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12 Gennaio 2015

Riflessione con il Cai su uomo, natura e montagna a Uninsubria

Riflessione con il Cai su uomo
Riflessione con il Cai su uomo

Riflessione con il Cai su uomo

Mercoledì 14 gennaio, Aula Magna dell’Università Insubria riflessione con il Cai: serata sul tema “uomo, natura e montagna”. Interviene il professor Fabio Minazzi. Ingresso libero.

Una riflessione sul rapporto tra uomo, natura e montagna è al centro dell’incontro in programma mercoledì 14 gennaio 2015, alle ore 21, nell’Aula Magna Granero Porati dell’Università Insubria, via Dunant 3, a Varese, a ingresso libero.

Il seminario dell’Università Insubria di riflessione con il Cai: “Uomo, natura e montagna: il ruolo transindividuale” con il professor Fabio Minazzi, ordinario di filosofia teoretica all’Università Insubria e socio CAI da cinquant’anni, si colloca nell’ambito delle serate del CAI e tra le iniziative correlate alla mostra “I Predatori del Microcosmo. Zanne, corazze e veleni: le strategie di sopravvivenza degli animali”, promossa dall’Università degli Studi dell’Insubria e dal Comune di Varese, ai Musei Civici di Villa Mirabello, Piazza della Motta 4, a Varese.

«Una riflessione contemporanea sul rapporto tra uomo, natura e montagna impone di sottolineare non solo la necessità di difendere la biodiversità dei nostri stessi ambienti territoriali e di vita, ma anche l’opportunità di saper ripensare criticamente il nostro stesso rapporto con la natura di cui facciamo parte organica» spiega Minazzi.

«La classica tradizione antropocentrica, che ha forgiato buona parte della storia occidentale, mostra infatti tutti i suoi limiti, proprio se si riflette sul nostro rapporto, diretto e vitale, con il mondo naturale, rimuovendo la pretesa superiorità ed eccezionalità dell’uomo nell’ambito della vita sul nostro pianeta. Il che non vuol dire solo ripartire dalla terra, ma vuole anche dire sapersi interrogare su quale agricoltura vogliamo, onde poter garantire “un ritorno… al futuro della terra”».

Il che implica – continua il professor Minazzi – una: «seria considerazione della biodiversità, considerando, in particolare, la montagna stessa come un prezioso e straordinario scrigno di biodiversità che deve essere salvaguardato e trasformato in un motore intelligente per praticare una nuova agricoltura, finalizzata alla tutela del territorio, all’incremento della biodiversità locale, alla creazione di una nuova rete commerciale che sappia sempre intrecciarsi con connesse attività educative (come quelle perseguite con successo dal progetto dei Giovani Pensatori promosso dall’Università degli Studi dell’Insubria da oramai sei anni nelle scuole di tutti gli ordini della Provincia di Varese). Il rapporto tra uomo, natura e montagna finisce così per costituire un ambito di riferimento critico privilegiato, grazie al quale si vorrebbe appunto favorire la genesi di un nuovo paradigma di riferimento onde poter ripensare il nostro stesso modo di vivere e anche di percepire il territorio in cui viviamo, avendo peraltro presente l’ambito globale nel quale anche il nostro mondo, inevitabilmente, si colloca». 

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