di essere costretti a fare fotocopie, a pagare bollette o ad effettuare telegrammi. Nel mio studio questo non è mai capitato, anche perché, considerandoli futuri avvocati, cerco sempre di riconoscere loro la massima dignità. In sostanza, il libro tende a riecheggiare l’opera omnia del giurista e costituzionalista Piero Calamandrei “Elogio dei giudici scritto da un avvocato”, dando vita, in tal caso, ad un vero e proprio elogio della figura del praticante fatto da un avvocato.”

“Desidero lanciare un messaggio positivo a chi un giorno diventerà avvocato. – Continua l’Avv Michele Sarno –  Ho scelto questa professione per amore, non per convenienza. Sono stato fortunato perché spesso si è costretti a rinunciare alle proprie ambizioni. Io, invece, ho avuto la possibilità di realizzare quel sogno che feci da bambino: a quattro anni, infatti, immaginai di diventare avvocato penalista. Quindi, sono stato fortunato perché, nonostante non provenissi da una famiglia importante, ho avuto la possibilità di studiare. Mio padre è una persona semplicissima: un appuntato della guardia di finanza che ha servito lo Stato per oltre quarant’anni. Grazie a lui, ed al suo stipendio statale, siamo riusciti ad andare avanti con grande dignità e serietà. Io ho avuto, dunque, la fortuna di studiare. Tante persone, invece, anche più brave ed intelligenti del sottoscritto, non hanno avuto la stessa possibilità. Desidero, pertanto, lanciare un messaggio positivo a chi un giorno diventerà avvocato”.

Michele Sarno è anche un grandissimo appassionato di calcio. Potrebbe rendere edotti i nostri lettori in merito all’importanza di una sana e costante attività motoria?

“Credo che lo sport sia fondamentale. Ho giocato a calcio ed ho avuto la fortuna, quindi, di praticare uno sport che mi ha portato ad avere rapporti con tantissime persone. La vita di spogliatoio, in particolare, ti consente di entrare in contatto con persone diverse da te, e di diventare più forte e completo come uomo. ‘Mens sana in corpore sano’, recita il vecchio adagio. Ma invito i giovani a non impazzire per la fisicità, a stare bene con il proprio corpo senza eccedere, e a praticare attività sportiva con moderazione, perché un uomo può vivere di spirito, ma deve vivere anche della propria fisicità”. – Conclude l’Avv Michele Sarno –

Antonio Migliorino

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto